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1,33 miliardi: è il valore nel 2026 del mercato dei robot per l’ultimo miglio

Dalla consegna di pasti e spesa fino alla distribuzione dei pacchi, le applicazioni della guida autonoma si stanno espandendo rapidamente. Un'evoluzione che coinvolge startup, operatori logistici e costruttori automobilistici e che, secondo le stime degli analisti, porterà il comparto a più che raddoppiare il proprio valore entro il 2031

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Negli ultimi anni la logistica dell’ultimo miglio è diventata uno dei terreni più fertili per l’innovazione tecnologica. La crescita dell’e-commerce, la richiesta di consegne sempre più rapide e la difficoltà nel reperire personale stanno spingendo operatori logistici, retailer e startup a investire in soluzioni automatizzate capaci di rendere più efficiente il tratto finale della catena distributiva: quello che porta il prodotto dall’hub logistico fino al cliente.

Tra queste tecnologie stanno emergendo i robot autonomi per le consegne, piccoli veicoli elettrici in grado di muoversi su marciapiedi, aree urbane e quartieri residenziali trasportando cibo, spesa e piccoli pacchi senza la presenza di un conducente. Grazie alla combinazione di sensori, telecamere, sistemi di navigazione e algoritmi di intelligenza artificiale, questi mezzi sono progettati per effettuare consegne in totale autonomia.

Il potenziale economico del settore è significativo. Secondo le stime di Mordor Intelligence, il mercato globale dei robot autonomi per le consegne raggiungerà un valore di circa 1,33 miliardi di dollari entro fine 2026, rispetto agli 1,11 miliardi del 2025. La stessa società di ricerca prevede che il mercato possa arrivare a 3,27 miliardi di dollari entro il 2031, con una crescita media annua del 19,74%.

Per il momento, il mercato più sviluppato è quello nordamericano che, sempre secondo i dati della ricerca, rappresenta il 32,1% del mercato mondiale. L’Asia-Pacifico segue con il 25% e viene indicata come l’area destinata alla crescita più rapida nei prossimi anni. L’Europa si trova invece davanti a un mercato ancora in costruzione, nel quale la diffusione dei robot dipenderà non soltanto dalla maturità delle piattaforme ma anche dalla possibilità di inserirle concretamente nelle infrastrutture e nelle regole della mobilità urbana.

I protagonisti della «robotizzazione»

Ma chi sta guidando oggi questa corsa alla robotizzazione dell’ultimo miglio? Tra startup specializzate e grandi gruppi della logistica, il panorama è già ricco di sperimentazioni e primi impieghi operativi. Tra i casi più noti c’è quello di Starship Technologies, azienda di robotica fondata nel 2014 a Tallin, in Estonia, e quartier generale a San Francisco. I suoi piccoli robot a sei ruote, capaci di muoversi autonomamente sui marciapiedi grazie a telecamere, sensori e sistemi di intelligenza artificiale, sono stati progettati per la consegna di spesa, pasti e piccoli pacchi. Si tratta di robot in grado di viaggiare a una velocità massima di 6 chilometri orari e con una capacità fino a 9,1 Kg. Dopo una fase iniziale di test nei campus universitari americani, la sperimentazione si è progressivamente estesa alle città e oggi l’azienda dichiara milioni di consegne effettuate in centinaia di località tra Europa e Stati Uniti.

In Europa uno dei progetti più interessanti è ONA, veicolo autonomo sviluppato nel 2022 nell’ambito del progetto europeo LogiSmile e successivamente portato avanti dalla società spagnola Vaive Logistics. Si tratta di un robot progettato per muoversi sia nelle aree pedonali sia sulla carreggiata e occuparsi della consegna dei pacchi nell’ultimo miglio. Il veicolo è stato sperimentato in diversi contesti urbani e nel 2024 anche nel centro di Barcellona, dove ha effettuato una prova di consegna in condizioni reali. Dopo queste prime sperimentazioni, Vaive ha proseguito lo sviluppo della tecnologia, con l’obiettivo di arrivare alla certificazione e all’omologazione del veicolo. ONA è dotato di sei ruote, ha una capacità di carico fino a 1 metro cubo e può trasportare fino a 100 kg di merci, una capacità che gli permette di effettuare più consegne durante lo stesso giro.

Anche in Italia i robot stanno uscendo dai laboratori. Nel 2026 Poste Italiane ha avviato i test di BOXi (ne abbiamo parlato qui), un veicolo autonomo ed elettrico sviluppato nell’ambito di MOST, il Centro Nazionale per la Mobilità Sostenibile. A differenza dei piccoli robot utilizzati per il trasporto di singoli colli, BOXi assomiglia più a un vero e proprio mini-veicolo logistico: ha quattro ruote motrici e sterzanti, può trasportare fino a 500 kg di merce e integra un sistema di locker con 11 vani per la consegna automatizzata dei pacchi. La prima fase della sperimentazione si è svolta presso il Modena Innovation Hub, in un ambiente controllato, per mettere a punto le manovre a bassa velocità e calibrare i sistemi di bordo. Successivamente il mezzo sarà trasferito su un percorso urbano misto per verificare il comportamento in scenari più complessi. Grazie a telecamere, radar e sensori di bordo, BOXi è progettato per muoversi autonomamente negli spazi urbani e rappresenta uno dei tentativi più avanzati di applicare la guida autonoma alle consegne dell’ultimo miglio in Italia. Il progetto coinvolge anche l’Università di Modena e Reggio Emilia e il Politecnico di Milano.

Ma l’interesse per la logistica autonoma dell’ultimo miglio sta coinvolgendo ormai anche l’industria dell’automotive. Prova ne sia che a settembre 2026, in occasione dell’IAA Transportation di Hannover, Stellantis Pro One e la cinese UQI Robotics hanno presentato Box-on-Wheels (BOW), un prototipo sviluppato per esplorare nuove applicazioni della guida autonoma nella distribuzione urbana. Senza cabina di guida e progettato come una sorta di piattaforma mobile per le merci, BOW punta a integrare automazione, elettrificazione e connettività in un unico veicolo. Il progetto prevede ora una fase di validazione in Europa, per valutarne il funzionamento e le possibili applicazioni nella logistica.


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