È il settembre del 1984. Iveco lancia a Strasburgo un camion destinato a fare la storia dell’autotrasporto. È il TurboStar, un veicolo diventato iconico grazie a soluzioni, per l’epoca, d’avanguardia. Il design era «aggressivo» come quello di un’automobile, così come il comfort offerto dalla cabina di guida. E il successo fu clamoroso: nei 9 anni in cui fu prodotto, dal 1984 al 1993, le vendite superarono le 50.000 unità. Per un veicolo industriale, numeri del genere non si erano mai visti. Ma quale fu la genesi di questo veicolo? Da dove nacque l’idea? Quali erano le sue caratteristiche e come arrivò ad affermarsi nel vivace contesto di quegli anni? Parliamo di tutto questo nel secondo episodio di «Le Ruote della Storia», la serie podcast di K44 dedicata alla storia dell’autotrasporto italiano, con le testimonianze di Ezio Camusso (formatore e dipendete storico di Iveco), Massimo Condolo (storico e giornalista), Daniele Di Ubaldo (direttore Uomini e Trasporti), Michele Lattore (direttore di Trasporto Europa) e Gennaro Speranza (giornalista Uomini e Trasporti)
Il Brennero che garantisce untransito con il contagocce, il Tirolo che impone divieti di circolazione ai camion e adesso pianifica fino a fine 2025 lavori di risanamento del ponte Lueg. E come se non bastasse si prospetta anche una chiusura al traffico del monte Bianco per tre mesi all’anno per 18 anni. Quanto basta per indurre il presidente di Conftrasporto-Confcommercio a scrivere al ministro affinché affronti «rapidissimamente» la questione a livello comunitario. Perché se non si valicano le Alpi... l'Italia non cresce
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Lavori in Tirolo e nuovi stop ai camion: Rixi incontrerà il ministro dei Trasporti austriaco
Redazione -
Il risanamento del ponte Lueg, già iniziato in ottobre e programmato fino a fine 2025, potrebbero congestionare la circolazione lungo la A22. Questo è almeno il timore espresso dai presidenti delle provincie di Trento e di Bolzano al viceministro, che ha manifestato l’intenzione di affrontare la questione direttamente con Vienna
Le parti sociali hanno raggiunto un accordo per innalzare del 6% i salari e a valutare un nuovo incremento laddove il salario minimo – attualmente molto vicino alla retribuzione della categoria di autisti fino a 19 ton – dovesse essere ritoccato. Ma una sigla, giudicando troppo esiguo l’aumento, lancia una mobilitazione dal 5 al 10 dicembre
Anche io volevo il camion
Giovane e donna, Gloria Benazzi sogna di abbattere gli stereotipi nell’autotrasporto
Elisa Bianchi -
Classe 1996, romagnola e figlia d’arte, Gloria Benazzi nell’estate del 2022 lascia la sua attività – un centro estetico – per inseguire il sogno dell’autotrasporto. Un sogno che l’ha portata in Olanda, tra il profumo di fiori e i colori dei camion personalizzati che tanto ama, ma soprattutto dove si sente capita. E per avvicinare i suoi coetanei al settore dice: «Aprite le scuole al mondo del trasporto»
Professione
UK, sondaggio shock: l’11% dei camionisti si ammala a causa di problemi di accesso ai servizi igienici
Redazione -
Il bagno? Non c'è oppure è inaccessibile. E se c’è, è sporco o malfunzionante. E a rimetterci sono i camionisti, che non solo vedono...
Chi gestisce un’azienda di autotrasporto, oggi, non può prescindere da un’attenta gestione dei costi della propria flotta di veicoli. Con i prezzi dei carburanti...
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Guida col cellulare, multa nulla se non si accerta il mancato uso di auricolari o vivavoce
Redazione -
Il giudice di pace di Roma ha stabilito che l'infrazione va comunque rilevata immediatamente e non a distanza o mentre l'agente accertatore stia svolgendo altro compito. Anche perché in questi casi appare complesso verificare se il conducente usasse o meno per parlare al telefono dispositivi consentiti
Pneumatici
Migliorare l’estetica del proprio furgone con cerchi aftermarket? Si può fare!
Redazione -
I tempi sono cambiati. I veicoli commerciali stanno sempre più seguendo la scia delle autovetture. Non solo in termini di alimentazione o di tecnologie...
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La Cassazione conferma: usare la calamita per bloccare il tachigrafo è un reato penale
Redazione -
Il caso, avvenuto tra il 2010 e il 2013, era molto eclatante. Perché riguardava un amministratore di più società di autotrasporto che non soltanto faceva applicare dei magneti sui veicoli, per consentire agli autisti di guidare oltre quanto imposto dalle normative, ma imponeva loro di adeguarsi a questo sistema a pena di licenziamento. I giudizi ne hanno evidenziato le responsabilità per «rimozione od omissione dolosa di cautele contro infortuni sul lavoro» (art. 437 c.p.), anche se hanno dovuto constatare che il reato, visto il tempo trascorso dai fatti, è prescritto












