Federtrasporti avvia uno studio su 350 autisti per capire quanto dormono realmente, come recuperano le energie e in che misura l’organizzazione del lavoro influisce sulla qualità del riposo e sulla sicurezza alla guida. Il progetto, «Sonno, benessere e sicurezza in autotrasporto», coinvolge le Università di Genova e Pisa, ha ottenuto il patrocinio ufficiale dell’INAIL e conta sul supporto di Scania Italia e Michelin Connected Fleet. Sarà presentato mercoledì 4 novembre, alle ore 15, a Ecomondo, Rimini, durante un workshop presso lo stand Federtrasporti (padiglione C7, stand 403).
L’obiettivo è concreto: raccogliere dati scientifici sulle condizioni di riposo dei conducenti e trasformarli in indicazioni utili alle imprese per organizzare meglio turni, soste e tempi di lavoro, riducendo i fattori che compromettono l’attenzione alla guida.
Il tachigrafo registra il riposo, non il sonno
Il punto di partenza è una distinzione decisiva: rispettare i tempi di guida e riposo previsti dalla normativa non significa necessariamente aver recuperato le energie. Un conducente può essere perfettamente in regola con il tachigrafo e tornare al volante senza aver dormito abbastanza.
Per questo i 350 autisti coinvolti indosseranno per sette giorni consecutivi un actigrafo di Sleepacta, un dispositivo che consente di stimare durata, continuità e regolarità del sonno. I risultati saranno incrociati con i dati dei tachigrafi, relativi a circa tre mesi di attività, e con questionari sulle abitudini dei partecipanti.
La ricerca, coordinata scientificamente dai professori Sergio Garbarino dell’Università di Genova e Ugo Faraguna dell’Università di Pisa, proseguirà fino a marzo 2027. L’obiettivo finale è individuare soluzioni organizzative capaci di migliorare il recupero psicofisico degli autisti e ridurre i rischi.
La sicurezza non può aspettare la transizione
Il problema resta urgente. Secondo i dati ACI-Istat, nel 2025 gli incidenti stradali con lesioni sono aumentati del 2,2% e le vittime tra conducenti e passeggeri di autocarri hanno raggiunto quota 166, il 13,7% in più rispetto all’anno precedente. La Commissione europea stima inoltre che la stanchezza contribuisca al 15-20% degli incidenti stradali gravi.
Numeri che ricordano quanto lavoro resti da fare sulla prevenzione. Eppure, mentre l’autotrasporto concentra gran parte dell’attenzione sulla transizione energetica, tra nuove alimentazioni, elettrificazione ed emissioni da ridurre, la sicurezza delle persone rischia di passare in secondo piano.
I camion diventano sempre più tecnologici, ma nessuna innovazione può compensare la stanchezza di chi li guida. Capire quanto e come riposano realmente gli autisti è quindi una questione di sicurezza, prima ancora che di benessere.
Il progetto sarà al centro del workshop del 4 novembre a Ecomondo, occasione di confronto tra imprese, ricercatori e partner sulle possibili applicazioni dei risultati dello studio.
L’appuntamento è alle ore 15, presso lo stand Federtrasporti, padiglione C7, stand 403, Fiera di Rimini.


