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Anche il giudice di Pace di Lamezia Terme si pronuncia contro una multa inflitta a un autotrasportatore sulla base dell’esame del cronotachigrafo. Infatti, in assenza di verifiche periodiche di funzionamento e di taratura, che oltretutto vanno provate con apposita documentazione, lo strumento non risulta affidabile e la sola omologazione non è considerata sufficiente
I dati raccolti dalla Struttura Tecnica di Missione del MIMS evidenziano chiaramente che l’autotrasporto nel secondo trimestre 2022 è cresciuto del 7% rispetto allo scorso anno, andando comunque sopra i livelli pre-pandemia. Prova ne sia che il traffico stradale di veicoli pesanti fa registrare un’accelerazione degli spostamenti che lo porta sopra al 2019. Per la precisione del 3% sulla rete autostradale e del 6% su quella ANAS
La maggior parte dei Ce.Di. riceve solo la mattina e soltanto il 21% apre dopo le 13. In più, la merce “pagante” occupa meno del 50% della capacità di carico. Partendo da questi due limiti un gruppo di lavoro di ECR Italy, insieme a ricercatori della LIUC Università Cattaneo e del Politecnico di Milano, hanno elaborato uno studio in cui evidenziano criticità del sistema e possibili evoluzioni. Concentrandosi soprattutto su organizzazione e digitalizzazione
Quattro associazioni europee scrivono alla commissaria Vălean per suggerire quattro azioni con cui capitalizzare al massimo la normativa e i finanziamenti concessi dalla UE - circa 1,5 miliardi di euro per realizzare 60-70.000 posti di parcheggio per autocarri in 5-7 anni - per costruire nuove e più sicure aree di sosta
«Generalmente la distribuzione non la vuole fare quasi nessuno, perché richiede uno sforzo fisico spesso dovuto al fatto di dover salire e scendere dalla...
Anas (Gruppo FS Italiane) avvia, in collaborazione con Viabilità Italia, il Piano mobilità estiva 2022 sulla rete stradale gestita che prevede iniziative e misure...
È uno dei progetti più consistenti – in termini di dimensioni e investimento – del Pnrr: quasi un miliardo di euro per costruire la nuova diga foranea del porto di Genova, con l’obiettivo di accogliere navi più grandi e l’ambizione di raggiungere i volumi di traffico container dei porti del Nord. Ma questa ambizione si è infranta contro la mancanza di offerte per la sua costruzione, dovuta alle incognite economiche e operative di un’opera lunga quattro chilometri e che dovrebbe poggiare su un fondale superiore a 50 metri e con 15 metri di strato fangoso. Questo stallo ha fatto emergere le voci critiche sul progetto e quella più autorevole è dell’ingegner Piero Silva, esperto in costruzioni portuali. In questo episodio del podcast K44 La voce del trasporto egli spiega perché ritiene non fattibile questo progetto e quali possono essere le alternative.