Si è tenuta oggi a Lussemburgo, davanti alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea, l’udienza nella causa C-524/24 promossa dall’Italia contro l’Austria in relazione ai divieti di transito imposti ai mezzi pesanti lungo il corridoio del Brennero. L’udienza rappresenta l’ultimo passaggio procedurale prima della sentenza, attesa nei mesi estivi, e costituisce un momento cruciale per una controversia che da tempo penalizza gli scambi intra-europei e l’autotrasporto italiano.
Il ricorso italiano e il sostegno della Commissione
Nell’estate del 2024 il Governo italiano ha presentato ricorso ai sensi dell’articolo 259 del TFUE, contestando la compatibilità delle misure austriache con la libera circolazione delle merci sancita dagli articoli 34 e 35 del Trattato. Alla procedura si è affiancata la Commissione europea, che ha giudicato le restrizioni né giustificate né proporzionate rispetto agli obiettivi dichiarati, censurando il divieto notturno, il divieto settoriale, i divieti stagionali e il sistema di dosaggio del traffico. Nonostante i numerosi tentativi di confronto tra gli Stati membri interessati e la Commissione, non è stata finora individuata una soluzione condivisa.
Le quattro misure contestate
La controversia riguarda il tratto tirolese dell’autostrada A12 Inntal e il valico del Brennero, nodo strategico della rete transeuropea dei trasporti Ten-T. Sono quattro i gruppi di misure al centro del contenzioso: 1) il divieto di transito notturno per i veicoli industriali; 2) il divieto settoriale, che impedisce il trasporto su strada di specifiche categorie merceologiche (carta, cemento, prodotti in metallo, alcune merci agricole e di largo consumo); 3) i divieti invernali e nei periodi di punta, in particolare nei fine settimana ad alto flusso turistico; 4) il sistema di dosaggio che contingenta il passaggio dei mezzi pesanti dall’A12 verso il Brennero a intervalli prestabiliti. Misure che, nei giorni di traffico regolato, generano code che possono raggiungere gli 80 chilometri, compromettendo la fluidità degli scambi.
Il commento dell’associazione Anita
L’Associazione dell’autotrasporto e della logistica aderente a Confindustria, al termine dell’udienza, ha espresso il proprio sostegno al Governo italiano e ha auspicato l’avvio di una fase decisiva per la risoluzione della controversia. Anita ha ricordato come tutte le stazioni di rilevamento della qualità dell’aria lungo il corridoio del Brennero confermino che, grazie al rinnovo del parco circolante con mezzi di ultima generazione, i problemi di inquinamento atmosferico dichiarati dall’Austria non sussistono più e i limiti imposti dall’Unione Europea non vengono mai superati. L’eliminazione del divieto notturno, sottolinea l’Associazione, renderebbe inoltre più fluido il traffico diurno e superfluo il sistema di dosaggio nelle prime ore della mattina.
«Le restrizioni adottate dall’Austria rappresentano una violazione evidente dei principi fondamentali dell’Unione Europea, a partire dalla libera circolazione delle merci e ci aspettiamo che la Corte di Giustizia accolga le ragioni dell’Italia e ponga fine a una situazione che da troppo tempo penalizza il nostro sistema economico», dichiara Thomas Baumgartner, delegato Anita per il Brennero. «L’Europa deve dimostrare di essere davvero uno spazio senza barriere interne e una condanna dell’Austria sarebbe un segnale forte e necessario per tutelare non solo il settore dei trasporti, ma l’intero sistema economico italiano ed europeo».
Anita ha infine ringraziato il Vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, per aver creduto nelle ragioni dell’Associazione e per aver assunto l’iniziativa di avviare il contenzioso con Vienna, auspicando che la pronuncia dei giudici di Lussemburgo conduca alla rimozione delle restrizioni e al ripristino di condizioni di concorrenza e circolazione eque per tutte le imprese europee.


