A quasi tre mesi dallo scoppio della guerra in Medio Oriente, l’extra costo sostenuto dall’autotrasporto per il carburante è stato pari a 2,1 miliardi di euro. La stima è stata divulgata dall’Ufficio studi della GGIA di Mestre all’indomani dell’accordo raggiunto venerdì 22 maggio a Palazzo Chigi tra la premier Giorgia Meloni e le associazioni del settore che ha portato alla sospensione del fermo di 5 giorni. il nuovo decreto carburanti, approvato dal Consiglio dei ministri convocato dopo la riunione con l’autotrasporto, ha prorogato il taglio delle accise fino al 6 giugno e stanziato, tra l’altro, altri 200 milioni a sostegno del credito d’imposta per le aziende. Fondi che si aggiungono a 100 milioni già previsti da un precedente decreto da utilizzare fino a giugno 2026. La riduzione delle accise è di circa 5 centesimi al litro sulla benzina e di circa 10 centesimi sul gasolio. Le nuove aliquote riguardano anche GPL, gas naturale per autotrazione, biodiesel e carburanti HVO. Tra le novità anche una semplificazione per gli autotrasportatori: dal 1° ottobre 2026 il termine del silenzio-assenso per i crediti d’imposta sarà ridotto da 60 a 30 giorni e le domande dovranno essere presentate esclusivamente online.
Soddisfazione anche da Assotir e Alis
Misure accolte con favore da tutte le associazioni di settore, a partire da Unatras che ha subito fatto sapere di aver sospeso le proteste e da Anita. Anche Assotir ha riconosciuto il grande valore politico della convocazione a Palazzo Chigi (non avveniva da 30 anni). “L’iniziativa del Governo di incontrare l’autotrasporto – si legge in una nota dell’associazione guidata da Claudio Donati – con l’intervento della Presidente Meloni, ha riconosciuto al settore il valore strategico che merita, è un atto politico di grande valore, che ha conferito una nuova centralità a questo settore essenziale per il Paese”. Assotir si augura che “non rimanga un episodio isolato” ma invita anche a considerare la crisi dell’autotrasporto nella sua interezza e la necessità di “intervenire sulle vere criticità del settore: tariffe inadeguate, condizioni di lavoro estreme, inefficienze logistiche scaricate per intero sui vettori”.
Alis ha accolto con favore le decisione del Governo “in particolare, il rafforzamento del credito d’imposta sui carburanti – ha affermato il vicepresidente Marcello Di Caterina – va nella stessa direzione delle proposte che abbiamo formalmente sottoposto nelle scorse settimane attraverso un documento scritto inviato all’attenzione del Vicepremier e Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini”.
Gli extracosti per l’autotrasporto
Tornando all’impennata dei costi, l’Ufficio studi della CGIA segnala che il prezzo del diesel alla pompa è salito da un valore medio di 1,676 a 1,986 euro al litro: un aumento del 18,5%. Nonostante il taglio di 20 centesimi sulle accise introdotto dal governo il 19 marzo scorso, nelle prime dodici settimane di crisi, l’autotrasporto merci ha sostenuto un extra costo che, secondo una stima degli artigiani mestrini, si aggirerebbe attorno a 2,1 miliardi di euro. Una vera stangata. A livello regionale i rincari più importanti hanno riguardato la Lombardia con 257,9 milioni di euro, la Campania con 251,6 e la Sicilia con 232,2.


