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Accise, due giorni per trovare i fondi: sul gasolio tutto rinviato a giovedì 27 agosto

Lo sconto di 17 centesimi al litro sul diesel è stato prorogato soltanto per il 25 e 26 agosto, utilizzando 20,8 milioni di extragettito Iva. Una soluzione-ponte che evita l’aumento immediato del prezzo, ma lascia aperto il problema. Il governo cerca nuove coperture per finanziare un intervento più lungo, mentre l’opposizione propone di tassare gli extraprofitti delle compagnie energetiche. La vera decisione è quindi rimandata a giovedì 27 agosto, quando senza un nuovo provvedimento tornerà l’accisa ordinaria.

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Due giorni per evitare il salto immediato dei prezzi e, soprattutto, per trovare i soldi necessari a un intervento più duraturo. Il governo ha prorogato fino al 26 agosto lo sconto sul gasolio che sarebbe scaduto alla mezzanotte di oggi, 24 agosto. Ma la durata eccezionalmente breve del provvedimento conferma che la questione è tutt’altro che risolta: tutto è rinviato a giovedì 27 agosto. Il decreto interministeriale firmato dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti e dal ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin mantiene per il 25 e il 26 agosto l’accisa sul gasolio a 532,90 euro per mille litri, contro l’aliquota ordinaria di 672,90 euro. La riduzione fiscale è di 14 centesimi al litro, che diventano circa 17 centesimi sul prezzo finale considerando anche la minore Iva. Senza la proroga, un pieno da 50 litri sarebbe aumentato da domani di circa 8,50 euro.

Venti milioni per coprire due giorni

Il provvedimento utilizza il meccanismo dell’“accisa mobile”, previsto dalla legge 244 del 2007: quando l’aumento delle quotazioni petrolifere produce maggiori entrate Iva, una parte dell’extragettito può essere impiegata per ridurre temporaneamente le accise.

Per finanziare i due giorni aggiuntivi sono stati utilizzati 20,8 milioni di euro, provenienti dalle maggiori entrate Iva registrate nel mese di luglio. Una somma sufficiente soltanto per costruire un ponte fino a mercoledì, non per garantire una proroga capace di coprire il fine settimana del controesodo. Il limite, dunque, non è tecnico ma finanziario. Per proseguire dal 27 agosto serviranno risorse molto più consistenti, probabilmente nell’ordine delle centinaia di milioni. L’extragettito disponibile non basta e il governo dovrà individuare coperture diverse, adottando un nuovo decreto-legge attraverso il Consiglio dei ministri. Il precedente intervento, approvato il 4 agosto e valido fino al 24, era stato finanziato con circa 190 milioni di euro, reperiti soprattutto attraverso riduzioni delle spese dei ministeri.

Gasolio oltre 2,20 euro in autostrada

La mini-proroga arriva mentre il prezzo del diesel continua ad aumentare. Secondo l’Osservatorio del Mimit, il 23 agosto il gasolio in modalità self service ha raggiunto in autostrada una media di 2,203 euro al litro, contro i 2,17 euro del 5 agosto. La benzina si è attestata a 2,087 euro. Sulla rete stradale ordinaria il diesel è arrivato a 2,130 euro al litro, mentre la benzina ha raggiunto 2,010 euro. Per le imprese di autotrasporto, che utilizzano il gasolio come principale fattore produttivo, la scadenza del beneficio provocherebbe quindi un aumento immediato dei costi, destinato a propagarsi lungo la catena logistica. La proroga di 48 ore evita per il momento questo scenario, ma non offre alle aziende alcuna certezza sulla spesa da sostenere dalla seconda metà della settimana.

Il nodo delle coperture

Tra le ipotesi sul tavolo c’è una nuova proroga di almeno una settimana, fino al 3 o 4 settembre. A quel punto potrebbero essere disponibili i dati sull’extragettito Iva di agosto, da utilizzare per finanziare un eventuale ulteriore intervento qualora i prezzi restassero elevati. Un’altra possibilità è reperire risorse attraverso nuovi tagli alla spesa ministeriale, come già avvenuto all’inizio del mese. Questa soluzione, però, diventerebbe progressivamente più difficile da sostenere se la crisi energetica e i rincari del petrolio dovessero protrarsi. Sul piano europeo, Italia, Germania, Austria, Polonia, Portogallo e Spagna hanno chiesto di avviare un confronto su una tassa sugli extraprofitti delle compagnie petrolifere. Il gettito verrebbe destinato a misure di sostegno per famiglie e imprese, ma i tempi necessari per raggiungere un accordo comunitario non consentono di affrontare la scadenza immediata.

L’opposizione: «Le misure tampone non bastano»

Molti rappresentanti dell’opposizione hanno proposto di introdurre subito a livello nazionale una tassa sugli extraprofitti delle società energetiche e continuare a utilizzare il meccanismo delle accise mobili e predisporre una strategia strutturale per ridurre il costo dell’energia, accelerando la realizzazione degli impianti da fonti rinnovabili. La stessa proposta viene sostenuta dalla segretaria del Pd Elly Schlein: «Le misure tampone non bastano più. È necessario adottare subito misure di sostegno per le famiglie e le imprese più fragili». 

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