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Le quattro lacune da colmare per rendere la logistica una leva strategica

Sistemi infrastrutturali presenti in modo disomogeneo sul territorio; competenze messe in crisi dalla rivoluzione tecnologica; sostenibilità da riconsiderare lungo la filiera partendo dal consumatore; regolamentazione complessa basata su troppe norme che spesso non aiutano a coltivare la legalità. Sono i quattro gap da rimuovere per rendere la logistica una leva strategica dell’intero sistema economico

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La logistica viene sempre più percepita come leva strategica per il made in Italy e il sistema economico in generale, anche grazie allo sviluppo di nuovi modelli di business e filiere sempre più organizzate sulla movimentazione just in time.

Tuttavia, il settore porta con sé gap ancora importanti, in particolare su quattro livelli riferibili a: infrastrutture fisiche e digitali; competenze; sostenibilità; regolamentazione.

Territori a due velocità

Unioncamere sostiene da sempre la stretta correlazione tra sviluppo infrastrutturale e competitività dei territori. In una recente indagine abbiamo analizzato le performance territoriali della rete infrastrutture prendendo in considerazione diversi fattori. Per le merci, la situazione appare in chiaro-scuro, con aree brillanti, in genere al Nord, e situazioni molto al di sotto della media, in genere al Sud e nelle isole.

Qui, il principale gap riguarda proprio il Kpi relativo a logistica e intermodalità, con numerosi territori dove lo shift modale resta un miraggio per l’assenza di interporti o di poli logistici di rilievo.

I vantaggi del digitale

A questo si aggiunge la rincorsa verso la digitalizzazione e la smaterializzazione dei documenti. Abbiamo testato, nell’ambito di un progetto cofinanziato dall’IRU, l’applicazione dell’eCMR, la lettera di vettura elettronica, valutandone i benefici e proponendo linee guida per affrontare le sfide operative. Abbiamo verificato, insieme al Politecnico di Milano, che le aziende di autotrasporto che passano da un approccio tradizionale a uno digitale nella gestione documentale riescono a tagliare i tempi di lavorazione fino all’80%. Oltre alla smaterializzazione, c’è un tema di interazione e interoperabilità dei sistemi alla base di flussi logistici più snelli e fluidi.

Su questo fronte attendiamo gli esiti del bando LogIN Business del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, ma le aziende hanno bisogno con urgenza di prepararsi al salto tecnologico.

Competenze e sostenibilità: cambiamenti in vista

Gli imprenditori dovranno valutare senza timore l’impatto dell’AI sull’organizzazione interna, prendendo in considerazione il reskilling delle figure professionali più esposte, a partire da quelle ad alto contenuto cognitivo e quelle a contatto costante con l’evoluzione tecnologia, come gli autisti. Un passo necessario per tornare ad essere attrattivi e riavvicinare i giovani al settore. Ma anche per tenere il passo con la sostenibilità, in un contesto in cui questa parola non riporta più solo alla green logistics (che pure ricopre e ricoprirà un ruolo importantissimo), ma anche e soprattutto alla sfera economica e sociale.

È in quest’ottica che va riconosciuto il valore economico dei servizi di logistica. Un riconoscimento che deve avvenire a più livelli, da parte dell’opinione pubblica fino all’ambito imprenditoriale. Persone bene informate e sensibilizzate sul valore di una consegna diventano consumatori attenti alla sostenibilità del prodotto e prestano giusta attenzione al costo (economico e ambientale) del servizio di logistica. Un cambiamento culturale che potrebbe investire positivamente anche la committenza, creando lo spazio per rapporti equi e collaborativi.

Un mercato sano

Il trasporto e la logistica scontano un eccesso di norme. Averne poche e semplici sarebbe un alleggerimento, ma anche un incentivo a operare nella legalità. Non l’unico, intendiamoci, ma pur sempre un passo verso condotte più lineari. Un mercato sano costituisce la base in cui si muove e cresce la logistica collaborativa, un mix di cooperazione e competizione in grado di portare benefici tangibili, come la riduzione del 25% dei costi produttivi e il taglio del 15% dei viaggi a vuoto.

Il roadshow, avviato da Unioncamere con il supporto di Uniontrasporti e dell’Osservatorio Transport Compliance Rating (TCR), arriva il 3 ottobre alla terza tappa di Catania (dopo Roma e Padova). L’obiettivo è quello di abbattere diffidenze e timori tra gli operatori e condurre il settore a una crescente efficienza, flessibilità e competitività. Un win-win per tutti.

Questo articolo fa parte del numero di settembre/ottobre 2025 di Uomini e Trasporti: un numero che racchiude un ampio dibattito sul futuro del settore, animato da tanti osservatori e da tanti lettori.

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