Tutte – e per una volta tanto sottolineiamolo – ma proprio tutte le associazioni di categoria dell’autotrasporto presenti nel Comitato Centrale dell’Albo hanno scritto il 7 maggio 2026 una lettera congiunta alla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e ai ministri Salvini, Tajani e Giorgetti, chiedendo un tavolo urgente a Palazzo Chigi per affrontare l’emergenza caro-gasolio. La scadenza non detta ma sottesa è quella del 25 maggio: data a partire dalla quale il settore potrebbe dare il via a forme di protesta, incluso un fermo delle attività.
La missiva — firmata da ANITA, CNA/FITA, Confartigianato Trasporti, FAI, Fedit, FIAP, SNA Casartigiani, Confcooperative Lavoro e Servizi, Legacoop Produzione e Servizi, Unatras, Assotir e TrasportoUnito — arriva in un momento di forte tensione per il settore. Le associazioni denunciano che il rapido e continuo aumento del costo dei carburanti, aggravato dalla crisi in Medio Oriente, sta compromettendo l’equilibrio economico e finanziario delle imprese, già sotto pressione per l’instabilità generale dei mercati. Il rischio, scrivono esplicitamente, è quello di «forme di protesta anche spontanee».
Il nodo delle accise
Al centro delle richieste c’è la questione del taglio delle accise sul gasolio commerciale, una misura che le associazioni giudicano paradossalmente penalizzante: anziché alleggerire i costi del settore, avrebbe colpito in modo sproporzionato le imprese che negli anni hanno investito nel rinnovo del parco veicolare e nell’efficienza energetica. Per questo, la lettera chiede il riconoscimento di un credito d’imposta che consenta il recupero integrale del mancato rimborso delle accise per il periodo compreso tra il 19 marzo e il 22 maggio 2026.
Le associazioni ritengono che questa misura possa rientrare nel Temporary Framework approvato dalla Commissione europea, che autorizza gli Stati membri ad adottare misure straordinarie di sostegno al settore dei trasporti in presenza di gravi tensioni geopolitiche ed economiche.
Le altre misure richieste
Oltre al credito d’imposta, la lettera avanza altre due richieste concrete:
- La possibilità di utilizzare immediatamente il credito d’imposta derivante dal rimborso trimestrale delle accise, senza attendere il termine di 60 giorni previsto dalla normativa vigente
- La sospensione temporanea dei versamenti relativi a imposte, contributi previdenziali e assicurativi
Un settore che non può aspettare
Le associazioni concludono ricordando al Governo il ruolo strategico del trasporto e della logistica per la continuità delle filiere industriali e distributive del Paese. Pur riconoscendo gli interventi finora adottati, sottolineano che la situazione «non è più rinviabile» e che occorrono risposte capaci di «ristabilire nel settore un clima di certezza e di fiducia». La richiesta di un tavolo presso Palazzo Chigi è, di fatto, un ultimatum politico in forma diplomatica.


