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La commissione per gli scioperi a Trasportonuito: «Il fermo del 14 marzo va revocato perché illegittimo»

Il fermo dell’autotrasporto di lunedì 14 marzo è o meno legittimo? La commissione di garanzia per gli scioperi dice assolutamente «no», in quanto non ha rispettato il termine di preavviso, né ha fornito una durata definita della protesta. Per Trasportounito, invece, il fermo di lunedì non è uno sciopero

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Il fermo dell’autotrasporto di lunedì 14 marzo è o meno legittimo? Per Trasportounito, l’associazione che, con uno strappo in avanti, ha indetto la manifestazione di protesta il giorno prima del confronto previsto tra associazioni di categoria e la viceministra Teresa Bellenova, la risposta è ovviamente positiva. Per la commissione di garanzia per gli scioperi, invece, è assolutamente negativa e di conseguenza la protesta va revocata. Ma veniamo al botta e risposta delle ultime ore.

Nel corso della giornata di oggi Trasportounito ha scritto una lettera, indirizzata alla Presidenza del Consiglio, al Ministro e al Vice Ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili e al Presidente della Commissione di Garanzia in Scioperi, per puntualizzare che la protesta in calendario per lunedì 14 marzo non è uno sciopero, né si arroga rivendicazioni particolari, ma serve semplicemente per coordinare le manifestazioni sullo stato di estrema necessità del settore. Per la precisione, si scrive nella lettera, «la sospensione dei servizi si è resa inevitabile anche per tutelare le imprese e impedire che le esasperate condizioni di mercato, determinate dal rincaro record dei carburanti, si traducano in vantaggi per altri soggetti del settore trasporti, ovvero in addebiti per obblighi contrattuali che le imprese della filiera logistica non sono più in grado di garantire».

La risposta della commissione di garanzia per gli scioperi e in particolare del suo commissario delegato, Alessandro Bellavista, non si è fatta attendere e con una lettera, indirizzata alla stessa associazione e a tutti i ministeri interessati, si precisa che la manifestazione di lunedì prossimo non ha rispetto le normative in materia e, più precisamente, non ha fornito il richiesto termine di preavviso, che nell’autotrasporto ammonta a 25 giorni, e non ha indicato una durata definita della manifestazione, contrariamente a quanto previsto dall’art. 2 comma 1 della legge 146 del 1990, in cui si legge che chi proclama uno sciopero deve comunicarne per iscritto durata e modalità di attuazione.

Per queste ragioni la Commissione invita Trasportounito a «revocare il fermo e/o a riformulare l’azione collettiva» in conformità a quanto previsto dalle normative

Cosa succederà ora. Si attende ovviamente un’eventuale risposta dell’associazione di categoria dell’autotrasporto, ma tutto lascia presumere che, contrariamente a quanto accaduto nel corso della precedente protesta di febbraio, quando da parte delle forze dell’ordine ci fu un atteggiamento comprensivo, in questo caso tutto lascia presumere che ci potrebbe essere un approccio diverso.

Redazione
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La redazione di Uomini e Trasporti

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