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Autotrasporto, la trattativa si sposta a Palazzo Chigi. Chiesti 500 milioni per il credito d’imposta

Per Unatras e Anita incontro soddisfacente. Sul tavolo tutte le questioni più importanti, soprattutto la copertura del credito d’imposta che costerebbe circa 500 milioni a trimestre. Un impegno corposo che ha spostato il confronto a livello centrale. La natura strutturale degli interventi richiesti, che attengono al quadro di finanza pubblica, richiede risorse significative, la cui reperibilità è stata confermata come percorribile dal Viceministro Rixi presente al tavolo

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Il prossimo incontro entro il 10 maggio a Palazzo Chigi. La trattativa tra il Governo e l’autotrasporto, che si è aperta oggi un tavolo al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti convocato dal ministro Salvini, arriverà direttamente all’attenzione di Giorgia Meloni. La posta in gioco sarebbero 500 milioni di euro a trimestre per la copertura del credito l’imposta richiesti dalla categoria per far fronte all’impennata del costo dei carburanti dovuto alla crisi in Medio Oriente. 

Il tavolo convocato a Porta Pia si è aperto all’indomani del fermo convocato da Unatras dal 25 al 29 maggio prossimo e alle richieste formulate da Anita che ha posto l’accento sulle difficoltà delle aziende anche medio-grandi e chiesto al Governo di intervenire vagliando le possibilità offerte dall’Europa con un allentamento sulle regole per gli auiti di stato, ma soprattutto di offrire una soluzione valida agli effetti del taglio delle accise (che hanno ridotto i benefici per le aziende di autotrasporto) attraverso il ricorso al credito d’imposta.

il viceministro Edoardo Rixi

È questo il punto più importante della trattativa: trovare una copertura che per il momento il fabbisogno calcolato durante la riunione sarebbe intorno ai 500 milioni di euro al trimestre. Una somma difficile da reperire senza il contributo di Palazzo Chigi che entrerà nella trattativa con una nuova convocazione entro il 10 maggio.

«Abbiamo quantificato la nostra richiesta economica in 500 milioni per il primo trimestre (e a seguire qualora la situazione dovesse protrarsi) – ha dichiarato il presidente di Unatras, Paolo Uggè – il viceministro Rixi ci ha informato che saremo convocati a Chigi entro i primi 10 giorni di maggio.ribadisco che proseguono le iniziative di preparazione al fermo».

Intanto, sia Unatras che Anita esprimono soddisfazione per il confronto al ministero dei trasporti.  Secondo l’associazione di Confindustria «l’incontro è stato di ricognizione» importante per ribadire la necessità di avere un «credito d’imposta specifico per il recupero delle accise».

L’unione guidata da Paolo Uggè definisce l’incontro «una svolta» perché sono state messe all’ordine del giorno le principali questioni: dal caro carburante agli interventi normativi urgenti, fino alle risorse per la mobilità sostenibile e alle criticità del trasporto insulare.

Il Viceministro Edoardo Rixi – si legge in una nota di Unatras – ha ribadito con forza la necessità di intervenire in via prioritaria su trasporti e logistica, confermando il pieno interessamento di Palazzo Chigi. «La natura strutturale degli interventi richiesti – che attengono direttamente al quadro di finanza pubblica – richiede risorse significative, la cui reperibilità è stata confermata come percorribile».

Faro su accise e fuel surcharge 

Sul piano normativo, il MIT si è impegnato su due fronti immediati: la richiesta al Ministero dell’Economia e delle Finanze di anticipare l’utilizzo del credito accise rispetto agli attuali 60 giorni, e la predisposizione di una nota esplicativa ufficiale sul corretto funzionamento della clausola del fuel surcharge — strumento essenziale per la tutela economica delle imprese di trasporto.

Fondi all’intermodalità e aiuti alle isole

È stata inoltre confermata ufficialmente, con comunicazione a firma Unatras, la disponibilità di risorse destinate al sea modal shift: fondi che, a partire dal prossimo anno, saranno alimentati anche dai proventi del sistema ETS, segnando un passo importante verso l’integrazione modale e la sostenibilità della filiera logistica.

Attenzione specifica è stata posta sul trasporto insulare, con particolare riferimento alla Sicilia. Le imprese che operano nelle isole affrontano costi strutturalmente più elevati e condizioni di mercato oggettivamente penalizzanti: Unatras ha ribadito la necessità di misure dedicate, e il MIT ha riconosciuto la specificità di queste realtà, impegnandosi a tenerle in considerazione nell’ambito degli interventi in corso di definizione.

Tutta questa attenzione secondo il segretario generale FIAP Alessandro Peron, può essere giustificata con la considerazione che l’intermodalità verso le isole «non è una scelta ambientale, ma una necessità produttiva nazionale». Ed è proprio su questo terreno che si misurerà l’esito del confronto: non sulle dichiarazioni, ma sulla capacità di dare finalmente a Sicilia e Sardegna risposte concrete

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