A prima vista sembrava un normale carico di prodotti per la salute: scatole di vitamine, integratori naturali, campioncini promozionali. In realtà, sotto quella copertura, viaggiava uno dei traffici illegali più rilevanti degli ultimi mesi.
Al porto di Ancona, Guardia di Finanza e Agenzia delle Dogane e dei Monopoli hanno infatti intercettato e sequestrato un camion che trasportava circa 30 mila dosi di farmaci anabolizzanti illegali, per un valore stimato di oltre 200 mila euro. Un carico pronto per finire sul mercato del doping.
Come funzionava il sistema
Il meccanismo era tanto semplice quanto efficace: mimetizzare le sostanze illecite all’interno di un carico di merce regolare, sfruttando l’elevato volume di spedizioni nel settore degli integratori alimentari.
Una copertura «credibile», pensata per confondersi tra migliaia di carichi simili e superare i controlli lungo una direttrice commerciale molto battuta: Grecia-Italia-Regno Unito.
La spedizione sospetta
L’intervento dei finanzieri del Gruppo di Ancona, in collaborazione con i funzionari dell’Agenzia delle Dogane, non è stato però frutto del caso. Il trasporto era già entrato nel radar degli investigatori grazie a un’attività di monitoraggio dei flussi commerciali condotta nei mesi precedenti.
L’analisi incrociata di documenti, database e movimenti logistici aveva infatti fatto nascere sospetti su una spedizione in transito proprio lungo l’itinerario internazionale che collegava Grecia, Italia e Regno Unito. Così, quando l’autoarticolato è sbarcato nel porto di Ancona, è stato subito selezionato per un controllo. E a quel punto, il camion è finito sotto la lente degli investigatori.
Il controllo e la scoperta
Determinante è stato l’utilizzo dello scanner doganale, che ha restituito immagini anomale del carico. Alcune zone presentavano una densità incompatibile con quanto dichiarato nei documenti di trasporto. Un segnale abbastanza forte da spingere gli operatori ad aprire le scatole che avrebbero dovuto contenere vitamine e integratori.
Ed è qui che è emersa la vera natura della spedizione. Tra le confezioni di prodotti per la salute si nascondeva un ingente quantitativo di sostanze dopanti e farmaci illegali, per un totale – come detto in apertura – di circa 30 mila dosi per un valore di oltre 200mila euro, pronte a essere immesse sul mercato. In particolare, sono stati rinvenuti ormone della crescita (GH) e altre sostanze stimolanti a base di testosterone, farmaci soggetti a rigide regole sanitarie e completamente privi di autorizzazione.
Secondo quanto riportato nella nota diffusa dalla Guardia di Finanza, i prodotti sequestrati venivano trasportati in totale violazione delle prescrizioni previste dall’EMA (Agenzia europea per i medicinali) e dall’AIFA (Agenzia italiana del farmaco). Nessuna garanzia sulla produzione, nessuna certezza sulla composizione, nessuna tutela per chi li avrebbe assunti.

Un presidio contro i traffici illegali
L’operazione ha confermato il ruolo del porto di Ancona come snodo cruciale nei controlli sulle rotte commerciali internazionali. È qui che si incrociano merci, dati e tecnologie di analisi, in un sistema che punta non solo a intercettare singoli carichi, ma anche a risalire l’intera filiera illegale.
Un lavoro che, sottolineano le autorità, continuerà con controlli sempre più mirati.


