Ulteriore proroga dell'obbligo di installazione dei tachigrafi di seconda generazione sui camion immatricolati da agosto a dicembre 2023, che avevano installato quindi un tachigrafo di prima generazione
Il termine iniziale per presentare la rendicontazione relativa alle domande di incentivo (del secondo periodo) rispetto agli investimenti a elevata sostenibilità era il 30 dicembre 2023. Ma una circolare ministeriale fa slittare questo termine al 5 aprile. E quindi scivola in avanti anche il termine del terzo periodo
Il 21 agosto doveva diventare obbligatoria l’installazione dei tachigrafi di seconda generazione sui camion nuovi. Poi è arrivata la proroga per poterli montare fino a dicembre
L'Agenzia delle Entrate ha comunicato un codice tributo che le aziende di autotrasporto conto terzi possono usare per compensare un credito di imposta retroattivo, in quanto copre un periodo di un anno e mezzo fa, successivo all’invasione russa dell’Ucraina
Parlamento e Consiglio europeo hanno trovato un accordo su un nuovo regolamento con cui ridefinire una rete di novi corridoi, favorendo al suo interno maggiori scambi tra una modalità e l’altra di trasporto, in modo da incrementare la più sostenibile intermodalità. In più, ci si pone l’obiettivo di realizzare entro il 2040 un’area di parcheggio sicura e protetta ogni 150 km
Il tempo delle proroghe è finito. La DG Move della Commissione europea ha deciso che quel periodo di tolleranza, che a step successivi aveva condotto dal 21 agosto fino al 31 dicembre 2023, ora è terminato. Nel frattempo già si guarda all’altra scadenza di maggio 2024, quando terminerà la possibilità di omologare tachigrafi transitori, privi della messaggistica Galileo che certifica gli spostamenti sul territorio. E poi da fine 2024 parte anche il retrofit
Una risposta del ministero delle Imprese e Made in Italy allarga l’applicazione della normativa che agevola gli investimenti puliti delle PMI e in particolare ammette al contributo maggiorato del 3,575% anche all’acquisto di veicoli N2 e N3 a ridotto impatto ambientale. A tale scopo viene richiesta una certificazione del costruttore che il motore del veicolo funzioni con biocarburanti come per esempio l’HVO