«Ho preso le patenti per camion un anno fa, quando ero incinta del mio secondo figlio. Oggi però faccio fatica a trovare lavoro: ho due bambini e ho bisogno di orari compatibili con la famiglia. Per alcune aziende questo è ancora un problema». È una delle testimonianze con cui si apre «Strade Pari – Viaggio nell’equità di genere nel trasporto», una miniserie in quattro episodi scritta da Laura Broglio e prodotta da K44, in collaborazione con AEV.
In questo primo episodio partiamo dalle storie di chi avrebbe voluto guidare un camion ma non l’ha fatto: sogni rimasti nel cassetto, opportunità mancate, ma anche l’idea – diffusa per anni – che quello del camionista non fosse un lavoro «da donne». Attraverso testimonianze, dati e ricostruzione storica, raccontiamo come il mestiere del camionista si sia costruito nel tempo come professione maschile: dalla divisione dei ruoli nel dopoguerra fino alla nascita dell’immaginario dell’«eroe solitario della strada», passando per gli stereotipi che hanno plasmato l’accesso al lavoro e il linguaggio stesso del settore.
E i numeri parlano chiaro: in Europa solo il 22% dei lavoratori dei trasporti sono donne, mentre tra i camionisti la percentuale scende fino al 3%. In Italia ancora meno: 2,6%. Eppure ogni storia raccontata, ogni esempio visibile, ogni donna che sceglie di entrare in questa professione contribuisce lentamente a cambiare prospettiva. Perché cambiare questi numeri significa prima di tutto cambiare il racconto. Significa riconoscere come un lavoro sia stato costruito culturalmente come «maschile»… e come oggi possa tornare a essere semplicemente un lavoro per chi ha voglia di farlo.


