HomeProfessioneDal documento al Wallet: così cambia la vita del trasportatore

Dal documento al Wallet: così cambia la vita del trasportatore

Con il wallet digitale, AgID punta a riunire documenti e attributi in un’unica piattaforma, riducendo burocrazia e costi per autotrasporto e logistica. Ne parliamo in questa intervista con Mario Nobile, Direttore Generale di AgID

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Dallo Spid al wallet pensato anche per gli autotrasportatori. È la proposta del Direttore Generale di AgID, Mario Nobile.

Entro fine anno è atteso un DPCM per avviare la sperimentazione dei portafogli digitali privati, spazi dove raccogliere documenti – dal conto corrente all’assicurazione auto fino ai contratti di servizi – integrati con l’AppIO, wallet pubblico che conterrà i documenti identitari di tutti.

Qual è la traiettoria evolutiva dell’identità digitale?

«Il wallet rappresenta il passo successivo: non solo l’identità, ma anche attributi pubblici e privati legati ad anagrafe, patente, camera di commercio, auto di proprietà, affidabilità crediti zia. L’obiettivo è un unico wallet pubblico evoluzione dell’app IO, affiancato da wallet privati sviluppati dal mercato».

Guardate anche a trasporto merci e logistica?

«Sì. Un trasportatore potrà usare attributi pubblici – patente, CQC – e privati su azienda, carico e trasporto. È uno strumento che può creare valore per il settore».

Prevedete un tavolo dedicato?

«Abbiamo avviato tavoli con banche, assicurazioni e utilities. Siamo pronti ad aprirne uno sulla logistica. Dopo i pareri necessari, entro fine anno arriverà il DPCM del Sottosegretario Alessio Butti che avvierà la sperimentazione dei wallet privati».

Ci sono fondi per lo sviluppo?

«Per la parte pubblica sì: destinati all’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato e a PagoPA, che realizzeranno il wallet pubblico».

Quanti wallet ci saranno?

«Probabilmente diversi, ma ciascuno userà quello più conveniente. Noi manteniamo un solo wallet pubblico senza limitare quelli privati».

Che tempi ha il wallet pubblico?

«Esiste già: è l’App IO, dove oltre 6 milioni di cittadini hanno abilitato patente digitale, tessera sanitaria, tessera disabilità e caricato più di 10 milioni di documenti. L’evoluzione porterà anche servizi privati a pagamento».

I wallet privati si agganciano al pubblico?

«Sì. Si parte dagli attributi pubblici; poi, ad esempio, un wallet bancario potrà chiedere l’autorizzazione per accedervi».

Costi di sviluppo di un wallet privato?

«Le operazioni che passano dal wallet costano in media almeno il 10% in meno, grazie alla riduzione di carta, errori e controlli duplicati. La sperimentazione servirà a definire come distribuire il valore del risparmio tra gestori, utenti e provider».

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