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Caldo, al via i controlli degli ispettori del lavoro: nel mirino anche logistica e rider. Ecco la check list delle verifiche

Con l'avvio della terza ondata di calore del 2026, l'Ispettorato nazionale del lavoro intensifica la vigilanza sui rischi da stress termico. Particolare attenzione a logistica, edilizia, agricoltura, lavori stradali e rider. Le aziende dovranno dimostrare di aver adottato misure concrete per proteggere i lavoratori, fino alla sospensione delle attività nei casi di rischio elevato.

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Con l’Italia alle prese con la terza ondata di caldo dell’estate 2026, l’Ispettorato nazionale del lavoro rafforza i controlli sulle misure adottate dalle imprese per proteggere i lavoratori dallo stress termico, determinate a livello nazionale da un decreto approvato il 22 giugno scorso che concede anche l’accesso in deroga alla cassa integrazione e da diverse delibere regionali che indicano le azioni da mettere in campo e i settori da proteggere (si veda il nostro articolo). Tra i comparti considerati prioritari per l’attività ispettiva figurano non solo edilizia e agricoltura, ma anche la logistica, i lavori stradali e il settore del food delivery, dove gli addetti operano spesso all’aperto o in ambienti particolarmente esposti alle alte temperature. Le verifiche si svolgeranno seguendo le indicazioni contenute nelle note ispettive emanate negli ultimi anni e, soprattutto, nel Protocollo quadro adottato con il D.M. n. 95/2025, che ha trasformato la gestione del rischio caldo da intervento emergenziale a obbligo strutturale di prevenzione per le aziende.

Caldo e sicurezza sul lavoro

L’Ispettorato ricorda infatti che l’aumento della frequenza e dell’intensità delle ondate di calore rende indispensabile una specifica valutazione del rischio da stress termico ai sensi del decreto legislativo 81/2008. Per questo motivo gli ispettori, durante gli accessi estivi, dovranno verificare non solo la presenza di documentazione formale, ma soprattutto l’effettiva applicazione delle misure di prevenzione previste dall’azienda.

La check list degli ispettori

Il primo controllo riguarderà il Documento di valutazione dei rischi (DVR). Gli ispettori accerteranno che il datore di lavoro abbia inserito il rischio da calore tra quelli valutati e che abbia previsto misure concrete per limitarne gli effetti. Particolare attenzione sarà poi dedicata all’organizzazione del lavoro. Le aziende dovranno dimostrare di aver rimodulato gli orari nei periodi più critici, anticipando le attività nelle prime ore del mattino o posticipandole alla sera e, quando necessario, sospendendo le lavorazioni nelle fasce orarie più calde della giornata, generalmente comprese tra mezzogiorno e le 16. La check list predisposta dall’Ispettorato prevede inoltre la verifica dell’effettiva concessione di pause in aree ombreggiate o climatizzate e della rotazione dei lavoratori nelle mansioni più pesanti, per ridurre il tempo di esposizione al calore. Un altro elemento fondamentale riguarda l’idratazione. Durante i controlli sarà verificata la disponibilità di acqua potabile fresca nei luoghi di lavoro e l’utilizzo di dispositivi di protezione e indumenti adeguati, leggeri, traspiranti e in grado di limitare gli effetti dell’esposizione ai raggi solari. Gli ispettori controlleranno anche che i lavoratori e i preposti abbiano ricevuto una formazione specifica sui sintomi del colpo di calore, sulle procedure di emergenza e sulle corrette modalità di prevenzione. Allo stesso modo sarà verificato il coinvolgimento del medico competente nella valutazione delle condizioni dei lavoratori più esposti o considerati particolarmente fragili, ai quali potrebbero essere applicate limitazioni o prescrizioni specifiche. Tra gli aspetti oggetto di verifica rientra anche la consultazione dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza (RLS o RLST), chiamati a partecipare alla valutazione dei rischi e alla definizione delle misure di prevenzione.

Le responsabilità del datore di lavoro

L’Ispettorato richiama inoltre quanto già chiarito in una precedente nota del 2023: il datore di lavoro, nell’ambito degli obblighi previsti dal Testo unico sulla sicurezza, deve adottare tutte le misure necessarie a tutelare la salute dei lavoratori, fino ad arrivare, quando le condizioni climatiche determinano un rischio non accettabile, alla sospensione temporanea delle attività. Analogo obbligo ricade sul preposto, che deve intervenire immediatamente qualora rilevi situazioni di pericolo durante lo svolgimento delle lavorazioni. Accanto ai controlli, l’Ispettorato invita gli uffici territoriali a promuovere iniziative di informazione e sensibilizzazione rivolte alle imprese, incoraggiando l’utilizzo degli strumenti previsionali messi a disposizione dal progetto Worklimate e dagli altri sistemi istituzionali di monitoraggio del rischio da caldo. “L’obiettivo – ribadisce la nota – è prevenire gli infortuni e le patologie legate alle alte temperature attraverso una pianificazione preventiva, che ormai rappresenta un preciso obbligo per tutte le aziende operanti nei settori maggiormente esposti”.

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