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Sibilla, a 50 anni cambia vita e sale sul camion dei suoi sogni

Dalla macchina da cucire al volante di un mezzo pesante: la storia di Sibilla Stocchi, che ha lasciato il lavoro di sarta per inseguire una passione coltivata da sempre. Oggi, lavora per GI.MA.TRANS e a bordo della sua «astronave», attraversa l'Italia quando il mondo ancora dorme, tra le prime luci dell'alba e il susseguirsi delle stagioni. Una testimonianza di coraggio e libertà, ma anche la dimostrazione che non è mai troppo tardi per imparare un mestiere e ricominciare.

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C’è un momento della vita in cui i sogni sembrano destinati a rimanere tali. Quando si sono superati i cinquant’anni, si ha un lavoro, una quotidianità consolidata e ricominciare da zero può apparire un’impresa troppo difficile. Ma non per Sibilla Stocchi, che a cinquant’anni ha deciso di lasciare il lavoro di sarta in fabbrica, rimettersi a studiare e prendere la patente per guidare i camion. Perché quel mestiere, così distante dalla sua vita di allora, era ciò che aveva sempre desiderato fare. “Guidare un camion è sempre stato un sogno nel cassetto” – racconta Sibilla, che sceglie ogni giorno di romanticizzare il suo lavoro con queste parole – “Questo lavoro mi permette di guardare il mondo da un’altra prospettiva e di cogliere dettagli che nella quotidianità spesso sfuggono, come osservare il cambio delle stagioni. Dalla cabina la visuale è diversa e, partendo di notte, mi capita di ammirare le prime luci dell’alba dopo aver terminato lo scarico”.

Da oltre cinque anni Sibilla guida i mezzi pesanti di GI.MA.TRANS, azienda specializzata nella logistica e nel trasporto a temperatura controllata. La sua giornata comincia a Mantova intorno a mezzanotte, quando le città si svuotano e le strade si fanno silenziose. Sale a bordo di quella che affettuosamente chiama la sua «astronave», la motrice con cui attraversa il Nord e il Centro Italia per rifornire i punti vendita della grande distribuzione organizzata. Toscana, Emilia-Romagna, Marche, Veneto e Lombardia sono le regioni che percorre abitualmente. Otto ore di guida al giorno, in media, alle quali si aggiungono le operazioni di carico e scarico e le inevitabili attese. Un lavoro impegnativo, fatto di orari insoliti, concentrazione e responsabilità, ma che le regala qualcosa che non aveva trovato nella precedente professione: il piacere di essere sulla strada, di muoversi, di vedere il paesaggio trasformarsi attraverso il parabrezza. Per arrivare fin qui, Sibilla ha dovuto affrontare una sfida non banale: tornare sui libri, conseguire le abilitazioni necessarie, compresa la Carta di qualificazione del conducente (CQC), e imparare un mestiere completamente nuovo. Non aveva camionisti in famiglia, né un’esperienza precedente nel settore. Soltanto una passione abbastanza forte da vincere l’incertezza e la determinazione necessaria per trasformarla in una professione.

Una donna in un mondo ancora prevalentemente maschile

La sua storia è ancora un’eccezione nel panorama dell’autotrasporto. Secondo i dati raccolti in «Anche io volevo il camion», il volume che Uomini e Trasporti presenterà il 17 novembre alla Camera dei Deputati, la presenza femminile nel settore è ancora molto limitata. Una situazione che rende ancora più importante ampliare le possibilità di accesso alla professione, superando gli stereotipi che continuano a scoraggiare molte donne. “Rispetto a quando ho iniziato, non noto un grande aumento delle donne alla guida dei camion, mentre sugli autobus vedo più autiste, anche giovani. Credo che a frenare le donne sia soprattutto un ostacolo culturale: l’idea che guidare un mezzo pesante non sia un mestiere adatto a loro. Nella mia esperienza, la passione per la guida è stata la prima scintilla e, pur non avendo camionisti in famiglia, ho scelto di intraprendere questa carriera. Questo mestiere dà molta indipendenza ed è un lavoro che una donna può svolgere con sicurezza e soddisfazione (personalmente non scenderei mai dal camion)”.

La strada che insegna

Quello di Sibilla non è soltanto un lavoro di guida. Ogni viaggio richiede organizzazione, conoscenza del territorio, capacità di affrontare gli imprevisti e attenzione alle caratteristiche del mezzo. Prima di partire controlla il camion e verifica i percorsi, valutando ingombri e accessibilità dei punti vendita. Quando un incidente, il maltempo o un’interruzione stradale complicano il viaggio, può contare sui colleghi dell’ufficio traffico, che coordinano l’assistenza e individuano soluzioni alternative. Ma anche lei contribuisce alla pianificazione, mettendo a disposizione l’esperienza maturata sulla strada.

È accaduto, per esempio, quando ha segnalato che un mercato locale impediva l’accesso a un punto vendita in determinati giorni e orari. Un’informazione raccolta direttamente durante una consegna, che ha permesso all’azienda di modificare la programmazione. Perché anche nell’epoca dei sistemi digitali e della pianificazione automatizzata, la conoscenza di chi percorre ogni giorno le strade rimane insostituibile.

GI.MA.TRANS, una realtà della logistica alimentare

L’azienda per cui lavora Sibilla è il Gruppo GI.MA.TRANS, parte del Gruppo Brivio & Viganò, che vanta trent’anni di esperienza nel trasporto e nella logistica a temperatura controllata. Partner delle principali insegne della grande distribuzione e di importanti aziende dell’industria alimentare, gestisce attività di ritiro, stoccaggio, trasporto e consegna di prodotti a temperatura positiva e negativa. La flotta conta oltre 200 mezzi, dei quali il 66% Euro 6 e il 15% alimentati a gas naturale liquefatto (LNG). Un’organizzazione nella quale la tecnologia e l’innovazione accompagnano il lavoro quotidiano degli autisti, senza sostituirne le competenze. “La carenza di autisti nel nostro settore è ormai strutturale ed è una difficoltà che coinvolge tutta la filiera – conclude Fabio Orbello, Direttore Operativo di GI.MA.TRANS.- In questo momento storico, credo sia essenziale dare valore a questa professione e alle opportunità che può offrire anche a chi sta valutando un cambio lavorativo: la storia di Sibilla dimostra che è possibile costruire una nuova carriera pur avendo un background diverso. Il suo percorso unisce attitudine alla guida, determinazione e competenze acquisite attraverso la formazione e l’esperienza, tutti elementi che le hanno permesso di trasformare una passione in una professione. Guidare un mezzo pesante richiede impegno e attenzione, ma oggi il comfort dei mezzi e l’evoluzione dei sistemi di assistenza alla guida contribuiscono a rendere il lavoro più agevole”.