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Fiap si allea con Confapi e porta la logistica al Ministero del Made in Italy: filiere e incentivi sotto la lente

L’alleanza mette la logistica tra i settori considerati nelle politiche industriali del Mimit. L'obiettivo è integrare trasporto e manifattura, partecipare ai tavoli strategici sulle filiere del Made in Italy e favorire l'accesso del trasporto agli strumenti di politica industriale e agli incentivi per rafforzare la competitività delle Pmi

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La logistica riconosciuta leva strategica per le filiere del made in Italy, ma anche parte integrante dell’industria nazionale, entra con tutti gli onori nel salone degli Arazzi del ministero delle imprese e del made in Italy in via Veneto a Roma, da sempre luogo di incontro tra il Governo e le imprese. L’occasione è il convegno “Libro Bianco Made in Italy 2030: Manifattura e logistica integrata per una nuova strategia industriale” durante il quale è stata annunciata l’alleanza tra Fiap e Confapi, la Confederazione italiana piccola e media industria privata. L’associazione guidata da Roberto Scarpa e Alessandro Peron, quindi, trova casa – dopo essere uscita anni fa da Conftrasporto – in una confederazione che rappresenta la manifattura italiana e buona parte della committenza, tra cui il 40% delle Pmi che attualmente esportano a cui si aggiunge un altro 20% che esporta indirettamente. 

Fiap trova casa

Oltre a portare Fiap in un ambiente puramente industriale, quindi, l’alleanza con Confapi risolve anche il problema della rappresentanza per l’associazione che in questo modo trova collocazione nel recente accordo sulla misurazione della rappresentanza nell’ambito della contrattazione collettiva e in seno al Cnel, dove Fiap intende rimanere per tenere un posto nel Comitato Centrale dell’Albo degli autotrasportatori (un passaggio che in passato era stato oggetto di controversie proprio in merito alla dimostrazione della rappresentanza).

L’attività anche al Mimit

A questo, si aggiunge, non meno importante, l’aspetto operativo: muoversi nell’ambito di una confederazione industriale apre le porte del ministero del Made in Italy alla logistica che, oltre al riconoscimento di centralità per l’export, potrebbe puntare a sedere nei tavoli che contano per accedere agli incentivi che il Mimit destina alle imprese e alle filiere industriali. E’ questo l’obiettivo che fonti vicine all’associazione confermano essere dietro all’alleanza annunciata oggi che da settembre si concretizzerà con progetti mirati a portare la logistica sempre più al centro delle politiche del Mimit. Un passaggio annunciato peraltro dallo stesso Peron durante il convegno: “Al ministero delle infrastrutture e dei Trasporti – ha detto il segretario generale di Fiap – si parla giustamente di strade e porti che sono importantissimi, ma noi dobbiamo portare la logistica negli altri ministeri, a partire del Mimit dove supportare i futuri campioni nazionali. Confrontarci solo col Mit è riduttivo se pensiamo che la logistica è l’industria delle industrie”. Un’idea condivisa anche dal ministro Adolfo Urso che ha sottolineato che “la logistica rappresenta uno snodo strategico per l’intero sistema industriale, soprattutto per l’Italia che, per la sua posizione geografica, è una naturale piattaforma marittima, aeroportuale ed energetica nel Mediterraneo. Per questo, una logistica integrata ed efficiente è essenziale per rafforzare la manifattura, attrarre investimenti e accrescere il ruolo del Paese nelle catene europee e globali del valore”. 

Tavoli tecnici e politici

A riconoscere la centralità della logistica anche e soprattutto Confapi che, con l’ingresso di Fiap acquisisce circa 2.000 imprese associate per oltre 80.000 addetti, arrivando a rappresentare a 118.000 le PMI con 1,3 milioni di addetti. “La scelta che abbiamo fatto di un percorso in comune con Fiap è importante, perché manifattura e logistica sono due componenti inscindibili della competitività del Made in Italy e solo attraverso una visione condivisa sarà possibile affrontare le sfide che attendono il nostro sistema produttivo, sia nei mercati interni sia in quelli internazionali”, ha dichiarato il Presidente nazionale di Confapi Cristian Camisa. Il percorso condiviso comincerà con tavoli che analizzeranno ogni singola filiera delle 18 individuate dal libro bianco del Mimit “per capire – ha spiegato Peron – come creare competitività per ogni comparto grazie all’asset strategico della logistica”. Insomma, una serie di tavoli tecnici e politici dove riconoscere il ruolo del trasporto, ma anche mettere a frutto strumenti in grado di sostenere la crescita delle imprese, strumenti di politica industriale che diano spazio – forse per la prima volta – all’integrazione tra manifattura e servizi logistici, fondamentali a dare stabilità alle Pmi, in particolare in un momento di grande confusione internazionale dovuta agli eventi geopolitici. 

Margini di crescita

“Oggi investire un euro in logistica – ha ricordato Carlo Alberto Carnevale Maffè, Professore di Strategy alla SDA Bocconi School of Managment – significa ricavarne 2,1. È la più grande rete che abbiamo che oggi sposta anche i dati che diventano ricchezza”. Secondo Carnevale Maffè tra le priorità del settore ci sarebbe l’attenzione alla proprietà dei dati che le Pmi generano. Il rischio è di cederli senza rendersene conto, mentre costituiscono una ricchezza da esplorare anche in termini di efficientamento del sistema. Infine, la crescita del settore è stata sottolineata da Damiano Frosi, Direttore dell’Osservatorio Contract Logistics del Politecnico di Milano. “Nel 2009 il fatturato era di 71 miliardi, oggi è di 120 miliardi. Una crescita dovuta in parte all’aumento dei costi, ma molto ha giovato l’aumento dei servizi avanzati che fanno capo alla logistica, come per esempio il controllo di qualità, il packaging, la reverse logistics e l’eCommerce. Tutto questo ha allargato il raggio d’azione della terzializzazione che comunque rimane al 43%”. Un dato significativo che indica, quindi, c’è ancora molto spazio per collaborazioni strategiche tra imprese e logistica. 

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