A sorpresa nel decreto-legge varato ieri sera dal Consiglio dei ministri per ridurre l’accisa sul gasolio di 17 centesimi dal 6 al 25 agosto, spunta la proroga a tutto agosto per il credito d’imposta concesso l’autotrasporto. Una notizia bella a metà: secondo indiscrezioni vicine al dossier l’ammontare complessivo della dotazione, arrivato con l’ultimo step a 322 milioni, non sarebbe stata aggiornata così l’intera somma – già prevista a copertura del periodo da marzo a luglio – verrebbe spalmata anche su agosto. Inoltre, mentre le trattative con Palazzo Chigi sono state portate avanti dalle associazioni dell’autotrasporto, la torta potrebbe essere divisa anche con il trasporto pubblico locale e di persone, che mirerebbe ad accedere ai fondi per far fronte all’impennata dei costi del carburante. Maggiori dettagli si potranno apprendere con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto legge che dovrebbe avvenire tra domani e dopodomani.
Cresce la tensione
Due notizie che hanno messo in subbuglio il mondo del trasporto pesante nella mattinata di oggi e che stanno facendo crescere la tensione nei rapporti tra la categoria e Palazzo Chigi. Tra l’altro, alle motivazioni di principio, si aggiungono impedimenti pratici. La rendicontazione delle spese in carburanti per l’accesso al credito d’imposta potrà essere presentata dal 1° al 15 settembre su un’apposita piattaforma dell’Agenzia delle Entrate con il limite per il credito fissato entro il 31 dicembre di quest’anno. Con l’estensione ad agosto i termini fissati diventano impossibili in quanto le aziende non ricevono le fatture del carburante prima del 10 del mese successivo; quindi, il consumo di agosto è quantificabile dopo il 10 settembre, con una finestra di 5 giorni per richiedere il beneficio.
La corsa contro il tempo
Insomma, una corsa contro il tempo e con una coperta che rischia di diventare corta, se venissero confermate le indiscrezioni che vedono un allargamento della platea dei beneficiari anche alle aziende che effettuano trasporto di persone. Il credito d’imposta sul gasolio nasce dall’accordo raggiunto il 22 maggio 2026 tra Governo e associazioni dell’autotrasporto, al termine della mobilitazione della categoria contro il forte aumento del costo del carburante. La misura prevedeva all’inizio uno stanziamento di 300 milioni di euro per compensare, almeno in parte, i maggiori costi sostenuti dalle imprese tra marzo e giugno 2026. Dopo settimane di confronto è stato pubblicato il decreto attuativo, che ha definito beneficiari, modalità di accesso e criteri di rendicontazione delle spese di carburante. Successivamente, con il decreto-legge approvato dal Consiglio dei ministri il 27 luglio, il Governo ha destinato altri 22 milioni di euro per coprire il fabbisogno del mese di luglio, portando avanti gli impegni assunti con il settore. Le principali associazioni dell’autotrasporto hanno espresso una valutazione positiva sull’operato dell’Esecutivo, riconoscendo il rispetto degli accordi sottoscritti a Palazzo Chigi e annunciando la revoca del fermo nazionale precedentemente proclamato. Ora resta da vedere quali saranno le prossime mosse a difesa di quanto conquistato nelle trattative con il Governo.


