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Come sarà il 2013 dei trasporti? Ecco le previsioni degli analisti

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Come sarà il 2013 per il trasporto merci? Le previsioni, per fortuna non unanimi, non sono propriamente positive. Una ripresa, seppure modesta, ci potrebbe essere nel secondo semestre, mentre nel primo si continuerà sulla falsa riga del 2012, ma alla fine i fatturati dovrebbero diminuire mediamente del 4% circa. D’altra parte l’anno appena chiuso, stando ai dati di Confetra, ha impresso al trasporto su gomma una contrazione del 5% rispetto al 2011. L’unico comparto in controtendenza è stato quello dei Corrieri Espresso, spinto soprattutto dalla crescente diffusione dell’e-commerce.
Tornando alle previsioni, secondo gli analisti dovrebbero subire un piccolo taglio sia il numero dei lavoratori c omplessivi del settore (attualmente 460 mila lavoratori), sia il numero delle imprese contenuto in circa 100 mila unità, con diverse chiusure, soltanto in parte rimpiazzate da qualche apertura. E a soffrire potrebbero essere soprattutto le imprese più piccole, che già negli ultimi anni hanno mostrato la corda.
Prova ne sia dietro questa ristrutturazione forzosa e indotta dalla crisi, si sta producendo un processo di concentrazione confermato pure dall’Osservatorio Contract Logistic, secondo il quale il fatturato delle imprese sopravvissute è cresciuto mediamente del 9%. Certo, “mediamente” significa che qualcuno arranca e qualcun altro (soprattutto chi lavora nell’internazionale o nel trasporto rifiuti) procede con il vento in poppa. Ma la tendenza c’è già e nel prossimo anno non sarà che confermata. 
A contribuire a scavare un fossato sempre più profondo tra aziende in salute e aziende in sofferenza ci penseranno due ulteriori (non propriamente nuovi) fenomeni:
1 l’incremento dei costi. Il 2013 è iniziato nel segno del rialzo. A un rimbalzo del prezzo del petrolio, che non mancherà di farsi sentire anche su quello alla pompa, fino ai pedaggi delle autostrade, che mediamente aumentano del 3,9%, con punte fino al 14%.
2) l’aumento della tassazione. Stando ai calcoli della CGIA di Mestre, nel 2013 l’intero paese pagherà 14,7 miliardi di tasse in più, con una pressione fiscale che si attesterà al 45,1% del Pil, anche grazie all’introduzione della TARES (rifiuti), all’aumento dell’IVA previsto dall’1 luglio, al ritocco in aumento dell’IMU sui capannoni. Ma l’elenco potrebbe continuare…

Redazione
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La redazione di Uomini e Trasporti

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