HomeProfessioneFinanza e mercatoCamion e furgoni, l’Europa riparte. L’Italia resta a metà strada

Camion e furgoni, l’Europa riparte. L’Italia resta a metà strada

Nel primo semestre 2026 il mercato europeo dei veicoli commerciali cresce, trainato soprattutto da camion e autobus e da una forte accelerazione dell’elettrico. L’Italia invece procede a velocità diverse: furgoni e camion crescono meno della media, mentre gli autobus segnano un vero boom

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L’Europa riparte, ma l’Italia no, almeno non con la stessa velocità. Nel primo semestre 2026 il mercato dei veicoli commerciali dell’Unione europea chiude con un bilancio positivo, ma dietro il dato complessivo si nascondono dinamiche molto diverse tra Paesi e, soprattutto, tra segmenti.

Secondo i dati ACEA, crescono furgoni, camion e autobus e accelera anche la diffusione delle alimentazioni elettriche. L’Italia, invece, procede a due velocità: perde terreno nei veicoli commerciali leggeri, cresce meno della media nei camion e mette a segno un vero e proprio balzo negli autobus.

Furgoni, l’Italia perde il 4,7%

Nei primi sei mesi dell’anno in Europa sono stati immatricolati 742.759 furgoni, l’1,9% in più rispetto allo stesso periodo del 2025. Ma i quattro grandi mercati dell’Unione raccontano storie differenti. La Spagna cresce del 7,9%, mentre Germania (-4,6%), Italia (-4,7%) e Francia (-2,1%) arretrano.

In Italia le immatricolazioni si fermano a 94.116 unità, contro le 98.707 del primo semestre 2025. A pesare è soprattutto la contrazione delle alimentazioni tradizionali: i furgoni diesel scendono a 73.073 unità (-7,6%), mentre quelli a benzina crollano del 23,4%, a 3.324. La spinta arriva invece dall’elettrico. I furgoni a batteria raggiungono 9.892 immatricolazioni, il 39% in più rispetto alle 7.119 dello scorso anno. La quota sale così al 10,5% del mercato italiano, ancora lontana però dal 13,2% medio europeo. Crescono anche gli ibridi, arrivati a 2.688 unità (+39%), mentre le altre alimentazioni perdono il 17,2%.

Il paradosso è evidente: l’Italia perde volumi, ma elettrifica una parte crescente del mercato. E lo fa comunque più lentamente dell’Europa, dove i furgoni elettrici aumentano del 41,6%, arrivando a 97.781 unità. Il diesel, nonostante tutto, resta nettamente dominante, con il 79,1% del mercato.

Camion, l’Europa accelera più dell’Italia

Ancora più interessante il confronto sui camion. Nell’UE le immatricolazioni di veicoli oltre 3,5 tonnellate raggiungono quota 171.933, con una crescita del 9,8%. A tirare sono soprattutto i pesanti, oltre le 16 tonnellate, che salgono dell’11,1%, mentre i medi crescono del 2,8%.

L’Italia cresce, ma a un ritmo decisamente più contenuto. Le immatricolazioni passano dalle 14.427 del primo semestre 2025 alle 15.002 del 2026, con un incremento del 4%. A sostenere il mercato sono ancora una volta soprattutto i motori diesel, saliti a 14.606 unità (+5,7%). L’elettrico, invece, non segue la tendenza europea. I camion elettrici immatricolati in Italia sono appena 192, contro i 376 dello stesso periodo del 2025: quasi la metà, con una flessione del 48,9%.

È un dato che stride con quello europeo, dove i camion elettricamente ricaricabili crescono del 47,7% e raggiungono una quota del 4,8% del mercato. In Germania, il principale mercato della transizione elettrica, l’incremento arriva addirittura all’88,5%.

Anche restringendo il campo ai soli pesanti, il quadro italiano rimane debole: 39 camion elettrici immatricolati nei primi sei mesi, contro i 21 del 2025. Nel trasporto pesante italiano, insomma, il diesel resta ancora quasi incontrastato.

Autobus, l’Italia cambia marcia

Poi ci sono gli autobus. E qui la storia cambia completamente. Nel primo semestre 2026 il mercato europeo cresce del 22,7%, arrivando a 22.590 immatricolazioni. L’Italia non si limita a seguire la crescita: la supera nettamente. Con 3.965 autobus immatricolati contro i 2.615 dello scorso anno, il mercato italiano cresce del 51,6% e diventa il principale dell’Unione.

A fare la differenza è soprattutto l’elettrico. Gli autobus elettricamente ricaricabili passano da 401 a 1.667 unità, con una crescita del 315,7%. Significa che più di quattro nuovi autobus su dieci immatricolati in Italia nel semestre sono elettrici. Cresce anche il diesel, con 1.662 unità (+16,3%), mentre gli ibridi restano sostanzialmente stabili a 561.

Anche in Europa la direzione è quella dell’elettrificazione: gli autobus elettrici aumentano del 56,8% e arrivano a rappresentare il 27,7% delle nuove immatricolazioni. Ma il dato italiano, in questo segmento, è decisamente più brillante.

Tre mercati, tre velocità

Il primo semestre consegna quindi un’Europa che torna a crescere, ma anche un’Italia difficile da leggere con un unico numero. Nei furgoni il mercato perde il 4,7%, mentre l’elettrico cresce. Nei camion l’Italia sale del 4%, ma meno della media europea e con una componente elettrica addirittura in arretramento. Negli autobus, infine, il mercato esplode e l’elettrico corre ancora più velocemente.
È forse questo il dato più interessante del semestre: la transizione energetica non procede alla stessa velocità nemmeno all’interno dello stesso Paese. Dipende dal veicolo, dall’impiego, dai costi e dalle condizioni che ne accompagnano l’utilizzo. Per furgoni e camion italiani, il diesel resta ancora il punto di riferimento. Sugli autobus, invece, l’elettrico sembra aver trovato condizioni di mercato molto più favorevoli. Non è una contraddizione: è la fotografia di una transizione che, più che seguire una linea unica, procede lungo strade diverse.