Il costruttore turco Seyit Usta Treyler, importato in esclusiva dalla toscana One Trailer di Iacopo Giop (coadiuvato da Filippo Pollini e Vito Antonio Santoiemma) ha portato allo IAA Transportation di Hannover una soluzione dedicata al trasporto dei container che interpreta in chiave multifunzionale il tradizionale chassis portacontainer.
L’azienda, con sede a Hendek, nella provincia turca di Sakarya, è specializzata nella progettazione e produzione di container e attrezzature per le operazioni portuali. Alla manifestazione tedesca era presente con due trailer. Il primo è un allungabile per 20 e 45 piedi, il secondo è una delle proposte più particolari del costruttore turco: è infatti progettato per poter gestire sia container da 20 piedi sia da 30 piedi e, soprattutto, per trasformare il container in un’unità adatta al trasporto e allo scarico di materiali sfusi. La configurazione combina quindi le funzioni di un normale portacontainer con quelle di un semirimorchio a cassone ribaltabile, ampliando le possibilità operative dello stesso veicolo.

Il sistema utilizza un impianto di ribaltamento con compressore e rotary valve, soluzione sviluppata per rendere possibile lo scarico del materiale trasportato. La caratteristica è particolarmente interessante per le applicazioni nelle quali il container deve essere impiegato non soltanto come unità intermodale, ma anche come contenitore operativo per merci alla rinfusa.
«Lo caricano dall’alto con granaglie, sfusi, oppure polimeri – spiega Giop – in più ha una rotocella, incassata sotto il telaio e un filtro, perché le materie per la chimica che scarica devono essere pulite e non inquinate. Abbiamo anche montato un radiatore perché se il polimero si scalda troppo si incolla ed è poi inutilizzabile». Il Gruppo turco è specializzato nella personalizzazione e nelle soluzioni dedicate a impieghi specifici. «È uno dei nostri principali ambiti di sviluppo – prosegue Giop – uno compra la macchina completamente finita, per i propri usi, da un fornitore solo, senza dovere andare da altre carrozzerie o meccanici».
Il mezzo esposto a Hannover mostra quindi una direzione precisa: non soltanto costruire chassis per container, ma sviluppare attrezzature specializzate e multifunzione, capaci di adattarsi a differenti esigenze logistiche. Una filosofia particolarmente interessante nei trasporti intermodali e nelle applicazioni industriali, dove flessibilità di impiego e sfruttamento del veicolo sono sempre più determinanti.
La scelta di Seyit Usta si inserisce in una tendenza più ampia del mercato dei semirimorchi: aumentare la versatilità delle attrezzature per ridurre i tempi improduttivi e consentire allo stesso veicolo di svolgere più missioni. In questo caso la piattaforma nasce attorno al container, ma aggiunge una funzione tipica del mondo dei ribaltabili, con l’obiettivo di ampliare il campo di utilizzo senza ricorrere necessariamente a due differenti tipologie di semirimorchio. La presenza ad Hannover conferma inoltre la strategia di internazionalizzazione dell’azienda turca. Seyit Usta si è presentata alla IAA insieme a un gruppo numeroso di costruttori turchi di trailer, in una partecipazione che ha evidenziato il crescente peso della Turchia nella produzione europea di semirimorchi e allestimenti. «Che in Italia vede noi della One Trailer come importatore di circa 100 mezzi all’anno», conclude Giop.


