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Finanza e mercato

Tutti (o quasi) i colossi del petrolifero girano le spalle alla Russia

Ha iniziato BP annunciando la dismissione della partecipazione in Rosneft, ha proseguito Shell pronta a cedere le partecipazioni in tutte le joint venture attive con Gazprom e poi anche Eni ha dichiarato di vendere la propria quota del gasdotto Blue Stream (detenuta insieme con Gazprom) che serve a collegare Russia e Turchia. Ma prese di posizione nette giungono anche dalla francese TotalEnergies e dalla statunitense ExxonMobil. Un parte fuori dal coro Petronas, che ha in piedi attività gestite insieme a Gazprom in Iraq, ma per ora vuole evitare di prendere decisioni affrettate

Daimler Truck sospende la relazione con Kamaz: «Mai prodotto un camion militare in Russia»

Un passo indietro, almeno momentaneo. Daimler Truck, quotata in borsa dalla fine dello scorso anno, interrompe per ora il rapporto con il costruttore Kamaz. Insieme facevano camion a marchio Mercedes-Benz, ma il problema è che il principale costruttore russo di veicoli rifornisce di camion e di carri armati l'esercito di Mosca

Volvo Trucks e Daimler Truck sospendono le vendite di camion in Russia dopo l’invasione in Ucraina

Il conflitto tra Russia e Ucraina travolge anche il commercio di veicoli industriali. Volvo Trucks ha annunciato infatti che sospenderà la produzione e la...

Fedagromercati: «Senza uno stop della protesta dell’autotrasporto, a rischio le forniture agroalimentari»

La federazione dei grossisti agroalimentari auspica che il confronto tra trasportatori e ministero possa sortire esiti positivi. Anche perché una continuazione dei fermi creerebbe gravi ricadute sul comparto, «non solo sulla fornitura dei prodotti ma anche sull’aumento dei prezzi». In gioco c’è il bene di tante piccole e medie imprese e, in fondo, degli stessi consumatori

Draghi alla Camera: «Siamo stati imprudenti a non diversificare le fonti energetiche. Ora è tempo di cambiare»

Circa il 45% del gas che importiamo proviene dalla Russia, in aumento dal 27% di dieci anni fa. In più abbiamo ridotto la produzione di gas da 17 miliardi di mc all’anno nel 2000 a circa 3 miliardi nel 2020, a fronte di un consumo nazionale rimasto costante tra i 70 e i 90 miliardi di mc. Partendo da questi numeri il presidente del Consiglio, dopo aver incluso tra le sanzioni alla Russia, il divieto di esportazione esteso a tutti i beni, le tecnologie, i servizi destinati al settore aereo, ha detto che è necessario cambiare per non trovarsi troppo vulnerabili di fronte a crisi future. Intanto il petrolio continua a salire, mentre il gas rallenta

La guerra in Ucraina: le possibili conseguenze di attacchi informatici sui sistemi di trasporto

Dietro a un conflitto bellico esiste un conflitto informatico. Che spesso inizia prima e continua più a lungo. Cosa può provocare? L'amministratore di Vespucci Maritime, Lars Jensen, ricorda quando, nel 2017, proprio in Ucraina fu lanciato, da hacker probabilmente sponsorizzati da Mosca, l’attacco informatico NotPetya, che mandò in tilt la metro di Kiev, l’aeroporto e una centrale elettrica. Ma in modo collaterale mise fuori uso per due settimane i sistemi informatici di un colosso come Maersk, provocando danni per 300 milioni di dollari. Allora il sistema reagì, perché era in equilibrio. E oggi cosa accadrebbe?

Conflitto Russia-Ucraina, effetto shock sui prezzi di gas e petrolio

Sono immediate le ripercussioni sulle risorse energetiche dopo l'invasione in Ucraina da parte della Russia. Le Borse europee questa mattina hanno aperto in pesante...

Gasolio alle stelle, onda di proteste dalla Sicilia al Trentino

Il giorno decisivo sarà questo giovedì (17 febbraio), quando le associazioni di categoria incontreranno la viceministra delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili, Teresa Bellanova, per...

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