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Pedaggi, l’Ue cambia le regole: sconto ai camion con rimorchi più efficienti

In sede comunitaria esiste già una proposta legislativa precisa che punta a introdurre una riduzione dei pedaggi per gli insiemi di veicoli pesanti che impiegano rimorchi più efficienti dal punto di vista energetico. Il dossier è nato per colmare una lacuna della direttiva Eurovignette, che oggi differenzia gli oneri in base alle emissioni del veicolo motore ma non considera ancora, in modo sistematico, il contributo del rimorchio alla riduzione della CO2

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A Bruxelles il tema non è più teorico. La Commissione europea ha già messo sul tavolo una proposta di direttiva che modifica la direttiva 1999/62/CE, insieme ad altre disposizioni collegate, per introdurre la classe di emissione di CO2 dei veicoli pesanti con rimorchi. L’obiettivo è permettere agli Stati membri di applicare pedaggi più favorevoli agli insiemi veicolari in cui il rimorchio contribuisce a ridurre consumi ed emissioni.

Non conta solo il trattore

La logica della proposta è tutta qui: finora il sistema Eurovignette ha differenziato gli oneri stradali soprattutto sulla base delle prestazioni ambientali del veicolo motore. Ma un rimorchio più aerodinamico, più leggero o con minore resistenza al rotolamento riduce il fabbisogno energetico dell’intero complesso, e quindi anche la CO2 prodotta dal mezzo trainante. Per questo la Commissione sostiene che il rimorchio non possa più restare invisibile nella tariffazione ambientale.

Il punto di partenza normativo è la direttiva (UE) 2022/362, che aveva già rafforzato i principi «chi inquina paga» e «chi utilizza paga» e che, nel considerando 31, invitava esplicitamente la Commissione a includere anche l’effetto di rimorchi e semirimorchi non appena fossero stati disponibili valori legalmente certificati. Secondo la Commissione, questa condizione è stata soddisfatta con il regolamento di esecuzione (UE) 2022/1362, che ha introdotto proprio il quadro tecnico per misurare l’effetto dei rimorchi sulle emissioni di CO2 degli insiemi di veicoli pesanti adibiti al trasporto merci.

L’efficienza diventa tariffa

Da lì è partita la proposta. Il testo spiega che i rimorchi hanno un potenziale significativo di riduzione delle emissioni e che una misura orientata alla domanda, cioè la riduzione dei costi operativi attraverso oneri stradali più bassi, può accelerarne la diffusione sul mercato. In sostanza, Bruxelles vuole affiancare alle regole sull’offerta, rivolte ai costruttori, un incentivo economico rivolto a flotte e operatori, premiando chi sceglie il trainato più efficiente.

Per chi fa trasporto, la novità è rilevante perché cambia il punto di osservazione. Non si parla più soltanto del camion a zero o basse emissioni, ma dell’efficienza dell’intera combinazione veicolare. È un’impostazione che interessa soprattutto i segmenti in cui l’aerodinamica, il peso e la resistenza al rotolamento del semirimorchio incidono davvero sul costo chilometrico e sul consumo complessivo.

Quanto vale il vantaggio

Il documento comunitario fornisce anche alcuni ordini di grandezza utili a capire la posta in gioco. Il potenziale di efficienza energetica è indicato intorno al 7,5% per i rimorchi a timone e fino al 15% per i semirimorchi rispetto a un rimorchio di riferimento 2020. Nella valutazione d’impatto citata dalla Commissione si parla inoltre di risparmi netti lungo il ciclo di vita che vanno da quasi 11.500 euro per un rimorchio a timone refrigerato a oltre 42.500 euro per un semirimorchio medio con cassone chiuso.

Sul piano tecnico, la proposta non parla genericamente di «rimorchi green», ma di rimorchi ai quali possa essere attribuito un indice di efficienza certificato. L’impianto si basa proprio su questo indicatore, previsto dal regolamento di esecuzione 2022/1362, che confronta le prestazioni del rimorchio con quelle di un rimorchio di riferimento simile per configurazione e massa; più il valore è basso rispetto alla soglia, più il rimorchio è efficiente.

Cosa cambia per le flotte

La conseguenza pratica è che la classe di emissione di CO2 dell’insieme veicolare potrebbe migliorare rispetto a quella del solo veicolo motore, consentendo una riduzione più alta degli oneri stradali. In altre parole, un trattore identico potrebbe pagare pedaggi diversi a seconda del rimorchio che traina. È un passaggio non banale, perché introduce nella tariffazione una variabile che riguarda direttamente le scelte di allestimento e rinnovo del parco trainato.

La Commissione ha cercato anche di evitare un meccanismo troppo complesso da gestire su strada. Nella fase di consultazione, Stati membri, operatori e fornitori di servizi di pedaggio avevano segnalato il rischio che un sistema basato sul caricamento di tutti i dati di ciascun rimorchio nei dispositivi di bordo diventasse troppo oneroso. Per questo la proposta si è orientata verso classi di rimorchi e soglie standardizzate, con una gestione più semplice per flotte, autisti ed esattori.

Il nodo dell’attuazione

Resta però il nodo dell’attuazione. Il testo prevede che, in caso di controllo, il conducente o l’operatore debba poter dimostrare le caratteristiche del rimorchio e la classe dell’insieme veicolare. Se questa dimostrazione non è possibile, lo Stato membro potrebbe applicare l’onere sulla base della sola classe del veicolo motore. Anche questo è un dettaglio importante, perché mostra come l’incentivo economico sarà legato a un sistema documentale e di enforcement piuttosto preciso.

Dal punto di vista politico, il dossier ha fatto un passo avanti recente anche al Parlamento europeo. Le ricostruzioni di stampa di inizio maggio riferiscono che la commissione Trasporti dell’Eurocamera ha sostenuto la linea di introdurre riduzioni dei pedaggi per camion e autobus più ecologici e, in particolare, di riconoscere il ruolo dei rimorchi efficienti nel sistema di tariffazione. Questo significa che l’orientamento politico c’è, anche se il procedimento legislativo non è ancora concluso.

Una leva sui costi operativi

Qui sta il punto da spiegare bene a lettori e operatori: ad oggi non esiste ancora una norma definitiva e uniforme già applicata in tutta l’Unione che imponga automaticamente sconti ai pedaggi per tutti i veicoli che trainano rimorchi a basse emissioni. Esiste però una proposta legislativa comunitaria concreta, costruita su una base tecnica già definita, e sostenuta politicamente da un iter che sta andando avanti.

Per il settore del trasporto questa non è una vicenda marginale. Se il meccanismo andrà in porto, la decarbonizzazione non passerà più soltanto dal motore, dall’elettrico o dai carburanti alternativi, ma anche dal rimorchio. E questo significa che il trainato, tradizionalmente considerato un elemento meno “visibile” nelle politiche ambientali, potrebbe diventare una leva sempre più importante nella competitività delle flotte e nel costo reale dell’esercizio.

La lettura più interessante, in prospettiva, è proprio questa: Bruxelles sta cercando di trasformare l’efficienza del rimorchio in un incentivo economico misurabile. Se la tariffazione stradale comincerà davvero a premiare i complessi veicolari più efficienti, la scelta del semirimorchio non sarà più soltanto una questione di portata, robustezza o specializzazione di missione, ma anche di accesso a costi operativi più bassi.

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