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Iveco Group in rosso nel primo trimestre 2026: ma gli ordini di camion tengono. E Tata Motors è in arrivo

Ricavi stabili ma EBIT adjusted negativo per 55 milioni. La qualità costa, il Sud America pesa. Intanto la OPA di Tata Motors si avvicina alla chiusura. Ecco tutti gli elementi sul tavolo

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Primo trimestre 2026 amaro per Iveco Group. I conti parlano chiaro: l’EBIT adjusted è negativo per 55 milioni di euro, contro un utile di 117 milioni nello stesso periodo del 2025. Una perdita netta che brucia, ma che la società torinese spiega – e in parte giustifica – con una scelta deliberata: investire sulla qualità, anche a costo di sacrificare la redditività a breve termine.

«Stiamo ponendo basi più solide per la crescita futura», ha dichiarato Olof Persson, CEO di Iveco Group. Tradotto per chi compra camion: meno compromessi sui prodotti, più attenzione ai difetti, più risorse dedicate al controllo. Un segnale che il mercato – e i clienti del trasporto – faranno bene a non sottovalutare.

I numeri che contano

I ricavi consolidati reggono: 2,828 miliardi di euro, sostanzialmente in linea con i 2,806 miliardi di un anno fa. Il problema sta nei margini, erosi da tre fattori combinati: i maggiori costi di produzione legati agli investimenti in qualità, il crollo delle vendite in Sud America e i costi di rilavorazione della divisione Bus.

Indicatore Q1 2026 Q1 2025 Variazione
Ricavi netti (mld €) 2,828 2,806 +0,8%
EBIT adjusted (mln €) -55 +117 -172
Perdita netta adjusted (mln €) -74 +60 -134
Free Cash Flow industriale (mln €) -681 -847 +166
Liquidità disponibile (mld €) 5,498 4,693* +805 mln

*Confronto al 31 dicembre 2025

Truck: l’Europa accelera, il Brasile affonda

Chi vende e compra veicoli commerciali in Europa può guardare al trimestre con relativa soddisfazione. Il mercato dei pesanti e medi è cresciuto del 10% anno su anno, i leggeri dell’8%. Iveco ha aumentato le consegne di veicoli leggeri in Europa del 17%, e gli ordini acquisiti sono saliti del 31% per i leggeri e del 5% per i medi e pesanti, con un rapporto ordini/fatturato che migliora di 13-16 punti base.

Il tallone d’Achille si chiama Sud America: le consegne di pesanti e medi sono crollate del 42% in un mercato che ha perso il 18% complessivo. Il risultato? La divisione Truck chiude con un EBIT adjusted negativo per 71 milioni, contro un utile di 58 milioni dodici mesi prima, con un margine precipitato dal +3,0% al -3,9%. Una batosta, ma geograficamente circoscritta.

Il portafoglio ordini europeo copre 7 settimane di produzione per i leggeri e 9-10 settimane per medi e pesanti, un segnale di domanda solida che alimenta ottimismo per il secondo semestre.

Bus ed FPT: volumi su, margini giù

IVECO BUS ha conquistato la prima posizione nel mercato europeo dei veicoli elettrici e la seconda assoluta in Europa con quasi il 23% di quota di mercato. Le consegne sono schizzate del 45%, con lo stabilimento di Annonay finalmente a pieno regime. Peccato che i Citybus incompleti lasciati dal 2025 abbiano pesato sui conti: EBIT adjusted di appena 1 milione di euro contro 26 milioni un anno fa. Il completamento dei veicoli rimanenti è previsto entro fine del secondo trimestre – prima del previsto – e libererà i conti dalla seconda metà dell’anno.

FPT Industrial (Powertrain) ha visto crescere i volumi complessivi di quasi il 7%, trainata dai motori di piccola cilindrata per il mercato europeo. L’EBIT adjusted si è fermato a 22 milioni (43 nel Q1 2025), penalizzato da un mix sfavorevole: meno motori grandi venduti nelle Americhe.

L’elefante nella stanza: Tata Motors compra Iveco

Il dato che tutti nel settore attendono riguarda però la governance futura del gruppo. L’Offerta Pubblica di Acquisto lanciata da Tata Motors su Iveco Group è in fase di autorizzazione regolamentare, con la maggior parte dei via libera già ottenuti. La chiusura dell’operazione è attesa entro il terzo trimestre 2026.

Cosa significa per un’azienda di autotrasporto che usa camion Iveco? Nel breve termine, nulla cambia operativamente. Nel medio termine, l’ingresso di un colosso industriale come Tata – che già controlla Jaguar Land Rover e possiede una propria divisione veicoli commerciali – potrebbe portare sinergie tecnologiche e una maggiore solidità patrimoniale al gruppo. Resta da vedere se la nuova proprietà spingerà sull’acceleratore degli investimenti in elettrificazione e connettività, temi sempre più centrali per le flotte europee.

Cassa solida, dividendo straordinario pagato

Da segnalare un elemento positivo che non emerge immediatamente dai numeri operativi: il 22 aprile 2026, Iveco Group ha distribuito un dividendo straordinario da 1,551 miliardi di euro (5,82 euro per azione), ricavato dalla cessione del business Defence a Leonardo S.p.A., completata il 18 marzo. La liquidità disponibile al 31 marzo si attestava a 5,498 miliardi di euro – prima di questa distribuzione – con linee di credito disponibili per altri 1,9 miliardi.

Il free cash flow industriale resta negativo (-681 milioni), ma migliora di 166 milioni rispetto allo stesso trimestre 2025, grazie a un minor assorbimento del capitale circolante. La stagionalità del primo trimestre pesa sempre sui costruttori di veicoli commerciali: il secondo semestre sarà il vero banco di prova.

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