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Veicoli commerciali: a marzo il mercato torna in positivo (+0,7%)

Dopo tre mesi difficili, le immatricolazioni archiviano un lieve rimbalzo grazie soprattutto al noleggio a breve termine. Cresce la quota dei modelli elettrici, ma sullo sfondo restano le incognite sugli incentivi e il peso di un parco circolante ancora molto anziano

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Dopo un avvio d’anno complicato, il mercato italiano dei veicoli commerciali leggeri ritrova il segno più. Secondo i dati resi noti da Unrae, marzo 2026 si è chiuso con 17.568 immatricolazioni, in crescita dello 0,7% rispetto allo stesso mese del 2025. Un risultato che interrompe tre mesi consecutivi di contrazione e che arriva dopo la sostanziale stabilità registrata a febbraio.

Il recupero, tuttavia, appare fragile e fortemente condizionato dal contributo del noleggio a breve termine: senza questo canale, il mercato avrebbe chiuso il mese con un calo dell’1,4%. Su base trimestrale, infatti, il bilancio resta ancora negativo, con 47.110 veicoli immatricolati da gennaio a marzo, l’1,5% in meno rispetto al primo trimestre 2025.

Sul fronte delle alimentazioni, marzo ha segnato un ulteriore passo avanti per la mobilità a zero emissioni. I veicoli elettrici puri hanno raggiunto una quota del 3,6%, in salita sia rispetto al 2,7% di febbraio sia al 3,2% di marzo 2025. Una crescita contenuta ma costante, che si inserisce in un quadro di progressiva diversificazione delle motorizzazioni, mentre il diesel continua a perdere terreno, scendendo al 75,1% nel mese.

Resta però aperto il nodo del sostegno alla domanda. Per il 2026 sono attesi gli incentivi annunciati dal MIMIT, il cui schema attuativo non è ancora stato ufficializzato. Un ritardo che, secondo Unrae, rischia di innescare un nuovo effetto attesa capace di frenare il mercato nei prossimi mesi. «Per sostenere la transizione del trasporto merci – ha affermato il presidente Unrae Roberto Pietrantonio – gli incentivi da soli non bastano: occorrono ulteriori fattori abilitanti, a partire dallo sviluppo delle infrastrutture di ricarica anche per i veicoli commerciali leggeri, oltre che per quelli pesanti. È necessario inoltre un credito d’imposta del 50% per gli investimenti privati in infrastrutture fast – superiori a 70 kW – per il triennio 2026-2028, unitamente a interventi mirati per ridurre gli elevati costi delle ricariche».

Accanto al tema dell’elettrificazione, l’associazione richiama l’attenzione anche sull’andamento dei costi energetici tradizionali. Il rialzo dei prezzi dei carburanti, finora attenuato da misure temporanee di riduzione delle accise, continua ad avere un impatto rilevante sui bilanci delle famiglie e sui costi del trasporto merci su gomma, rendendo necessarie – secondo Unrae – riforme strutturali di lungo periodo.

Un ulteriore elemento critico riguarda la composizione del parco circolante. Al 31 dicembre 2025, secondo le stime dell’associazione, in Italia circolavano 4,64 milioni di veicoli commerciali leggeri e oltre un terzo – il 35,5% – è ancora antecedente alla normativa Euro 4, con un’anzianità superiore ai vent’anni. Mezzi che presentano livelli di emissioni e standard di sicurezza ormai lontani dalle esigenze attuali e che rendono ancora più urgente un ricambio del parco.

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