Gli autisti non hanno dubbi: il 94,2% si dichiara favorevole al divieto di utilizzare lo smartphone alla guida. È il dato forse più netto emerso dal sondaggio che Uomini e Trasporti ha promosso sui propri canali social, raccogliendo circa 200 risposte tra conducenti e operatori del settore. Un consenso quasi unanime, che conferma come lo smartphone venga ormai percepito dagli stessi autisti come uno dei principali fattori di rischio per la sicurezza stradale.
Anche se, scorrendo i commenti, emergono alcune riflessioni interessanti. Per molti il problema non è soltanto lo smartphone, ma qualsiasi elemento capace di sottrarre attenzione alla strada. «Lo smartphone alla guida, come qualsiasi altro schermo – anche il GPS o il pannello di controllo – è un distrattore per natura», osserva Alessandro L., ricordando come anche una semplice notifica possa compromettere il livello di attenzione del conducente. Sulla stessa linea Giulia S.: «Non sono solo gli smartphone a creare distrazioni. I nuovi mezzi, auto e camion, hanno ormai dei veri e propri televisori sul cruscotto: è diffi cile non farsi distrarre».
Tecnologia sì, ma deve semplificare
È proprio da questa considerazione che nasce la seconda domanda del sondaggio. Escludendo lo smartphone, abbiamo chiesto quale altra attività venga percepita come la più distraente durante la guida. Anche in questo caso la risposta è stata netta: il 65% indica l’utilizzo del display di bordo – per gestire navigatore, climatizzatore, radio e altre funzioni – come l’attività che più facilmente porta a distogliere lo sguardo dalla strada. Molto più distanziate le altre opzioni: mangiare o bere (18,5%) e fumare o accendere una sigaretta (16,5%). È un dato che fotografa bene una delle principali sfide della progettazione moderna delle cabine. Da una parte i veicoli offrono un numero crescente di funzioni digitali, dall’altra l’interazione con queste tecnologie non deve aumentare il carico cognitivo del conducente né sottrarre attenzione alla guida.
Non sorprende, quindi, che alla domanda successiva quasi due conducenti su tre (65,6%) abbiano indicato nei comandi vocali l’interfaccia più sicura durante la guida. Seguono i pulsanti fisici (29,5%), mentre il touchscreen raccoglie appena il 4,9% delle preferenze. Un risultato che sembra premiare tutte quelle soluzioni capaci di ridurre al minimo la necessità di distogliere mani e occhi dalla strada. Nei commenti, tuttavia, emerge qualche posizione più sfumata. «Molto dipende da come viene progettata l’interfaccia», osserva Filippo F., sottolineando come rapidità del sistema, organizzazione dei menu e semplicità d’uso siano spesso più importanti della tecnologia scelta. In altre parole, non è tanto il display in sé a fare la differenza, quanto il modo in cui è stato progettato.

Adas obbligatori: tra sicurezza e libertà di scelta
L’ultima domanda riguardava invece la possibilità, prevista dalla normativa per alcuni sistemi di assistenza alla guida, di disattivare temporaneamente gli Adas. Un tema sempre più attuale, soprattutto ora che le dotazioni di sicurezza diventano sempre più numerose e invasive nell’esperienza di guida. Qui il sondaggio restituisce uno spaccato piuttosto divisivo. Il 54,8% ritiene corretto lasciare questa facoltà al conducente, ma il 45,2% è contrario. Segno di come il rapporto tra automazione e libertà decisionale sia ancora oggetto di confronto anche tra gli stessi autisti.
Anche i commenti riflettono questa spaccatura. Da una parte c’è chi, come Maria R., ritiene che alcuni sistemi non dovrebbero poter essere esclusi: «Spesso sopravvaluti amo le nostre capacità e ci senti amo infallibili. Questo ci porta ad abbassare la guardia». Dall’altra c’è chi rivendica il valore dell’esperienza del conducente, sostenendo che «la sicurezza non può dipendere esclusivamente dalla tecnologia – scrive un lettore anonimo – ma anche dalla formazione, dalla conoscenza del mezzo e da ritmi di lavoro sostenibili».

Questo articolo fa parte di una nostra inchiesta dedicata alla distrazione alla guida. Un approfondimento che analizza cosa prevede il Codice della Strada, quali sono i comportamenti che più frequentemente compromettono l’attenzione al volante, le relative sanzioni e le conseguenze per gli autisti professionisti. L’inchiesta è pubblicata sul numero di luglio/agosto 2026 di Uomini e Trasporti.
Sfoglia il numero di luglio/agosto
Abbonati alla rivista: https://www.uominietrasporti.it/abbonamento/


