Arcese, Conti e Cosulich alzano il livello della partita nella Finished Vehicle Logistics (FVL) e danno vita a GTA, nuova società operativa chiamata a sviluppare una piattaforma nazionale per la logistica portuale dei veicoli finiti. La logica è chiara: mettere a sistema asset già presenti, accelerare gli investimenti avviati da XCA tra Il Faldo e Livorno e preparare l’integrazione di Vehicle Logistic Vado, costruendo un player capace di presidiare in modo coordinato l’intera catena della logistica applicata al mondo dell’auto.
Il baricentro industriale dell’operazione è Il Faldo, il grande compound di Collesalvetti entrato nel perimetro XCA nel 2025, che rappresenta una delle principali infrastrutture automotive europee per estensione, servizi e connessioni ferroviarie interne. Attorno a questo asset si sta componendo una rete più ampia in cui Vado Ligure aggiunge la sponda ligure, mentre Livorno consolida il proprio ruolo storico nei flussi auto delle famiglie coinvolte.
Il progetto guarda però oltre il Tirreno e disegna un network nazionale che include anche Civitavecchia, Gioia Tauro e Ravenna, individuate come porte di accesso complementari per i costruttori internazionali, con particolare attenzione ai brand cinesi e asiatici oggi in forte espansione verso l’Europa. In questo schema la collaborazione con Automar diventa una leva operativa: dopo l’esperienza sviluppata su MG del gruppo SAIC a Civitavecchia, il sistema si allarga con un nuovo collegamento ferroviario tra Gioia Tauro e Il Faldo.
È qui che GTA prova a differenziarsi: non solo terminal portuali, ma una regia unica tra porto, compound, ferrovia e distribuzione finale. L’obiettivo è decongestionare gli scali oggi più esposti, redistribuire i flussi provenienti dall’Estremo Oriente e offrire ai costruttori una soluzione più flessibile, scalabile e vicina ai mercati di destino del Nord Italia.
Per il mercato, il significato dell’operazione è soprattutto industriale. GTA nasce infatti per intercettare la nuova geografia dell’automotive, in cui i marchi asiatici chiedono piattaforme integrate, tempi rapidi di trasferimento e una maggiore affidabilità nella gestione dei volumi, trasformando una costellazione di nodi logistici in un’unica proposta nazionale.


