HomeVeicoliMondo pesanteNon solo cinesi alla IAA: nasce DPX e cerca la strada per entrare in Italia

Non solo cinesi alla IAA: nasce DPX e cerca la strada per entrare in Italia

Il nuovo marchio dell’olandese Peeters Group debutterà nel 2027 con una piattaforma elettrica modulare fino a 21 tonnellate di PTT, destinata a città, agricoltura, aeroporti e impieghi speciali. L’interesse per il mercato italiano c’è già: adesso DPX deve costruire la rete commerciale, individuando concessionari e partner sui quali appoggiarsi per vendita e assistenza

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Alla IAA Transportation 2026 i nuovi marchi non arrivano soltanto dalla Cina. Tra le novità di Hannover c’è anche DPX, brand creato dall’olandese Peeters Group, già attivo con i marchi Peecon, Pitbull e Tulip, che debutta nel settore dei veicoli professionali con una piattaforma completamente elettrica e modulare.

La prospettiva è però diversa da quella dei tradizionali costruttori di camion. DPX non nasce per il trasporto pesante su lunghe distanze, ma per lavorare dove contano soprattutto portata, manovrabilità, possibilità di montare attrezzature differenti e funzionamento a zero emissioni locali: servizi municipali, agricoltura, aeroporti, industria e altri impieghi specialistici.

La gamma comprende quattro configurazioni principali: CityTruck, AgriTruck, AeroTruck e ArmyTruck. La presentazione alla IAA rappresenta il debutto internazionale di un progetto sviluppato da Peeters Group negli ultimi anni e destinato a entrare in produzione nel quarto trimestre del 2027.

Ma c’è già un’altra direzione sulla quale il nuovo marchio sta lavorando: l’Italia. Ad Hannover i rappresentanti di DPX hanno confermato a Uomini e Trasporti l’interesse per il nostro mercato e l’esistenza di contatti anche nel nostro Paese. Il passaggio ancora da costruire è quello commerciale: prima di una presenza effettiva DPX dovrà individuare concessionari e partner locali attraverso i quali organizzare vendita e assistenza. L’interesse, dunque, c’è; manca ancora la rete di sbocco necessaria a trasformarlo in una presenza strutturata sul mercato italiano.

Fino a 21 tonnellate, ma non è un camion da autostrada

Le dimensioni aiutano a capire la particolarità del progetto. La piattaforma DPX può arrivare a un PTT massimo di 21 tonnellate e a una portata di 15 tonnellate, valori da vero veicolo industriale. La velocità massima di 45 km/h chiarisce però immediatamente la destinazione d’uso: non autostrada e lungo raggio, ma attività urbane, aeroportuali, agricole, industriali e off-road.

Il cuore del progetto è un telaio comune sul quale possono essere combinati differenti allestimenti, passi, configurazioni degli assali e sistemi di trazione. L’obiettivo è utilizzare la stessa architettura di base per costruire veicoli destinati a lavori anche molto diversi tra loro.

Tra gli elementi più interessanti ci sono inoltre quattro modalità di sterzatura, compresa la marcia diagonale, pensate per aumentare la manovrabilità nelle attività in cui gli spazi di lavoro sono ridotti.

CityTruck e AgriTruck, due declinazioni della stessa piattaforma

La DPX CityTruck è la versione maggiormente orientata ai servizi municipali e alle applicazioni urbane. Il telaio raggiunge una lunghezza di circa 5,1 metri, con un passo di 4,325 metri. Una caratteristica tecnica interessante è il sistema che permette di estrarre posteriormente il supporto delle batterie, semplificando l’accesso agli accumulatori per le operazioni di manutenzione o sostituzione.

La dotazione standard prevede una batteria da 141,3 kWh, mentre sulle configurazioni a passo più lungo possono essere installati accumulatori aggiuntivi fino a raggiungere una capacità complessiva di 211,9 kWh.

L’AgriTruck nasce invece per il settore agricolo. Il telaio misura circa 4,6 metri, con un passo di 3,825 metri, e la trazione integrale è di serie. Il veicolo può essere configurato con attrezzature specifiche, sollevatori anteriori e posteriori Zuidberg e presa di forza opzionale.

La possibilità di abbinare sovrastrutture e attrezzature differenti è uno degli elementi qualificanti del progetto: la stessa piattaforma di base può così essere adattata a missioni operative molto diverse.

Sul fronte della trazione, il motore elettrico sviluppa 188 kW di potenza continua e 330 kW di picco. Per CityTruck e AeroTruck è prevista anche una configurazione dual motor che porta i valori rispettivamente a 376 e 660 kW.

La cabina cambia insieme al lavoro

La modularità riguarda anche il posto di guida. La cabina può ospitare tre persone e consente di collocare la posizione del conducente a sinistra, al centro oppure a destra.

Secondo Peeters Group, il passaggio da una posizione all’altra richiede circa dieci secondi. Una soluzione che assume particolare interesse nelle applicazioni municipali e agricole, dove la visibilità richiesta al conducente può cambiare sensibilmente in funzione dell’attrezzatura utilizzata e dell’attività svolta.

Il progetto della cabina dell’AgriTruck è stato sviluppato in collaborazione con lo studio olandese GBO Innovation makers, che ne ha curato il design.

Anche la logistica di trasporto della piattaforma è stata studiata in maniera particolare: i veicoli possono essere predisposti per la trasportabilità all’interno di container High Cube da 40 piedi, facilitandone la distribuzione sui mercati internazionali.

Produzione dal 2027, prezzi già annunciati

Il debutto di Hannover non è soltanto una dimostrazione tecnologica. Peeters Group ha programmato l’avvio della produzione dei veicoli DPX nel quarto trimestre del 2027, attraverso un nuovo spazio produttivo di circa 15.000 metri quadrati.

Sono già stati indicati anche i prezzi di partenza: circa 99.000 euro per il CityTruck e 115.000 euro per l’AgriTruck, valori che collocano il progetto in una fascia destinata a utilizzatori professionali e flotte specialistiche.

Resta ora da costruire la presenza sui singoli mercati. E proprio l’Italia potrebbe essere uno di questi. I primi contatti ci sono, ma il passaggio decisivo sarà trovare concessionari e partner in grado di garantire non soltanto la vendita, ma soprattutto l’assistenza richiesta da mezzi destinati ad applicazioni professionali molto specifiche.

È anche questo a rendere DPX una presenza curiosa alla IAA 2026. Mentre buona parte dell’attenzione è concentrata sull’arrivo in Europa di nuovi costruttori asiatici, ad Hannover debutta un nuovo marchio europeo che parte da zero e cerca spazio anche oltre il proprio mercato nazionale. Con una proposta, peraltro, molto diversa dal camion tradizionale: elettrica, modulare, capace di arrivare a 21 tonnellate e pensata non per macinare chilometri in autostrada, ma per portare capacità da veicolo industriale là dove servono soprattutto manovrabilità, versatilità e possibilità di lavorare con attrezzature differenti.

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