HomeProfessioneLeggi e politicaCaro gasolio, Rixi fissa la data: «Dal 20 ottobre i crediti d’imposta nelle tasche degli autotrasportatori»

Caro gasolio, Rixi fissa la data: «Dal 20 ottobre i crediti d’imposta nelle tasche degli autotrasportatori»

All’Assemblea nazionale di Confartigianato Trasporti il viceministro indica i tempi per l’utilizzo dei ristori contro il caro carburante: chiusa il 20 settembre la piattaforma per le domande relative al periodo marzo-agosto, serviranno circa 15 giorni lavorativi per le procedure e dal 20 ottobre dovrebbe partire progressivamente il riconoscimento dei crediti. Entro ottobre attesa anche la firma del MEF sul fondo da 590 milioni per il rinnovo del parco veicolare. Il presidente Claudio Riva chiede soprattutto certezza dei tempi: «Le imprese sono ancora in apnea». Tra gli altri dossier allo studio anche la revisione dei tempi di guida e riposo in sede comunitaria e la definizione della Consulta dell’autotrasporto

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Una data, finalmente, per i ristori destinati agli autotrasportatori colpiti dal caro gasolio: dal 20 ottobre dovrebbe cominciare progressivamente il riconoscimento dei crediti d’imposta alle imprese. A indicarla è stato il viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Edoardo Rixi, intervenuto all’Assemblea nazionale 2026 di Confartigianato Trasporti, “Guidare il cambiamento. L’autotrasporto del futuro”, che si è tenuta oggi a Roma.

Il meccanismo riguarda il credito d’imposta riconosciuto alle imprese di autotrasporto per compensare fino al 70% della maggiore spesa per il gasolio sostenuta tra marzo e agosto 2026. Nel suo intervento il ministro Matteo Salvini ha ricordato una dotazione fino a 386 milioni di euro, definendola «un buon punto di partenza», pur riconoscendo che le risorse non sono sufficienti a esaurire il problema del caro carburante.

A fornire una scansione più precisa delle prossime tappe è stato Rixi. La piattaforma per le richieste relative al periodo marzo-agosto resterà aperta fino alle 23.59 del 20 settembre. Dal giorno successivo il ministero avrà quindi l’elenco dei beneficiari e potrà procedere alla ripartizione delle risorse disponibili. Da quel momento, ha spiegato il viceministro, saranno necessari circa 15 giorni lavorativi per completare le procedure di registrazione e le verifiche. «Io credo che le erogazioni arriveranno sostanzialmente intorno al 20 ottobre», ha detto Rixi, precisando che i controlli saranno effettuati in maniera massiva, al ritmo di circa 2.000 imprese al giorno. Il flusso dovrebbe quindi partire dal 20 ottobre e proseguire progressivamente fino all’esaurimento delle risorse disponibili e di quelle aggiuntive.

Riva: «Le imprese sono ancora in apnea»

Proprio la distanza tra le decisioni assunte e l’arrivo effettivo delle risorse alle aziende è stata una delle questioni poste dal presidente di Confartigianato Trasporti Claudio Riva. Il mondo delle imprese, ha osservato, è abituato a «decidere oggi, agire domani», mentre i tempi amministrativi seguono ritmi completamente differenti. Riva ha ricordato che le misure erano state concordate mesi fa: «La famosa boccata d’ossigeno che avevamo bisogno a maggio, ad ottobre ancora non è arrivata e quindi siamo tutti in apnea». La richiesta avanzata al Governo è quindi soprattutto quella di poter contare su indicazioni precise sui tempi, sia per i ristori sia per gli investimenti, perché le imprese devono decidere se procedere con l’acquisto dei mezzi oppure rinviarlo.

Possibile proroga fino a marzo 2027 per compensare i crediti

Il problema potrebbe peraltro riproporsi immediatamente per i mesi successivi. Il primo procedimento riguarda infatti le spese sostenute fino ad agosto, mentre per settembre e ottobre dovrà essere aperta una nuova finestra, indicativamente tra il 10 e il 15 ottobre. È proprio questa seconda fase a preoccupare il MIT, perché i tempi burocratici rischiano di portare le compensazioni a ridosso della fine dell’anno. Rixi ha spiegato che il ministero sta discutendo con il MEF la possibilità di creare un “ponte” che consenta di utilizzare il credito d’imposta almeno fino a marzo 2027, in modo da evitare che le procedure amministrative impediscano alle imprese di recuperare integralmente le somme riconosciute. Il volume delle richieste è considerevole: fino ad agosto, secondo quanto riferito dal viceministro, erano già arrivate oltre 80 mila domande.

Rinnovo dei camion, il decreto da 590 milioni attende il via libera del MEF

L’altro dossier centrale riguarda il rinnovo del parco dei mezzi pesanti. Sul tavolo ci sono i 590 milioni di euro per il periodo 2027-2031, frutto dell’accordo raggiunto con le associazioni dell’autotrasporto a febbraio. Salvini ha ricordato all’Assemblea che si tratta di uno stanziamento destinato a favorire l’acquisto di veicoli «più moderni, più sicuri e più efficienti». Il provvedimento è ora al passaggio con il Ministero dell’Economia e delle Finanze. Anche in questo caso Rixi ha indicato ottobre come mese decisivo: il MIT si attende entro la fine del mese la firma del ministro dell’Economia necessaria a bloccare le risorse per il quinquennio 2027-2031. Un punto particolarmente importante per gli autotrasportatori riguarda la tipologia dei mezzi incentivabili. Rixi ha assicurato che il MIT intende mantenere l’impostazione dell’accordo di febbraio, che comprende anche veicoli diesel di ultima generazione e semirimorchi nuovi, accanto alle alimentazioni alternative come GNL, idrogeno ed elettrico. «Abbiamo voluto ampliare l’accordo che abbiamo già firmato in febbraio e noi siamo a garanzia del fatto che non si torni indietro», ha affermato il viceministro, sostenendo che il motore endotermico continuerà ad avere un ruolo determinante nel trasporto su gomma ancora per molti anni. Anche Riva ha insistito su questo punto, chiedendo che l’impostazione concordata sugli investimenti non venga modificata e che la transizione non finisca per penalizzare le imprese che devono concretamente rinnovare le flotte.

La revisione dei tempi di guida

L’Assemblea è stata anche l’occasione per fare il punto sugli altri dossier aperti. Salvini ha ricordato la recente modifica della disciplina sui tempi di attesa al carico e allo scarico, con la franchigia ridotta a 90 minuti e un indennizzo di 100 euro per ogni ora o frazione di ora di ritardo oltre tale limite. Rixi ha invece annunciato che il MIT sta lavorando a un documento da portare a Bruxelles per chiedere una revisione delle regole europee sui tempi di guida e di riposo. L’obiettivo è presentare una proposta strutturata e motivata entro la fine dell’anno, anche per affrontare le differenze nell’applicazione delle regole tra i diversi Stati membri. Sul fronte del confronto istituzionale, il viceministro ha inoltre indicato l’intenzione di convocare nel mese di ottobre la Consulta dell’autotrasporto, per affrontare insieme alle associazioni risorse, incentivi, carburanti e gli altri dossier del settore.

Energia, tecnologie e intelligenza artificiale

Il tema scelto da Confartigianato Trasporti per l’Assemblea è stato però più ampio: capire come accompagnare l’autotrasporto nella trasformazione energetica e tecnologica senza compromettere la sostenibilità economica delle imprese. Al confronto dedicato a “Energia e tecnologie: le azioni dell’Osservatorio per la transizione dei trasporti”, insieme a Claudio Riva, sono intervenuti Mariarosa Baroni, presidente di NGV Italy; Massimo Artusi, presidente di Federauto; Gianni Murano, presidente di UNEM; e Andrea Cormaci, Sales Manager Italy di Iveco. Una seconda sessione ha affrontato invece l’intelligenza artificiale applicata all’autotrasporto, con Gianluigi Bonanomi e Dario Rusconi.

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