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Sicilia, gli aiuti al gasolio raddoppiano a 30 milioni. Ma il bando per i camion è ancora fermo

La Regione ha raddoppiato i fondi destinati all'autotrasporto, portandoli da 15 a 30 milioni di euro. Eppure le imprese non possono ancora presentare domanda: mancano i pareri delle commissioni dell'Ars. FIAP chiede di accelerare e rinviare la scadenza del 30 novembre. Intanto, per gli agricoltori, il bando è già operativo.

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I soldi ci sono. Anzi, sono raddoppiati. Ma gli autotrasportatori siciliani non possono ancora chiederli. È il paradosso dei ristori regionali contro il caro gasolio: dai 15 milioni stanziati a maggio si è passati a 30 milioni grazie alle variazioni di bilancio approvate a ottobre, ma il provvedimento attuativo necessario per accedere alle risorse non ha ancora concluso il suo percorso.

E il calendario comincia a farsi stretto. La Regione aveva indicato il 30 novembre come termine per presentare le domande. A meno di un mese dalla scadenza annunciata, però, manca ancora l’avviso pubblico. Una situazione denunciata dalla FIAP, che chiede di convocare immediatamente le commissioni dell’Assemblea regionale siciliana chiamate a esprimere i pareri necessari. Il rischio è che un intervento concepito per dare liquidità alle imprese finisca per arrivare quando l’emergenza finanziaria è già stata affrontata interamente a loro spese.

I fondi raddoppiano: da 15 a 30 milioni

La prima dotazione di 15 milioni era stata prevista dall’articolo 16 della legge regionale 13 del 28 maggio 2026, nell’ambito di un pacchetto di aiuti contro il caro carburante destinato anche all’agricoltura e alla pesca. Il 25 settembre la Regione aveva annunciato l’intesa sul decreto attuativo, illustrando criteri, beneficiari e modalità di calcolo. Ma nel frattempo è intervenuta una novità finanziaria significativa.

La legge regionale 33 del 22 ottobre 2026, pubblicata sulla Gazzetta ufficiale siciliana il 3 novembre, ha incrementato di ulteriori 15 milioni lo stanziamento destinato all’autotrasporto. La dotazione complessiva sale così a 30 milioni di euro per il 2026. È una notizia positiva per il settore, perché amplia le risorse disponibili per compensare i maggiori costi sostenuti dalle imprese. Ma il raddoppio dei finanziamenti non ha ancora prodotto un’accelerazione delle procedure necessarie per distribuirli.

Il decreto sarebbe pronto. Mancano i pareri dell’Ars

Secondo quanto riferisce la FIAP, lo schema del decreto interassessoriale avrebbe già completato il suo percorso tecnico. A bloccarne l’attuazione sarebbero i pareri della II Commissione Bilancio e Programmazione e della IV Commissione Ambiente, Territorio e Mobilità dell’Assemblea regionale siciliana. Si tratta di passaggi previsti dalla normativa regionale prima dell’adozione del provvedimento attuativo. La federazione chiede quindi che le commissioni vengano convocate senza ulteriori rinvii e che l’avviso sia pubblicato non appena concluso l’iter.

«Le imprese siciliane hanno già pagato il conto del gasolio: non possono pagare anche quello dei ritardi», denuncia Alessandro Peron, segretario generale della FIAP. «Il lavoro tecnico è fatto, i fondi sono stanziati, manca solo il parere dell’Assemblea. Chiediamo che le Commissioni si riuniscano subito, perché un aiuto che arriva fuori tempo massimo smette di essere un aiuto».

Come funzionerà il contributo

Il meccanismo illustrato dalla Regione a settembre prevede un ristoro pari al 70% della maggiore spesa ammissibile per l’acquisto di gasolio, sostenuta dal 1° marzo al 31 dicembre 2026. Il parametro di confronto è il prezzo medio nazionale del gasolio rilevato nel febbraio 2026. Il contributo dovrebbe quindi essere calcolato sulla differenza tra il prezzo effettivamente pagato dall’impresa e quello assunto come riferimento.

Una prima quota, fino a 50 mila euro per beneficiario, potrà essere riconosciuta nell’ambito del regime di aiuti indicato dalla Regione come super de minimis. Per gli importi ulteriori, necessari a raggiungere la copertura prevista del 70%, sarà invece richiesta una specifica autorizzazione europea. Proprio questo secondo passaggio costituisce un ulteriore elemento di incertezza, soprattutto per le imprese più strutturate, che sostengono spese di carburante elevate e potrebbero aver già utilizzato parte dei margini disponibili per gli aiuti pubblici.

Resta inoltre da chiarire, attraverso il provvedimento attuativo, come saranno gestiti il cumulo con altre agevolazioni e l’eventuale riparto delle risorse nel caso in cui le richieste ammissibili superino la dotazione disponibile.

Agli agricoltori il bando è arrivato. Ai trasportatori ancora no

A rendere ancora più evidente il ritardo è ciò che sta accadendo in un altro comparto destinatario degli aiuti regionali. Il 5 novembre la Regione Siciliana ha annunciato la pubblicazione dell’avviso per gli interventi contro il caro carburante destinati alle imprese agricole, con una dotazione di 33 milioni di euro. Le domande potranno essere presentate dal 9 al 30 novembre attraverso il portale Uma Sicilia.

Per l’agricoltura, dunque, il percorso è arrivato alla fase operativa. Per l’autotrasporto manca ancora il passaggio che permette alle imprese di presentare materialmente le richieste.

La scadenza del 30 novembre rischia di diventare un problema

C’è infine un’incongruenza temporale da risolvere. La Regione aveva annunciato il 30 novembre come termine per le domande, mentre la stessa misura considera ammissibili anche gli acquisti di gasolio effettuati fino al 31 dicembre. Un calendario che richiede evidentemente di essere coordinato, soprattutto alla luce della mancata apertura della procedura.

La FIAP chiede per questo di riallineare la scadenza alla data effettiva di pubblicazione dell’avviso, evitando che i ritardi amministrativi penalizzino le imprese. Resta naturalmente aperto il problema più generale: i ristori pubblici possono attenuare gli effetti del caro carburante, ma non sostituiscono il riconoscimento dei maggiori costi nei corrispettivi di trasporto, attraverso i meccanismi di adeguamento previsti dalla legge.

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