HomeProfessioneLogisticaNon solo autisti: alla logistica servono nuovi manager. ANITA, Federmanager e FLC insieme sulle competenze

Non solo autisti: alla logistica servono nuovi manager. ANITA, Federmanager e FLC insieme sulle competenze

La trasformazione tecnologica dell’autotrasporto e della logistica sta facendo emergere un fabbisogno che va oltre la carenza di conducenti: servono manager e nuove figure professionali capaci di governare digitalizzazione, transizione energetica e cambiamenti della supply chain. ANITA, Federmanager e Freight Leaders Council siglano un accordo per mappare le competenze richieste dalle imprese e costruire percorsi mirati di formazione, aggiornamento e mentoring.

-

Nell’autotrasporto non mancano soltanto gli autisti. La trasformazione della logistica sta facendo emergere un’altra carenza, meno evidente ma altrettanto strategica: quella di manager e professionalità con competenze adeguate a un settore sempre più tecnologico, digitalizzato e complesso. Intelligenza artificiale, gestione e analisi dei dati, automazione, transizione energetica, nuovi modelli organizzativi e trasformazione delle supply chain stanno cambiando le imprese e, insieme, le competenze necessarie per guidarle. Non basta quindi trovare nuove persone: occorre formare profili professionali con skill differenti rispetto al passato e aggiornare chi già opera nelle aziende. Parte da questa esigenza l’Accordo Quadro siglato da ANITA, Federmanager e Freight Leaders Council (FLC) per rafforzare competenze e managerialità nell’autotrasporto merci e nella logistica.

Il primo passo sarà capire che cosa serve realmente alle aziende. Le tre organizzazioni intendono infatti partire da una mappatura dei fabbisogni professionali del comparto, sulla quale costruire successivamente percorsi di formazione, aggiornamento e mentoring calibrati sulle esigenze delle imprese. L’obiettivo è anche favorire l’incontro tra domanda e offerta di professionalità e accompagnare l’evoluzione dei modelli organizzativi. Un’esigenza resa più urgente dalla velocità con cui sta cambiando il settore. Alle trasformazioni tecnologiche si sommano la transizione ecologica, le tensioni geopolitiche e il mutamento dei rapporti all’interno delle filiere. Fattori che richiedono alle aziende non soltanto nuovi strumenti, ma anche persone capaci di integrarli nelle strategie industriali.

«Per mettere un freno all’incertezza e governare le trasformazioni in atto, le imprese dell’autotrasporto merci e della logistica devono intervenire sul terreno delle competenze, rafforzando la capacità di ascolto e l’apertura verso altri contesti industriali con l’obiettivo di integrare soluzioni innovative nelle proprie strategie di crescita – ha dichiarato il presidente di ANITA, Riccardo Morelli – In questa cornice, l’Accordo sostiene la nascita di una filiera al servizio del settore e dedicata allo sviluppo delle competenze manageriali, capace di valorizzare il capitale umano e di rendere i modelli organizzativi e gestionali all’altezza delle sfide che le aziende sono chiamate ad affrontare». 

La managerialità come infrastruttura

L’accordo prova così ad affrontare un tema centrale: la tecnologia da sola non basta se all’interno delle aziende mancano le competenze per utilizzarla, tradurla in nuovi processi e trasformare gli investimenti in maggiore produttività. «La sfida non è soltanto formare nuove competenze, ma accompagnare l’evoluzione delle imprese verso modelli organizzativi e gestionali più strutturati – ha dichiarato il presidente di Federmanager, Valter Quercioli– Nel trasporto e nella logistica, come in tutti i settori strategici per il Paese, la managerialità è l’infrastruttura strategica che consente di trasformare innovazione, tecnologia e investimenti in crescita e competitività. Con questo Accordo vogliamo mettere a disposizione del comparto il patrimonio di competenze dei manager italiani e contribuire alla costruzione di imprese capaci di governare le transizioni in atto, attrarre talenti e competere con successo nelle catene globali del valore». 

Capire quali professioni servono

Un passaggio importante è rappresentato dalla conoscenza del fenomeno. «Per il Freight Leaders Council questo accordo rappresenta un passaggio importante di un lavoro che portiamo avanti da tempo sul capitale umano della logistica – ha dichiarato il presidente del Freight Leaders Council, Massimo Marciani – Dobbiamo capire con precisione quali competenze servono oggi alle imprese e quali saranno necessarie domani, rafforzando capacità manageriali, tecniche e organizzative. L’obiettivo è contribuire a rendere il settore più competitivo e produttivo, ma anche più attrattivo per giovani, professionisti e nuove eccellenze». 

-