Il mercato italiano del cargo aereo potrebbe andare incontro a un profondo riassetto. L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha infatti deciso di aprire un’istruttoria sull’acquisizione di Alha Holding da parte di BCube, operazione che porterebbe alla nascita di uno dei principali operatori italiani nella gestione delle merci aeroportuali.
La concentrazione era stata notificata volontariamente da BCube dopo la richiesta dell’Autorità, che aveva rilevato possibili criticità sul piano concorrenziale. Con il provvedimento n. 32024 del 28 luglio 2026, l’AGCM ha quindi deciso di approfondire l’operazione, fissando in 90 giorni il termine per la conclusione del procedimento.
Un’operazione tra due protagonisti del cargo
BCube è un gruppo attivo nella logistica integrata, nei servizi intermodali e nell’air cargo handling attraverso la controllata BCube Air Cargo, presente negli aeroporti di Roma Fiumicino, Milano Malpensa, Linate e Venezia.
Alha opera invece nella gestione delle merci aeroportuali attraverso una rete di undici cargo terminal e magazzini off-airport, con una presenza particolarmente rilevante proprio negli scali di Malpensa e Fiumicino.
L’operazione prevede l’acquisizione del 100% del capitale di Alha da parte di BCube.
Il nodo è la concentrazione negli aeroporti
Il cuore dell’analisi dell’Antitrust riguarda i servizi di movimentazione delle merci negli aeroporti, cioè tutte quelle attività necessarie per preparare, stoccare e trasferire i carichi destinati agli aeromobili. Secondo le valutazioni dell’Autorità, dopo l’acquisizione le due società arriverebbero a gestire circa il 60% delle merci movimentate a terra sia a Milano Malpensa sia a Roma Fiumicino.
La situazione appare ancora più delicata a Fiumicino, dove l’AGCM evidenzia come gli spazi disponibili per gli operatori concorrenti siano limitati e in larga parte già utilizzati. A Malpensa, inoltre, BCube e Alha rappresentano gli unici operatori autorizzati a offrire determinati servizi integrati di magazzino e rampa per gli aeromobili cargo, creando secondo l’Autorità un possibile vantaggio competitivo difficilmente replicabile dai concorrenti.
Il ruolo del camion nel sistema cargo
Uno degli aspetti più interessanti dell’analisi riguarda il cosiddetto aviocamionato, cioè il trasporto su strada di merci che viaggiano già come cargo aereo, con documentazione e procedure proprie del trasporto per via aerea. Le parti avevano sostenuto che la possibilità di spostare le merci verso altri aeroporti, utilizzando camion per raggiungere hub alternativi europei, avrebbe limitato il potere di mercato derivante dalla concentrazione. L’Antitrust non ha condiviso questa impostazione: dalle informazioni raccolte presso le compagnie aeree è emerso che la scelta degli aeroporti dipende soprattutto dalla struttura dei network internazionali, dalla disponibilità dei voli e dall’efficienza complessiva della rete, più che dal costo dell’handling.
In altre parole, il camion può collegare aeroporti diversi, ma non necessariamente rende intercambiabili gli hub cargo.
Ora parte l’istruttoria
L’apertura dell’istruttoria non significa che l’operazione sia bloccata, ma che l’Autorità vuole verificare se la fusione possa determinare una posizione dominante o ridurre la concorrenza nei mercati interessati.
BCube e Alha avranno ora la possibilità di presentare le proprie osservazioni. Al termine dell’esame l’Antitrust potrà autorizzare l’operazione, eventualmente con condizioni, oppure adottare provvedimenti più restrittivi.
La partita è quindi aperta e riguarda uno snodo strategico della logistica italiana: quello in cui il trasporto aereo incontra il magazzino, l’intermodalità e, soprattutto, il camion che continua a rappresentare l’anello indispensabile per collegare le merci agli hub internazionali


