Qualche presidio è ancora in piedi, ma il fermo dei servizi di autotrasporto indetto da TrasportoUnito e cominciato alla mezzanotte di oggi, sta man mano rientrando. TrasportoUnito comunica che il fermo è sospeso con effetto immediato. I colleghi stanno esprimendo così il loro dolore e la solidarietà alla famiglia del camionista investito e ucciso sull’A1, nei pressi di Caserta dopo neanche mezz’ora dall’inizio delle prime manifestazioni di protesta. A confermare il rientro dello sciopero direttamente a Uomini e Trasporti è lo stesso Maurizio Longo, segretario generale di TrasportoUnito che, esprimendo il proprio cordoglio, assicura che “ciò che è successo ci ha distrutti e quindi all’alba abbiamo cominicato a chiudere i presidi, anche se alcuni rimangono aperti”.
Il collega, padroncino della provincia di Marano (Napoli), aveva 55 anni e d è morto dopo essere stato investito da un’auto sull’A1, nel tratto casertano all’altezza dell’area di servizio di San Nicola La Strada, in provincia di Caserta, mentre era a piedi impegnato nella protesta contro il caro carburante. La colonna di mezzi pesanti era ferma sul margine destro della carreggiata autostradale, qualche chilometro prima dello svincolo di Caserta Sud, e il padroncino era sulla corsia lasciata libera, impegnato – secondo fonti di stampa – in una sorta di filtraggio dei tir, quando è stato travolto dalla vettura, il cui conducente si è fermato ed è stato denunciato.
«In questo momento – ha affermato Maurizio Longo, segretario nazionale di Trasportounito – sentiamo il dovere di unirci al dolore della famiglia, sottolineando una volta di più quanto la vita dei nostri associati sia davvero legata a un filo sempre più sottile, in una crisi che è ormai globale e probabilmente irrecuperabile».


