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Farmaci sempre più delicati, trasporti sempre più complessi: la risposta di DHL

Le terapie avanzate richiedono trasporti sempre più controllati, mentre il cambiamento climatico aumenta i rischi lungo il percorso. DHL risponde con 2 miliardi di euro di investimenti, nuovi cool corridor e linee a temperatura controllata, hub dedicati, l'acquisizione di CryoPDP e una piattaforma di tracciabilità end-to-end per seguire ogni spedizione dal ritiro alla consegna

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Il trasporto di un farmaco oggi non pretende soltanto il rispetto di una data di consegna. Pretende anche di garantire che una terapia biologica, un vaccino o un trattamento cellulare arrivino a destinazione senza che la temperatura subisca variazioni anche minime, mantenendo intatta la propria efficacia lungo un percorso che può attraversare continenti, aeroporti, porti e decine di operatori diversi. È una sfida resa ancora più complessa dalla crescita delle terapie avanzate e dagli effetti del cambiamento climatico, che aumentano il rischio di esposizione a temperature estreme durante il trasporto.
È in questo scenario che DHL ha deciso di rafforzare la propria presenza nella logistica farmaceutica. L’acquisizione di CryoPDP, due miliardi di euro di investimenti annunciati nella strategia al 2030, lo sviluppo dei cool corridor e linee a temperatura controllata, nuovi hub dedicati e strumenti di tracciabilità end-to-end rappresentano i pilastri di una strategia che punta a presidiare ogni fase della supply chain sanitaria. Silvano Petrangeli, Key Account Manager Life Science & Healthcare di DHL Global Forwarding Italy, in questa intervista a Uomini e Trasporti indica subito il cuore del mercato: «Uno dei pillar principali, quello che noi chiamiamo Life Science and Health Care, è il segmento del farmaceutico dove stiamo investendo molto, 2 miliardi di euro, per rafforzare la nostra posizione nel settore della logistica sanitaria in forte espansione.». Un investimento reso necessario dalle sfide imposte dai progressi della medicina, dalla crescente diffusione di terapie cellulari e genetiche, così come di vaccini, sempre più venduti a livello globale, che vanno trasportati a temperature rigorose anche quando le ondate di caldo non concedono tregua per periodi sempre più lunghi.

Un magazzino a temperatura controllata

Quanto vale la healthcare logistic?

Si stima che a livello globale la healthcare logistic – definizione che include tutto non solo il pharma – abbia avuto nel 2025 un valore di 92 miliardi di dollari. Ma da qui al 2030 è prevista una crescita media annua del 9,5%, mentre il segmento specifico della pharma logistic cold chain dovrebbe aumentare ogni anno tra l’8 e il 10%. Il driver principale che guida questa crescita sono le terapie cellulari che raggiungono tassi superiori al 18%. Sul mercato europeo, la logistica farmaceutica a temperatura controllata nel 2024 valeva 19 miliardi di dollari e dovrebbe superare i 31 miliardi nel 2029. Quindi anche qui con una crescita intorno al 10% annuo. Per l’Italia i dati pubblici sono un po’ limitati, ma il trend è comunque nettamente positivo. Il mercato è stimato intorno a 8,5 miliardi di dollari, sostenuto da farmaci a temperatura controllata del comparto biotecnologico. La domanda è trainata principalmente da farmaci biologici, vaccini, terapie avanzate, tutte molto sensibili a variazioni di temperatura rispetto ai farmaci tradizionali. E queste terapie personalizzate richiedono anche temperature ben al di sotto dello zero o addirittura criogeniche. Per ultimo, ma non meno importante, le normative GDP: sono sempre più stringenti e impongono un monitoraggio continuo e una tracciabilità completa del farmaco stesso.
Queste nuove terapie molto più sensibili alle variazioni di temperatura rischiamo di diventare una grande sfida in un mondo che si surriscalda. Come si affronta?

Quando si affronta una spedizione di questo tipo, occorre garantire alla casa farmaceutica un Lane Risk Assessment, cioè un’analisi del rischio della spedizione e della linea che andrò a gestire, intendo l’intera spedizione dal punto A al punto B: dal momento in cui ritiro il pacco a quando lo consegno al destinatario. Noi controlliamo tutta la chain end-to-end e ad ogni milestone viene assegnato un punteggio di rischio. 

Quali sono i punti più rischiosi?

Il rischio maggiore è tra il magazzino aeroportuale e l’aeromobile: è una zona d’ombra che ricorre quando il carico è sottobordo, prima di essere caricato: le temperature in pista sono molto alte. Come lo posso mitigare? Utilizzando contenitori attivi – i cool dolly o cool track – dove si inserisce il pallet aereo per garantirne la temperatura, ma spesso non sono disponibili. Altra soluzione sono i cool corridor, ovvero rotte dedicate a temperatura controllata dove le infrastrutture sono adiacenti all’aeroporto con accesso alla pista e tutto il processo viene gestito sotto un’unica supervisione. Il vantaggio per il cliente è l’abbattimento dei costi, anche molto impattanti, per i contenitori attivi. Nei casi dei cool corridor si utilizzano coperte termiche che il vettore mette a disposizione a garanzia dei passaggi più rischiosi per la temperatura.

Un pallet con coperta termica

Quali sono le rotte più importanti per i farmaci?

La rotta principale, come tutti sappiamo, è verso gli Stati Uniti, il nostro partner principale al di fuori dell’Ue. Al secondo posto dopo la Germania. Anche la Cina è importante, il Sud America e il Middle East dove però sta andando la creazione di hub locali specifici da dove far partire i farmaci per le diverse destinazioni a breve raggio. 

Altre zone o situazione critiche?

Nei trasporti marittimi si usano i reefer: nel momento in cui avviene il trasbordo dal porto alla nave, sicuramente lì ci possono essere alcuni picchi, perché chiaramente il container viene staccato dall’alimentazione. Così pure se durante il viaggio in nave – molto lungo – ci sono guasti elettrici a bordo.

E l’ultimo miglio?

Come DHL Global Forwarding non abbiamo nostri mezzi, ma abbiamo sub contractor assolutamente qualificati e verificati ogni due anni. Richiediamo mezzi certificati GDP e spesso anche certificati TAPA per la sicurezza. Questo passaggio è sicuramente delicato, ma avendo un pacchetto di fornitori prestabilito, noi da questo punto di vista siamo molto coperti. Devo dire che raramente abbiamo avuto problematiche. 


Gestire spedizioni sempre più delicate richiede anche una revisione della rete logistica e delle infrastrutture. Su quali investimenti punta DHL?

Nella strategia del 2030, , il settore Life Science and Health Care è stato identificato come uno dei principali settori strategici di crescita dell’azienda.È il nostro segmento farmaceutico sul quale stiamo investendo oltre 2 miliardi di euro. Inoltre, il gruppo DHL ha acquisito la CryoPDP: un’azienda che cura moltissimo il first e last mile con una presenza importante negli Stati Uniti e una rete distributiva in tutto il mondo. Si tratta di acquisizioni strategiche che ci aiutano a gestire flussi che cambiano: andiamo verso spedizioni sempre più piccole e frequenti, con flussi che vanno dal produttore al centro clinico e al paziente finale. A volte si taglia il passaggio intermedio per arrivare direttamente nelle case. 


A quale tecnologia state chiedendo un supporto in questa sfida?

Intanto, offriamo ai nostri clienti la visibilità end-to-end tramite nuovi dispositivi che hanno connessione GPS e trasmettono dati. Ma poi abbiamo attivato la collaborazione delle varie business unit con il lancio del nuovo brand: DHL Health Logistics. 

Come opera?

Abbraccia le business unit mettendo in comunicazione i diversi passaggi della supply chain per un servizio end-to-end. Attualmente stiamo lavorando a un sistema chiamato Life Track,  che consente  al cliente di avere una visibilità completa dell’intera catena logistica 

È già operativo?

La piattaforma è già stata implementata; le funzionalità di visibilità esterna per i clienti sono attualmente in fase di piena implementazione. Questo rappresenta il prossimo importante passo nella roadmap di sviluppo del prodotto.

Infine, recentemente siete rientrati in PharmacomItalia. Perché?

Si tratta di un’associazione che sta crescendo molto: ci interessano alcuni tavoli tecnici. Inoltre siamo interessati a un’applicazione più omogenea delle normative GDP in Italia. 

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