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Tassa da due euro sui pacchi: giù il cargo aereo, cresce la gomma. Confetra: “Boomerang per la logistica, chiediamo il rinvio”

Cominciano ad essere evidenti le conseguenze della tassa sulle spedizioni extraUe che superano i 150 euro di valore, introdotta dall’ultima legge di bilancio. Malpensa ha già perso oltre 30 voli cargo, perché i produttori del fast fashion cinese stanno cambiando le rotte, per poi portare in Italia le merci su gomma senza pagare il balzello. “Un boomerang – secondo Confetra – per la logistica italiana”. Per questo l’associazione ha chiesto un rinvio di 6 mesi, necessario per attivare un coordinamento europeo.

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“La tassa di due euro sulle spedizioni fino a 150 euro si è rivelata un boomerang sotto tutti i punti di vista. Una misura introdotta con l’obiettivo di tutelare la moda italiana dalla concorrenza del fast fashion cinese che, nei fatti, si è dimostrata un flop totale”. Così, in una nota, Andrea Cappa, Direttore Generale di Confetra – Confederazione Generale Italiana dei Trasporti e della Logistica. “La questione – prosegue Cappa – è stata rappresentata anche ieri nel corso di un incontro con il Viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Edoardo Rixi”.

Secondo Confetra, i produttori cinesi hanno reagito rapidamente dirottando i flussi logistici verso aeroporti di altri Paesi europei che non hanno introdotto la tassa. “Il risultato – sottolinea Cappa – è che le merci entrano comunque in Italia via camion, senza pagare il contributo previsto, con un aumento dell’inquinamento e con lo spostamento dei traffici verso altri Paesi. Traffici che poi diventa molto difficile recuperare. Misure di questo tipo, al di là di qualsiasi valutazione di merito su cui non entriamo, – aggiunge – se non vengono coordinate a livello europeo non solo sono inefficaci, ma finiscono per penalizzare il nostro sistema logistico e produttivo, favorendo altri hub continentali”.

Per questo Confetra ha proposto un emendamento al decreto Milleproroghe per rinviare l’entrata in vigore della misura a luglio, “così da avere il tempo necessario per costruire un coordinamento a livello europeo, unica strada per rendere davvero efficace qualsiasi intervento”.

“I primi effetti sul sistema aeroportuale nazionale sono già evidenti – conclude Cappa – dall’inizio di gennaio l’aeroporto di Malpensa ha perso oltre trenta voli e il calo dei traffici legati a questo tipo di spedizioni è enorme. Si sta assistendo a un forte spostamento delle merci su gomma attraverso i valichi alpini, con un ulteriore aggravio sulla viabilità e sull’ambiente. Confidiamo, pertanto, nella sensibilità di Governo e Parlamento affinché un tema così impattante possa essere rivisto con un approccio unitario a livello europeo”.

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