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Ecco come si svolgerà il fermo dell’autotrasporto: no a blocchi stradali e iniziative estreme. Unatras chiede protezione a Piantedosi

Una lettera firmata da Paolo Uggè, numero uno di Unatras, e indirizzata al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi per chiedere l’attivazione delle Forze dell’Ordine durante il fermo dei servizi proclamato dal 25 al 29 maggio prossimo. Sarà solo un’astensione dalle prestazioni lavorative, senza blocchi o manifestazioni estreme, ma l’unione delle confederazioni teme frange estreme e infiltrazioni volte a destabilizzare l’ordine pubblico.

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Un fermo dell’autotrasporto con un volto pacifico, senza blocchi, picchetti o altre iniziative estreme, solo astensione dalle prestazioni lavorative. Paolo Uggè descrive così lo sciopero che la categoria ha indetto a partire da lunedì 25 fino al 29 maggio per protestare contro il caro carburanti in una lettera indirizzata al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi nella quale si chiede protezione e impegno delle Forze dell’Ordine contro frange estreme e infiltrazioni volte a destabilizzare lo svolgimento della protesta.

La lettera, dal tono cortese, inviata alcuni giorni prima della convocazione a Palazzo Chigi fissata per venerdì 22 maggio nel pomeriggio, ha anche l’obiettivo di preparare il terreno e spiegare meglio agli esponenti del Governo la portata complessivo di un fermo dell’autotrasporto che, al di là delle conseguenze sugli approvvigionamenti, potrebbe avere ritorsioni anche sul fronte della sicurezza pubblica.

Dopo aver spiegato le motivazioni del fermo indetto da Unatras dopo “un prolungato e purtroppo infruttuoso confronto con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti” e con “il perdurante stato di inascolto rispetto alle istanze di un comparto in crisi sistemica, unitamente a provvedimenti governativi che hanno alterato l’equità normativa del settore, ha reso l’attività d’impresa non più sostenibile”, Uggè informa sulle modalità di svolgimento del fermo, indicazioni diffuse tra tutte le sigle aderenti a Unatras

“Non è nostra intenzione dare luogo a blocchi stradali forzati o interruzioni della libera circolazione – si legge nella lettera – Il nostro auspicio è un “fermo dei servizi” che si articoli attraverso l’astensione dalle prestazioni lavorative; eventuali presidi territoriali avranno finalità esclusivamente informativa e di sensibilizzazione, nel rispetto del Codice di Autoregolamentazione, nel pieno rispetto di chi deciderà di non aderire all’iniziativa”. Tuttavia, non si nascondono timori rispetto a situazioni difficili da tenere sotto controllo. 

“Vorremmo evitare che la nostra legittima e autorizzata protesta possa essere strumentalizzata da frange estranee o da infiltrazioni volte a destabilizzare l’ordine pubblico per fini diversi – continua la missiva – Per tali ragioni, Le chiedo formalmente di attivare ogni strumento a Sua disposizione, affinché venga garantito che la manifestazione si svolga nel rigoroso rispetto delle leggi, della sicurezza pubblica e della libertà di ogni cittadino.  Confidiamo, pertanto, nell’operato delle Forze dell’Ordine per garantire che il fermo si svolga in un clima di sicurezza per tutti. Qualora dovessero verificarsi episodi di intemperanza o violazioni del dettato legislativo, questi non saranno in alcun modo riconducibili alle associazioni che compongono la scrivente Organizzazione Unitaria, che riconosce esclusivamente le modalità di protesta civile e legale a tutela del settore”. 

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