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Per l’autotrasporto siciliano il ministero dei Trasporti cerca soldi in Europa

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C’è una certa coerenza nell’atteggiamento del governo nei confronti dell’autotrasporto. Nell’incontro di ieri, in Sicilia, a incontrare le associazioni dell’autotrasporto non c’era il sottosegretario Umberto Del Basso De Caro, ma l’immancabile Enrico Finocchi, direttore del dipartimento dei trasporti terrestri presso il ministero dei Trasporti e il suo collega, Giovanni Caruso. Anche se stavolta il confronto è stato onesto, diretto, senza troppi fronzoli. Condizione essenziale quando si parla di soldi. E qui sul tavolo bisognava verificare le sorti di due stanziamenti destinati all’autotrasporto dell’isola, uno da 60 milioni in arrivo dalla regione Sicilia, l’altro di 160 milioni in arrivo dal ministero. Ma se i fondi regionali sono stati subito confermati, quelli ministeriali si sono persi per strada. Anche se stavolta i dirigenti ministeriali si sono presentati con una soluzione in mano. Stando a quanto riferisce Salvatore Bella di Aitras, la possibilità di recuperare lo stanziamento passerebbe attraverso la presentazione di progetti per i quali l’Unione europea ha già dato il via libera. Unico vincolo è che devono essere presentati dalla regione Sicilia entro il 2014. Si tratta in pratica di rimanenze di finanziamenti stanziati per il progetto Marco Polo e che l’Europa autorizzerebbe a spendere per progetti legati all’autotrasporto.
Le associazioni, preso atto della cosa, si sono riservate di «visionare la documentazione che il MIT fornirà per presentare i progetti all’U.E. e verificare se gli interventi previsti dall’Europa sono compatibili con le priorità della Sicilia». Priorità confermate nell’abbattimento del costo della polizza d’imbarco per il trasporto intermodale strada-mare, nella dislocazione del carburante extra-rete in apposite aree nelle 9 province, nella realizzazione di una piattaforma agroalimentare che funga da regia per ottimizzare i carichi e la creazione di una linea di collegamento da Catania a Villa S.Giovanni.
Il ministero, da parte sua, si è detto disponibile a fornire il proprio supporto e a collaborare con le associazioni.
Basterà tutto questo a sedare le acque? Bella precisa che «contrariamente ad alcune associazioni nazionali, le associazioni siciliane rimangono dell’idea che bisogna far fronte comune» e che «si prevedono manifestazioni di protesta nella prima settimana di dicembre».

Redazione
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La redazione di Uomini e Trasporti

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