Premessa: all’interno dell’Unione europea i singoli Stati membri non possono concedere, tramite risorse pubbliche e in forma selettiva, vantaggi economici a determinate imprese o produzioni che falsino o rischino di falsare la concorrenza nel mercato interno dell’UE, incidendo sugli scambi tra Stati membri. Detto altrimenti non possono favorire (tramite aiuti) alcune imprese a scapito di altre, a meno che non ricorrano le deroghe espressamente previste dal Trattato. E proprio una deroga è giunta alla fine della scorsa settimana, quando Bruxelles ha approvato un Temporary Framework sulla crisi in Medio Oriente, che concede quindi agli Stati – e quindi anche all’Italia – la copertura per coprire fino al 70% degli extracosti sul gasolio senza incappare nel vincolo degli aiuti di Stato. La cosa è molto interessante perché in modo indiretto concede al nostro governo le risorse utili a trattare con l’autotrasporto e a scongiurare il blocco del 25-29 maggio.
Sulla scacchiera complicata del caro carburante, quindi, la Commissione Europea ha mosso una pedina importante: con l’adozione del Temporary Framework METSAF, infatti, Bruxelles consegna ai governi nazionali uno strumento prezioso per sostenere i settori più esposti ai rincari energetici. Tra questi, come detto, c’è l’autotrasporto merci su strada.
La mossa: fino al 70% degli extracosti rimborsabili
Il meccanismo è diretto: gli Stati membri potranno compensare fino al 70% dei costi extra sostenuti da ciascuna impresa di trasporto per via dell’aumento del prezzo del carburante, per il periodo compreso tra il 1° marzo e il 31 dicembre 2026. Il calcolo sarà rigoroso ma trasparente: ogni governo dovrà determinare il rincaro confrontando il prezzo di mercato attuale con un prezzo di riferimento storico, e quantificare i costi aggiuntivi sul consumo effettivo dell’impresa o sull’ultimo consumo registrato prima che la crisi si facesse sentire.
Il limite del gioco: 50.000 euro per impresa
Ogni partita ha le sue regole, e questa non fa eccezione. L’importo nominale complessivo degli aiuti concessi a ciascuna impresa non potrà superare i 50.000 euro. Entro questo tetto, però, gli Stati hanno una certa libertà di manovra: potranno calibrare i sostegni tenendo conto delle dimensioni aziendali, della tipologia di attività, di una stima del consumo di carburante nel settore o del numero di veicoli in funzione.
Chi è in scacco
Il quadro temporaneo non riguarda solo i camion. Nel perimetro rientrano anche le imprese del trasporto ferroviario e per vie navigabili interne, quelle del trasporto marittimo a corto raggio all’interno dell’UE, e le aziende della produzione primaria agricola, ittica e dell’acquacoltura.
La mossa decisiva: via il vincolo degli aiuti di Stato
Qui sta il vero valore strategico della mossa europea. Il Temporary Framework offre al governo italiano – e a Palazzo Chigi, dove è ora incardinato il tavolo con le associazioni di categoria – la copertura giuridica per erogare risorse in tempi rapidi, senza dover attendere i lunghi mesi dell’iter ordinario di notifica e autorizzazione sugli aiuti di Stato. La mannaia di Bruxelles, almeno su questo fronte, è stata sollevata.
Una finestra operativa che arriva in un momento cruciale: Unatras ha proclamato il fermo nazionale dell’autotrasporto per il 25-29 maggio, e il governo cerca ora le mosse per evitare lo scacco matto. Con il Temporary Framework in mano, il re ha finalmente uno spazio per muoversi.


