Da oggi e fino a domenica 10 maggio, chi si mette al volante di un camion o di un autobus in Europa farà bene a prepararsi a passare per più di un posto di blocco. Scatta la seconda campagna del 2026 di controlli straordinari su veicoli industriali e autobus, coordinata da Roadpol — la rete delle polizie stradali europee — e svolta in modo praticamente sincronizzato in quasi tutto il continente.
Perché si fanno (e perché si fanno tutti insieme). L’obiettivo è duplice e capirlo serve a comprendere perché queste campagne tornano puntuali due volte l’anno. Da un lato c’è il fronte della sicurezza stradale: ridurre il numero di incidenti che coinvolgono mezzi pesanti e bus, una statistica che resta sproporzionata rispetto al peso di questi veicoli sul totale del traffico. Dall’altro c’è una battaglia meno visibile, ma per il settore altrettanto decisiva: uniformare il livello di controllo da un Paese all’altro. È il vero senso politico di Roadpol: fare in modo che un autotrasportatore fermato in Italia, in Slovenia, in Germania o in Polonia trovi più o meno gli stessi parametri, gli stessi protocolli, lo stesso peso sanzionatorio. Senza questa armonizzazione il rischio è una concorrenza al ribasso, in cui chi può far passare i corridoi nei Paesi meno rigorosi parte avvantaggiato. Le campagne periodiche servono proprio a tenere la pressione alta, e a tenerla alta in modo coordinato.
Cosa guardano gli agenti. Il perimetro dei controlli è ampio: tempi di guida e riposo, cronotachigrafo (dispositivo, dati, manomissioni), condizioni tecniche del veicolo, corretto fissaggio del carico, trasporto di merci pericolose (ADR), regolarità documentale. In diversi Paesi le pattuglie operano con un approccio multi-agenzia: alla Polizia stradale si affiancano Ispettorati del lavoro, Autorità fiscali e organismi europei di vigilanza. Significa che dietro la classica paletta possono spuntare verifiche su contratti di lavoro, IVA, distacchi internazionali. Una settimana, insomma, in cui la patente non è l’unico documento che conta.
Il bilancio della prima ondata: i numeri italiani. Roadpol non ha diffuso un bilancio complessivo della campagna di febbraio (9-15), ma alcune polizie nazionali hanno comunicato i propri dati. In Italia la Polizia stradale ha attuato Truck&Bus su rete ordinaria e autostradale: 7.002 camion e 40 autobus controllati, 6.388 violazioni accertate. Le contestazioni in dettaglio:
- 1.020 infrazioni al cronotachigrafo (la voce più alta in assoluto)
- 730 per problemi tecnici del veicolo o irregolarità del carico
- 471 violazioni documentali
- 467 per superamento dei limiti di velocità
- 330 per mancato uso delle cinture
- 73 nel trasporto di merci pericolose
- 27 casi di guida in stato di ebbrezza
- 6 casi di guida sotto effetto di stupefacenti
- 5 contestazioni nel trasporto rifiuti
Risultato finale: 583 patenti ritirate e 9.997 punti decurtati in una sola settimana. Il dato che colpisce di più è quello del cronotachigrafo: oltre mille infrazioni in sette giorni. È il termometro più chiaro del fatto che, sulla questione tempi di guida, la pressione è ancora altissima — e non è una statistica rassicurante per chi sa quanto un autista stanco al volante valga, in termini di rischio, sulla strada.


