Il gasolio non è più soltanto una voce di costo che pesa sui bilanci delle imprese di autotrasporto. Quando il prezzo sale troppo, diventa anche un obiettivo per la criminalità. Negli ultimi mesi gli operatori segnalano un aumento dei furti direttamente dai serbatoi dei camion: mezzi lasciati nelle aree di sosta, piazzole autostradali, parcheggi non custoditi o nelle vicinanze dei luoghi di carico e scarico diventano bersagli per bande organizzate che agiscono con modalità sempre più professionali. A raccontare il fenomeno al Quotidiano Nazionale è Claudio Sensi, vicepresidente di FAI – Federazione Autotrasportatori Italiani Liguria e amministratore delegato di Dlm Coop, azienda piemontese specializzata nel trasporto di merci pericolose. «Non parliamo più del semplice furto occasionale – spiega Sensi – ma di gruppi organizzati che arrivano con mezzi attrezzati, contenitori e pompe per il travaso. Sono in grado di svuotare serbatoi anche molto grandi in pochi minuti». Un episodio particolarmente grave sarebbe avvenuto a maggio in provincia di Alessandria, dove cinque camion pronti per partire sarebbero stati completamente depredati del carburante.
Il camion fermo diventa il momento più vulnerabile
Il problema riguarda soprattutto i momenti in cui il veicolo è fermo e non presidiato. La dinamica è sempre simile: il camion è parcheggiato, spesso durante il riposo dell’autista, e i ladri intervengono rapidamente. Non sempre forzano il tappo del serbatoio: secondo quanto riferito dagli operatori, vengono utilizzati strumenti specifici per aprire i sistemi di chiusura oppure vengono adottate tecniche più invasive.
Il risultato è duplice: il valore economico del carburante sottratto e il danno operativo. Un mezzo che dovrebbe partire per una consegna può rimanere fermo, con conseguenze su tempi, organizzazione e rapporto con il cliente.
Il collegamento con il mercato nero del diesel
Il fenomeno dei furti si inserisce in un contesto più ampio: quello del carburante illegale. Negli ultimi mesi il settore ha già segnalato il problema delle frodi sui prodotti petroliferi e Uomini e Trasporti lo ha spesso segnalato: gasolio immesso sul mercato senza il pagamento completo delle imposte, triangolazioni internazionali, depositi clandestini e reti di distribuzione parallele.
Il meccanismo è semplice: il prezzo ufficiale cresce, aumenta il margine possibile per chi riesce a vendere carburante a costi inferiori. Secondo gli operatori, il gasolio irregolare può arrivare sul mercato con differenziali anche di alcune decine di centesimi al litro rispetto ai prezzi ordinari. Un vantaggio enorme per chi deve percorrere centinaia di migliaia di chilometri ogni anno. E proprio questo è il punto più delicato: il carburante illegale non esisterebbe senza una domanda pronta ad acquistarlo.
La pressione sui trasportatori
Il fenomeno arriva in un momento particolarmente delicato per l’autotrasporto. Il carburante resta una delle principali voci di costo per le imprese. Ogni variazione del prezzo del diesel incide direttamente sui margini, soprattutto per le aziende che operano sui grandi chilometraggi. Quando il mercato legale diventa troppo caro, cresce la tentazione di cercare alternative. Ma il rischio è quello di alimentare una filiera criminale che alla fine danneggia proprio gli operatori regolari.
«Quando il prezzo del gasolio sale – osservano gli autotrasportatori – aumentano sia il contrabbando sia i furti. Quando invece il prezzo torna dentro livelli considerati normali, questi fenomeni tendono a ridursi».
La sosta resta il nodo irrisolto
La prevenzione passa soprattutto dalla sicurezza delle aree di parcheggio. Gli antifurto sui serbatoi possono aiutare, ma contro gruppi organizzati non sempre sono sufficienti. Il vero elemento di protezione resta la possibilità di fermarsi in luoghi controllati, illuminati e videosorvegliati.
Un tema che l’autotrasporto porta avanti da anni: la carenza di aree di sosta sicure non è soltanto un problema di comfort per gli autisti, ma anche una questione di sicurezza economica e operativa. Perché oggi, in alcuni casi, lasciare un camion pieno di gasolio incustodito significa lasciare sul piazzale una merce facilmente rivendibile.


