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Ampere e Basquevolt: l’accordo che punta a rivoluzionare le batterie per i veicoli elettrici

La divisione EV di Renault Group e la startup spagnola delle batterie hanno siglato un nuovo accordo per testare e validare celle ad alta densità energetica, mirate a superare i limiti delle attuali soluzioni agli ioni di litio e a semplificare i processi produttivi delle gigafactory

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Ampere, la divisione all’interno di Renault Group dedicata ai veicoli a zero emissioni e ai software, ha siglato un accordo di sviluppo congiunto con Basquevolt, centro di ricerca e sviluppo spagnolo specializzato in batterie allo stato solido. L’obiettivo è ambizioso: portare sul mercato una nuova generazione di accumulatori basati sulla tecnologia del litio metallico, destinati ad equipaggiare i futuri modelli del gruppo francese.

Per comprendere la portata dell’accordo, è utile definire i protagonisti. Ampere è la nuova società di Renault creata per concentrare tutte le competenze sulla mobilità elettrica, dalla progettazione del veicolo fino allo sviluppo del software di bordo. Basquevolt, invece, è una startup con sede nei Paesi Baschi che nasce con l’obiettivo di produrre in Europa batterie a stato solido, una tecnologia considerata da molti il prossimo grande passo del settore.

Ma cosa cambia rispetto alle batterie tradizionali? Le attuali batterie agli ioni di litio utilizzano un elettrolita liquido per consentire il passaggio degli ioni tra anodo e catodo. La tecnologia di Basquevolt sostituisce questo liquido con un elettrolita polimerico, essenzialmente un materiale solido. Questo, abbinato a un anodo realizzato in litio metallico (invece della più comune grafite), permette di ottenere una densità energetica molto più elevata. Questo si traduce in pacchi batteria più compatti e leggeri a parità di autonomia, o in un’autonomia maggiore a parità di dimensioni. Inoltre, l’assenza di liquidi infiammabili aumenta la stabilità termica e quindi la sicurezza complessiva del veicolo.

Secondo Renault, l’importanza di questa tecnologia risiede proprio nella combinazione di questi vantaggi. Non solo prestazioni superiori, ma anche un processo produttivo più semplice ed efficiente. In una nota diffusa dal Gruppo si parla di una potenziale riduzione del 30% sia degli investimenti necessari per costruire le gigafactory, sia dell’energia consumata per produrre ogni kWh di batteria. Un vantaggio competitivo enorme, che potrebbe rendere i futuri veicoli elettrici meno costosi. La collaborazione mira a validare questa tecnologia per i cosiddetti prototipi Pre-A Sample, ovvero le primissime versioni non ancora definitive dei veicoli di prossima generazione.

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