HomeProfessione

Professione

UETR: richiesta di misure urgenti contro il caro-energia

«L'esponenziale aumento dei prezzi dell'energia in Europa sta mettendo in ginocchio le imprese di autotrasporto. Per garantire la loro sopravvivenza è necessaria un'azione adeguata...

Sgominata la banda dei «Predoni dell’A21»: rubavano Tir e picchiavano gli autisti

23 episodi delittuosi, sistematicamente commessi da maggio 2020 al gennaio 2021, tra colpi portati a segno e altri tentati, per un totale di 55...

Ex dipendente accusa sui social un’azienda per manomissione tachigrafo. Finisce in tribunale per diffamazione

Scrivere un post su Facebook è un’attività che si fa con estrema facilità, con una tale leggerezza da non pensare alle conseguenze che, alcune volte,...

Crisi trasporti: il 15 marzo nuovo tavolo governo-associazioni

Non c'è pace per l'autotrasporto. Sembrava esserci stato un spiraglio di intese dopo l'ultimo incontro tra la viceministra Teresa Bellanova e le associazioni avvenuto...

Caro-gasolio: come scongiurare il collasso dell’autotrasporto | K44 Podcast

L'aumento dei prezzi dei carburanti sta mettendo in seria difficoltà le imprese dell'autotrasporto italiano, che chiedono a gran voce nuove misure di emergenza per affrontare la difficile situazione. Ma il problema non riguarda solo la corsa ai rincari, ma anche la mancata applicazione di regole che dovrebbero tutelare i trasportatori, in particolare quella che prevede l’adeguamento delle tariffe di trasporto ai prezzi del gasolio. Quali sono le ragioni della scarsa applicazione di una norma? Come la si potrebbe rendere automatica? Cosa potrebbe succedere dal 19 marzo, giornata in cui Unatras ha annunciato manifestazioni di protesta in tutta Italia, se l’autotrasporto decidesse di fermarsi in maniera spontanea? A che punto sono le trattative e come si può risolvere questa emergenza? A queste e ad altre domande risponde Paolo Uggè, presidente di Fai-Conftrasporto

Il 7% degli autisti tedeschi è ucraino. E adesso torna a casa per la guerra

Le aziende polacche e lituane in Germania detengono circa il 20% del mercato del trasporto merci su gomma. E molto spesso il loro personale è ucraino che oggi sceglie di tornare a combattere in patria. Così, una carenza di autisti già consistente diventa ancora più grave

Cosa prova l’autista in attesa

Un camion fermo è uno strumento produttivo che non genera fatturato. E quindi determina una perdita per un’azienda. Ma nella testa e nell’animo di un autista in attesa cosa accade? Durante quelle ore inutili, quelle bolle svuotate di tempo, la persona al volante cosa pensa? E poi, come reagisce quando in grave ritardo può finalmente ripartire? Ce lo racconta in prima persona chi l’ha vissuto sulla propria pelle

Villa: «Se l’autotrasporto venisse pagato un 10% in più, ogni chilo di merce aumenterebbe solo di 0,002 euro»

Una cifra infinitesimale. Sufficiente a pagare un incremento di tariffa che invece per chi trasporta merci su gomma – e quindi acquista gasolio pagandolo il 15,2% in più rispetto a inizio 2022 e il 33% in più rispetto a un anno fa – è necessaria come l’ossigeno. Il rischio è che se non la ottiene si fermi. E quando si spengono tutti i motori non si muovono più nemmeno i generi di prima necessità