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L’IRU contro l’obbligo di acquisto di camion a zero emissioni: «In contrasto con i diritti fondamentali dell’UE»

A novembre il Parlamento europeo aveva inserito nel regolamento sulle emissioni di CO2 dei veicoli pesanti una misura che obbligava i trasportatori ad acquistare un numero minimo di camion a zero emissioni all'interno delle proprie flotte. Anche se la misura deve essere ancora approvata dal Consiglio dell'UE, l'associazione internazionale dei trasporti su strada si è detta fortemente contraria a questa proposta, esortando i paesi dell’Unione a respingere gli obiettivi di acquisto obbligatori

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L’IRU, l’organizzazione internazionale dei trasporti su strada, ha esortato in una lettera agli Stati membri dell’Unione Europea a respingere fermamente la proposta del Parlamento europeo di imporre agli operatori del trasporto l’obbligo di acquisto per i veicoli pesanti a zero emissioni.

Si tratta di una misura che il Parlamento aveva inserito lo scorso novembre nel regolamento sulle emissioni di CO2 dei mezzi pesanti, con l’obiettivo di aumentare la quota di veicoli a zero emissioni all’interno delle flotte dei grandi operatori. Misura che ora dovrà passare al vaglio del Consiglio dell’UE per eventuale approvazione.

Raluca Marian, Director of EU Advocacy dell’IRU, ha dichiarato che «imporre obblighi di acquisto obbligatorio per i veicoli a zero emissioni agli operatori privati sarebbe in contrasto con i diritti fondamentali garantiti dalla Carta dell’UE», perché violerebbe non solo «il diritto di svolgere attività commerciali, ma potrebbe anche portare a distorsioni di mercato, dal momento che la versione del Parlamento prevede che tali obblighi si applichino solo ai grandi operatori».

«Inoltre – ha aggiunto Marian – attualmente c’è una carenza significativa di infrastrutture per i carburanti alternativi in tutta l’UE, e il Regolamento sull’Infrastruttura per i Carburanti Alternativi diventerà applicabile solo a partire da quest’anno». A ciò si aggiunge che «l’acquisto di veicoli a zero emissioni dovrebbe essere supportato da incentivi finanziari per l’adozione di nuove tecnologie e dalla creazione delle condizioni abilitanti, compresa l’infrastruttura, per far funzionare tali veicoli. Ogni proposta che costringe gli operatori di trasporto ad acquistare determinati tipi di veicoli – ha concluso Marian – dovrebbe essere respinta fermamente in quanto equivale a un’economia controllata dallo Stato».

Redazione
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La redazione di Uomini e Trasporti

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