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Lavoro nel trasporto da tanto tempo. Abbastanza per ricordarmi che, anni addietro, l’Austria impose già dei divieti al nostro autotrasporto, dovendo poi subire una condanna da parte della Corte di Giustizia europea per aver violato i principi comunitari. Stavolta non si sta ripetendo la stessa cosa? E quindi non si potrebbe intraprendere la stessa iniziativa? Chi dovrebbe farlo, le imprese, il nostro governo o gli stessi organi europei?
Ci è stato chiesto di svolgere, per conto di un cliente che importa e distribuisce in Italia componenti meccanici, una serie di servizi di deposito, movimentazione e approntamento delle spedizioni. Alla fine dell’accordo commerciale, il cliente ci ha consegnato un contratto di logistica di 12 pagine, con 20 articoli, chiedendoci di firmarlo perché «è solo una formalità». Vorrei sapere se, oltre che di trasporti, lei si occupa anche di logistica, e se, del caso, mi fornisse qualche dritta prima di firmare.
Penso di essere un buon padre di famiglia che, prestato al trasporto, vi ripone tutta la dedizione possibile. Tranne quando bisogna versare le imposte. Non perché provi fastidio nel fornire il mio contributo al buon andamento del paese, ma perché questo pagamento, già di per sé estremamente complesso, viene reso sempre più contorto, aggiungendo ulteriori norme alla selva già esistente. Una regola a cui non sfugge nemmeno l’ultima legge di Bilancio. Ecco perché le chiedo: può spiegarmi in modo semplice com’è cambiata la presentazione del modello F24?
Trascorro ore in ufficio o presso clienti. E l’altro giorno, proprio mentre facevo visita allo stabilimento di un committente, ho visto un camion-cisterna dell’azienda mentre scaricava. A seguire i movimenti e gli spostamenti dell’autista ho provato una sorta di fremito, facendo mente locale sui rischi a cui si esponeva, in particolare salendo sopra la cisterna. Ci sono specifiche accortezze da prendere per prevenire tali rischi e, soprattutto, chi risponde di eventuali incidenti?
Da circa sei mesi ho cambiato lavoro, o meglio, guido sempre il camion ma sono passato a rifornire i mercati ortofrutticoli. Questo ha stravolto i miei orari e ha fatto retrocedere l’inizio della mia giornata lavorativa a notte fonda. Mi piace, perché incontro meno traffico, ma ho difficoltà a riposarmi. Ciò che più mi infastidisce, però, è vedermi ingrassare: in sei mesi ho messo su altrettanti chili. C’è un nesso tra il cambio di orari e il peso che aumenta?
Scarica l'Agenda in formato pdfDownload SOMMARIO • Riduzione della pressione fiscale sul lavoro dipendente• Esonero contributi per le imprese della zona franca di Genova• Bando ISI...
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L’Autorità di regolazione dei trasporti (ART) ci riprova. O quasi. Perché dopo che negli anni scorsi aveva richiesto un contributo anche alle aziende di...
Progetto di Lab1886 e Daimler Trucks, la tecnologia a guida autonoma Axyard installata sul veicolo della casa tedesca permette il controllo remoto di mezzi senza conducente in spazi chiusi