Chi pensava che la settimana dal 25 al 29 maggio sarebbe stata già abbastanza complicata per i trasportatori italiani, dovrà ricredersi. Perché il giorno dopo il possibile fermo nazionale dell’autotrasporto – fissato appunto fino al 29 maggio – arriva un secondo ostacolo, questa volta sul versante austriaco: sabato 30 maggio, dalle 11:00 alle 19:00, l’autostrada A13 del Brennero sarà completamente chiusa in entrambe le direzioni tra il casello di Schönberg e il confine di Stato, per una manifestazione ambientalista autorizzata dall’autorità distrettuale di Innsbruck su iniziativa del sindaco di Gries am Brenner, Karl Mühlsteiger.
Il quadro è aggravato da una decisione del Land Tirolo: anche le strade secondarie saranno interdette al traffico di transito per tutta la durata della manifestazione. La statale del Brennero, la B182 e la L38 risulteranno dunque inaccessibili ai mezzi commerciali, con esclusione del solo traffico locale (residenti e frontisti), sottoposto comunque a rigidi controlli. «Specialmente nei passaggi stretti dei centri abitati e nei tratti in pendenza, si verrebbero a creare rapidamente situazioni pericolose», ha spiegato Kathrin Eberle, responsabile del distretto di Innsbruck-Land.
Un corridoio da 35.000 veicoli al giorno paralizzato
Il 30 maggio è già segnato con il bollino nero dall’A22 Autostrada del Brennero in entrambe le direzioni — non per traffico eccessivo, ma per il blocco deliberato. Secondo le stime di FAI Conftrasporto, l’effetto domino si ripercuoterà lungo tutta l’asta dell’Autobrennero, con code che dal confine si estenderanno ben oltre Bolzano fino alla provincia di Trento e alla connessione con l’A4 a Verona. In un giorno in cui si stima transitino oltre 35.000 veicoli.
La coincidenza che spaventa
Il punto critico è proprio la sequenza temporale: se il fermo dell’autotrasporto italiano sarà rispettato fino al 29 maggio, i camion che riprenderanno l’attività quel venerdì sera o nella notte tra il 29 e il 30 si troveranno davanti a un Brennero inaccessibile per almeno otto ore. Nella peggiore delle ipotesi, chi si è fermato durante lo sciopero dovrà attendere ancora una giornata intera prima di poter transitare verso nord, con tutto ciò che questo comporta in termini di ritardi sulle consegne, saturazione delle aree di sosta e ripercussioni sulle catene di fornitura che attraversano l’asse del Brennero — il valico alpino più trafficato d’Europa.
La manifestazione nasce da una tensione strutturale di lungo corso: le comunità locali del Wipptal subiscono quotidianamente l’impatto del traffico pesante, in attesa che il potenziamento del corridoio ferroviario del Brennero (BBT) diventi pienamente operativo. Un tribunale austriaco ha respinto il tentativo di bloccare la protesta, stabilendo che vietare il diritto di manifestare citando l’eccessiva intensità del traffico «porta di fatto al divieto di libertà di riunione». Il presidente della Provincia di Bolzano Arno Kompatscher, pur riconoscendo il diritto sacrosanto a manifestare, ha parlato di «problema grandissimo» per l’economia dell’intera regione.


