HomeProfessioneFedertrasporti, 55 anni di «transizione persistente»: cambiano i camion, ma la sicurezza parte dalle persone

Federtrasporti, 55 anni di «transizione persistente»: cambiano i camion, ma la sicurezza parte dalle persone

Nel pieno della transizione energetica dell’autotrasporto, concentrata su alimentazioni ed emissioni, il Gruppo Federtrasporti rilancia la centralità delle persone che guidano i mezzi. A Ecomondo promuove uno studio su sonno e sicurezza: 350 autisti, due università e patrocinio ufficiale dell’INAIL. A supporto del progetto Scania e Michelin Connected Fleet

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Il Gruppo Federtrasporti festeggia i 55 anni di attività con uno studio che riporta l’attenzione sulle persone che guidano i mezzi. Nell’autotrasporto si parla molto di transizione: di motori, carburanti alternativi, elettrificazione, emissioni da ridurre. È un cambiamento necessario, ma rischia di oscurare la sicurezza e il benessere di chi guida.

Federtrasporti sceglie di riportare l’attenzione sulla sicurezza con il lancio del progetto «Sonno, benessere e sicurezza in cabina» che verrà presentato a Rimini nell’ambito di Ecomondo con un workshop organizzato sul proprio stand (padiglione C7, stand 403) il 4 novembre alle ore 15.

«Oggi investiamo giustamente per avere camion sempre meno inquinanti. Ma un trasporto davvero sostenibile deve anche proteggere chi è al volante. È questo il senso della nostra transizione persistente: cambiare continuamente strumenti e tecnologie senza cambiare obiettivo, mettendo sempre al centro le persone», ha sottolineato Claudio Villa, presidente di Federtrasporti.

La scelta nasce da un contrasto nei dati. Secondo ISPRA, fra il 2010 e il 2024 le emissioni di particolato dovute allo scarico dei veicoli pesanti sono diminuite di quasi il 79%. La sicurezza stradale non mostra una progressione altrettanto rassicurante: nel 2025, secondo ACI-Istat, sono morte 166 persone tra conducenti e passeggeri di autocarri, il 13,7% in più rispetto all’anno precedente. Ovviamente, non sono dati direttamente confrontabili, ma ricordano quanto lavoro resti da fare.

Il progetto, avviato lo scorso settembre, punta a coinvolgere 350 autisti, dipendenti di strutture associate, con almeno venti conducenti per ciascuna realtà, impegnati in differenti tipologie di trasporto. Per sette giorni i partecipanti indosseranno gli actigrafi Sleepacta, dispositivi che consentono di ricostruire durata, regolarità e frammentazione del sonno. I dati saranno integrati con questionari su abitudini, alimentazione, attività fisica, percezione della sonnolenza e conoscenza delle norme, dei tempi di guida e riposo e dei sistemi di sicurezza del veicolo.

L’analisi comprenderà anche i dati dei tachigrafici relativi a circa tre mesi, per mettere in relazione sonno, pause, orari e carichi di lavoro. La partecipazione è su base volontaria e la riservatezza degli autisti tutelata. Non si tratta di sorveglianza: l’obiettivo è individuare fattori di rischio e soluzioni, anche organizzative, per migliorare la qualità del riposo e prevenire gli incidenti. La raccolta dei dati andrà avanti fino a fine marzo 2027 per poi confluire in una relazione finale. La supervisione scientifica è affidata ai professori Sergio Garbarino, dell’Università di Genova, e Ugo Faraguna, dell’Università di Pisa. L’iniziativa ha ottenuto il patrocinio ufficiale dell’INAIL. Scania Italia contribuisce sul fronte della conoscenza e del corretto utilizzo dei sistemi di sicurezza dei veicoli; Michelin Connected Fleet supporta la raccolta e la valorizzazione dei dati.

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