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Crollo A19: in arrivo stato d’emergenza e aiuti economici per autotrasportatori?

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Stato di emergenza e aiuti economici agli autotrasportatori. Sono le azioni allo studio del Governo per la situazione drammatica provocata dal crollo del viadotto Himera, che ha di fatto spaccato a metà la Sicilia lo scorso 10 aprile. Secondo l’Ansa, il provvedimento per dichiarare lo stato di emergenza potrebbe arrivare già nel Consiglio dei ministri di venerdì e sarebbe a buon punto anche la valutazione delle esenzioni chieste dagli autotrasportatori.

Il ministro delle Infrastrutture, Graziano Delrio, ha già inviato al capo della Protezione Civile, Fabrizio Curcio, la comunicazione del reperimento da parte di Anas delle risorse necessarie per realizzare il collegamento provvisorio e le opere di consolidamento dell’area adiacente, nonché quelle di messa in sicurezza. Sulla base alle richieste della Regione Sicilia, la Protezione Civile sta inoltre valutando la possibilità di estensione dell’intervento anche ad altre aree, con un costo che lieviterebbe da 30 a 345 milioni.

Inoltre, il ministero delle Infrastrutture e Trasporti sarebbe a buon punto nella stima delle esenzioni proposte dagli autotrasportatori dell’area interessata. I camionisti hanno annunciato una protesta dal 25 al 29 maggio, chiedendo l’annullamento dei pedaggi sulla Catania-Messina e sulla Messina-Palermo e importanti incentivi sulle Autostrade del Mare.

Nel frattempo, anche per fare pressione sul governo, il presidente di Fai Conftrasporto Paolo Uggè ha detto testualmente che se in quelle misure non ci saranno anche interventi per l’autotrasporto, a rischiare di “crollare” sarà la pace sociale, con la conseguenza di una manifestazione di protesta  di protesta nell’Isola e forse non solo. “La frana sull’autostrada Palermo-Catania rischia di rappresentare un colpo mortale per l’intera economia siciliana anche perché va a sovrapporsi ad altri problemi irrisolti, ad altri ostacoli sul percorso di chi lavora in Sicilia e che ora non possono più essere rimandati”, ha aggiunto Paolo Uggè, ” e nel protocollo d’intesa sottoscritto con il Governo è previsto un tavolo che affronti i delicati problemi che gli autotrasportatori siciliani sono costretti ad affrontare. Quel tavolo noi l’abbiamo risollecitato il giorno seguente al crollo del viadotto, ma senza ottenere risposta. Il Consiglio dei ministri dei venerdì porrà tutti davanti a un bivio decisivo. Chi vorrà prendere strade sbagliate ne sarà il solo responsabile di ogni possibile conseguenza”.

A conferma delle enormi difficoltà provocate dal crollo del viadotto, arriva anche il grido di allarme della Coldiretti siciliana. «Gli imprenditori agricoli, costretti a un aumento vertiginoso dei costi di trasporto, hanno ormai superato la soglia di tolleranza – spiega l’associazione – Un’azienda che trasporta prodotti da Palermo al Siracusano a causa del crollo del pilone ha già speso, in media, 3.200 euro a camion. Sono 100 euro al giorno in più determinati dal costo del carburante e del doppio autista, a cui va sommato il consumo del mezzo. Per questo occorre avviare immediatamente i lavori previsti e trovare soluzioni alternative, come l’immediata attivazione del porto di Augusta per il trasporto delle merci e l’abolizione del pedaggio».

Redazione
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La redazione di Uomini e Trasporti

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