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Autista muore a 31 anni sulla Transpolesana: Othmane Moufakir è caduto dal camion in marcia

Il giovane conducente era originario del Marocco e viveva a Briatico, nel Vibonese. È morto all’ospedale di Borgo Trento, a Verona, dopo sei giorni di ricovero in condizioni disperate. Il 26 agosto era rimasto gravemente ferito lungo la Transpolesana, nel territorio di Isola Rizza, in una dinamica che gli investigatori devono ancora ricostruire

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La sua storia comincia nella tarda serata di mercoledì 26 agosto, lungo la strada statale 434 Transpolesana, nel territorio di Isola Rizza, in provincia di Verona. Othmane Moufakir stava viaggiando verso Rovigo alla guida di un autoarticolato Scania appartenente a un’azienda di Battipaglia, nel Salernitano. Intorno alle 23.30, per ragioni non ancora state chiarite, qualcosa è successo nella cabina. Il camionista è finito sulla carreggiata. Il camion, invece, ha continuato la propria corsa senza conducente per circa 200 metri, prima di andare a sbattere contro il guardrail centrale. È questa la circostanza che rende particolarmente complessa la ricostruzione dell’incidente.

Sei giorni in ospedale

Quando sono arrivati i soccorsi, le condizioni del giovane erano gravissime. Moufakir è stato trasferito d’urgenza all’ospedale di Borgo Trento, a Verona, e ricoverato nella terapia intensiva neurochirurgica del Polo Confortini.

Per sei giorni è rimasto in condizioni disperate. Poi è stato avviato l’iter per l’accertamento della morte cerebrale. Al termine del periodo di osservazione previsto, la commissione ospedaliera ha confermato l’irreversibilità delle sue condizioni e sono stati sospesi i trattamenti di sostegno delle funzioni vitali. La morte è stata riportata il 4 settembre dalle cronache veronesi e calabresi.

Un camion che continua a viaggiare senza autista

Il particolare più difficile da spiegare è quello che riguarda la posizione del camionista rispetto al mezzo. Moufakir sarebbe stato trovato sulla carreggiata prima del punto nel quale il camion ha terminato la propria corsa. Secondo le ricostruzioni disponibili, la distanza sarebbe stata come detto di circa 200 metri. Questo significa che il giovane era già fuori dalla cabina mentre il mezzo continuava a procedere.

Alcuni automobilisti avrebbero riferito agli investigatori di aver visto poco prima dell’incidente il camion procedere in maniera irregolare, con spostamenti tra le corsie. Una delle ricostruzioni riferisce inoltre di una breve deviazione del mezzo all’interno di un’area di servizio Enilive, seguita dal rientro sulla Transpolesana. Sono elementi importanti, ma non consentono ancora di stabilire che cosa sia accaduto realmente.

Che cosa è successo nella cabina?

È questa la domanda alla quale stanno cercando di rispondere i Carabinieri della Compagnia di Legnago e della Stazione di Ronco all’Adige, coordinati dalla Procura. Le ipotesi riportate dalle diverse fonti sono diverse: un malore improvviso, un colpo di sonno, un problema tecnico o altre circostanze ancora da accertare. Gli investigatori stanno valutando anche l’eventuale presenza di un’altra persona a bordo.

Alcune fonti locali riportano scenari investigativi ancora più specifici, compresa la possibilità che il conducente possa essere stato spinto fuori dalla cabina o quella di un gesto volontario. Sono però soltanto ipotesi investigative e non risultano accertate: per questo non devono essere trasformate in una ricostruzione dell’accaduto.

La morte di Moufakir rende inoltre impossibile raccogliere la testimonianza diretta dell’unica persona che avrebbe potuto spiegare cosa fosse successo negli ultimi istanti.

Cronotachigrafo, centraline e telecamere possono aiutare l’inchiesta

La ricostruzione dovrà quindi passare dagli elementi oggettivi. Tra questi ci sono il mezzo pesante, i dati del cronotachigrafo, le eventuali informazioni conservate dalle centraline elettroniche, le condizioni della cabina e delle porte, le immagini delle telecamere eventualmente presenti lungo il percorso e nell’area di servizio, oltre alle testimonianze degli automobilisti che hanno assistito agli ultimi minuti della marcia.

Sono proprio questi elementi che dovranno consentire agli investigatori di stabilire quando Moufakir sia uscito dalla cabina, perché sia finito sulla carreggiata e quale fosse la condizione del mezzo nei secondi immediatamente precedenti. Al momento, dunque, non è possibile attribuire l’incidente a una causa precisa.

Una morte che colpisce direttamente l’autotrasporto

Othmane Moufakir aveva soltanto 31 anni. Nato in Marocco, aveva stabilito la propria residenza a Briatico, in provincia di Vibo Valentia. La notizia della sua morte ha quindi raggiunto anche la comunità calabrese, mentre la sua famiglia è stata costretta a seguire da lontano i giorni drammatici del ricovero veronese.

Per il mondo dell’autotrasporto rimane soprattutto una domanda senza risposta: che cosa può essere accaduto a bordo di quel camion nei pochi istanti che hanno preceduto la caduta del conducente? Per ora si avanzano soltanto ipotesi.

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