HomeProfessioneLogisticaDIF rafforza la rete logistica alimentare: oltre 370 mila spedizioni e nuovi investimenti

DIF rafforza la rete logistica alimentare: oltre 370 mila spedizioni e nuovi investimenti

La realtà fondata dalla famiglia Torello consolida il proprio ruolo attraverso un network che riunisce 54 aziende, 63 presidi territoriali e quattro hub, per circa 82.000 mq di piattaforme. Nel 2025 la rete ha gestito oltre 422 mila pallet, con un fatturato superiore a 16 milioni di euro. Specializzata nella distribuzione multitemperatura di prodotti food & beverage, DIF punta sulla collaborazione tra imprese indipendenti, sul rafforzamento delle infrastrutture nel Mezzogiorno e su un nuovo sistema gestionale previsto dal 2027 

-

DIF – Distribuzione Italiana Food sta rafforzando la propria presenza nel settore della logistica alimentare attraverso un modello organizzativo che mette in collegamento produttori, distributori, imprese di autotrasporto e piattaforme logistiche. Nato dalla specializzazione nel trasporto di prodotti freschi a temperatura controllata, il network ha progressivamente esteso le proprie attività all’intero comparto food & beverage, sviluppando una rete distributiva capace di operare su scala nazionale ed europea.

Al centro dell’organizzazione c’è un sistema di collaborazione tra imprese indipendenti, che mantengono il proprio radicamento territoriale, ma condividono infrastrutture, procedure operative, tecnologie e competenze. Un’impostazione che consente a DIF di coordinare i flussi delle merci alimentari, assicurando attenzione alla temperatura, alla tracciabilità, ai tempi di consegna e all’integrità dei prodotti.

La crescita del network prosegue attraverso il consolidamento delle infrastrutture, l’ampliamento della rete di aziende concessionarie, l’integrazione di nuove realtà specializzate e gli investimenti nella digitalizzazione dei processi.

Dalla distribuzione del fresco a un network nazionale

La storia di DIF comincia nel 2013 con la costituzione di Distribuzione Italiana Freschi, una rete specializzata nella consegna di prodotti alimentari freschi confezionati, inizialmente concentrata sul trasporto a temperatura controllata tra 0 e +4 °C. Dal 2014, nell’ambito della strategia del Gruppo Torello, il progetto avvia un progressivo rafforzamento della propria struttura, integrando competenze territoriali, infrastrutture logistiche e un coordinamento operativo centralizzato.

Un passaggio importante arriva nel 2021, quando Distribuzione Italiana Freschi diventa Distribuzione Italiana Food, ampliando la propria attività all’intero settore food & beverage. Alla distribuzione del fresco si affiancano così servizi dedicati ai prodotti surgelati, alle merci termosensibili e agli alimenti che possono essere trasportati a temperatura ambiente.

L’evoluzione prosegue con il consolidamento della rete concessionaria e il potenziamento degli hub logistici. Nel 2026viene inoltre integrato il network Coldline, operazione che contribuisce ad ampliare il presidio territoriale e a rafforzare le competenze nella distribuzione alimentare a temperatura controllata. In questo modo le aziende della produzione e della distribuzione alimentare vengono collegate con operatori logistici specializzati, attraverso un sistema nel quale le competenze delle singole imprese vengono coordinate per garantire continuità e qualità del servizio.

Un modello basato sulla collaborazione tra imprese

L’elemento centrale dell’organizzazione DIF è rappresentato dalle aziende concessionarie, imprese di trasporto specializzate nel settore alimentare che aderiscono al network mantenendo la propria autonomia imprenditoriale. Le aziende partecipanti conservano la conoscenza dei rispettivi territori, le competenze operative e le relazioni commerciali, ma possono contare su una rete più ampia per sviluppare nuove attività distributive. L’adesione consente infatti di estendere il proprio raggio d’azione in Italia e in Europa senza dover necessariamente investire in nuove sedi, acquistare ulteriori veicoli o ampliare il personale. Le concessionarie possono utilizzare le infrastrutture e le competenze presenti nel network per servire clienti e destinazioni al di fuori dei territori normalmente presidiati. A questo si aggiungono nuove opportunità commerciali, sinergie con fornitori e servizi complementari e il supporto degli Area Manager e delle funzioni aziendali dedicate alle attività operative, commerciali e di sviluppo.

Il modello è sintetizzato nel concetto #COESI, che identifica la collaborazione tra imprese autonome accomunate da procedure, obiettivi e standard di servizio condivisi. Ogni operatore contribuisce con le proprie risorse e competenze alla gestione di un sistema distributivo più ampio.

All’interno di questa organizzazione, gli hub logistici si occupano del consolidamento delle merci, del transito, dello smistamento e del ricarico. I transit point rafforzano il presidio delle singole aree geografiche, mentre le concessionarie svolgono soprattutto le attività di raccolta e distribuzione dell’ultimo miglio.

La rete in numeri: 54 aziende e 63 presidi territoriali

A ottobre 2026, DIF può contare su 54 aziende, 63 presidi territoriali e quattro hub nazionali e regionali, per una superficie complessiva di circa 82.000 mq di piattaforme logistiche. La dimensione delle attività è confermata anche dai risultati operativi del 2025, anno nel quale il network ha gestito 422.650 pallet e 370.912 spedizioni, registrando un fatturato superiore a 16 milioni di euro.

L’organizzazione delle infrastrutture si basa su tre hub nazionali situati a Piacenza, Bologna e Caserta, ai quali si affianca l’hub regionale di Verona, dedicato al presidio del Nord-Est. Quest’ultimo si trova presso il Verona Logistics Park e dispone di oltre 40.000 mq, suddivisi tra aree refrigerate e superfici destinate alla gestione delle merci a temperatura ambiente.

La distribuzione a multitemperatura

Uno degli aspetti distintivi dell’attività di DIF riguarda la gestione delle merci alimentari in differenti condizioni termiche. Il network opera su quattro principali regimi di temperatura: -20 °C per i prodotti surgelati, da 0 a +4 °C per il fresco refrigerato, da +16 a +18 °C per le merci termosensibili e temperatura ambiente per gli alimenti secchi.

Nel trasporto alimentare, il controllo delle temperature è disciplinato da più disposizioni. L’accordo ATP riguarda il trasporto di determinate derrate deperibili e le attrezzature speciali utilizzate; il regolamento (CE) n. 852/2004 sull’igiene degli alimenti richiede inoltre, quando necessario, che i veicoli e i contenitori mantengano temperature adeguate e ne consentano il controllo. DIF propone una gestione termica controllata anche per prodotti che non richiedono uno specifico regime di refrigerazione, ma che possono beneficiare di una maggiore stabilità della temperatura durante la distribuzione. Per le aziende produttrici, il servizio permette di affidare a un unico network specializzato le differenti fasi della distribuzione, dal ritiro della merce alla consegna.

La gestione centralizzata punta inoltre a ridurre la frammentazione delle attività distributive, migliorare la prevedibilità dei tempi di consegna e uniformare gli standard operativi lungo la filiera.

Dal ritiro delle merci alla consegna finale

L’offerta di DIF comprende un insieme di servizi logistici dedicati alle esigenze delle imprese alimentari. Le attività includono il ritiro e la distribuzione nazionale, il cross-docking, lo stoccaggio, la gestione dell’ultimo miglio e i servizi di customer service. A questi si aggiungono attività di supporto fiscale e doganale per le operazioni che lo richiedono. Le formalità doganali interessano in particolare gli scambi con Paesi extra-UE, mentre specifici adempimenti fiscali, per esempio quelli relativi ai prodotti soggetti ad accisa, possono riguardare anche i movimenti all’interno dell’Unione europea. Il network si rivolge ai differenti canali del settore alimentare: grande distribuzione organizzata (GDO), Normal Trade, Ho.Re.Ca., grossisti e industria alimentare.

La tracciabilità è supportata da sistemi gestionali ERP, strumenti di scambio elettronico dei dati (EDI), soluzioni per la gestione documentale e delle prove di consegna (POD, Proof of Delivery), oltre che da sistemi di monitoraggio dei flussi. Questi strumenti permettono di seguire l’avanzamento delle spedizioni e migliorare la visibilità sulle diverse fasi delle operazioni logistiche.

No Limits, la distribuzione internazionale anche per un singolo pallet

Accanto alle attività nazionali, DIF ha sviluppato No Limits, il servizio dedicato alla distribuzione internazionale di prodotti alimentari. La soluzione permette di organizzare spedizioni verso i principali mercati europei anche a partire da un singolo pallet, sia per merci a temperatura ambiente sia per prodotti che richiedono il controllo termico.

Il servizio è rivolto in particolare alle imprese agroalimentari che intendono ampliare la propria presenza sui mercati esteri, ma che non dispongono necessariamente di volumi sufficienti per organizzare spedizioni a carico completo. Attraverso il network, queste aziende possono utilizzare infrastrutture, collegamenti e competenze già disponibili, evitando di dover realizzare autonomamente una struttura distributiva internazionale.

Nuovi hub per rafforzare la presenza nel Mezzogiorno

Entro la fine del 2026 e nei primi mesi del 2027, DIF prevede nuove attivazioni di hub nel Sud Italia, con l’obiettivo di rafforzare il presidio territoriale e migliorare i collegamenti tra la rete distributiva nazionale e i flussi diretti verso le isole. Il programma mira ad avvicinare le infrastrutture logistiche ai territori serviti, facilitando le operazioni di raccolta, transito, smistamento e distribuzione finale. La creazione di nuovi hub dovrebbe consentire anche una maggiore razionalizzazione dei percorsi e una migliore organizzazione delle attività di trasporto.

Digitalizzazione, nuovo sistema informativo dal 2027

Parallelamente allo sviluppo delle infrastrutture, DIF ha avviato un programma di aggiornamento dei propri sistemi informativi. Il progetto prevede l’evoluzione verso un sistema gestionale unico per il network, capace di migliorare il coordinamento tra struttura centrale, hub logistici e aziende concessionarie. I primi rilasci della nuova soluzione sono programmati per il primo semestre del 2027.

L’intervento punta a rendere più efficiente la condivisione delle informazioni, aumentare la tracciabilità dei flussi e migliorare la visibilità sulle attività operative.

Sostenibilità: pubblicato il primo Report ESG

Nel 2026 DIF ha pubblicato il proprio primo Report ESG, avviando un percorso strutturato di analisi e valutazione delle attività ambientali, sociali e di governance. L’iniziativa è accompagnata da un processo di valutazione attraverso il sistema CRIF Synesgy, utilizzato per esaminare le diverse dimensioni della sostenibilità aziendale. Il documento costituisce una prima base di riferimento per misurare le prestazioni dell’organizzazione, individuare le aree di miglioramento e definire obiettivi progressivi.

Tra gli ambiti considerati figurano la razionalizzazione dei flussi logistici, l’attenzione alle condizioni di conservazione dei prodotti, la gestione delle risorse, la qualità dei processi e la valorizzazione delle persone.

Un sistema distributivo che valorizza le imprese locali

Riassumendo, il percorso di sviluppo di DIF si basa su tre elementi principali: ampliamento delle infrastrutture, integrazione tecnologica e collaborazione tra operatori specializzati. L’organizzazione intende mantenere un collegamento diretto tra il coordinamento nazionale e le competenze delle imprese di trasporto presenti nei singoli territori. Per le aziende concessionarie, la partecipazione al network costituisce un’opportunità di ampliare l’attività commerciale e accedere a servizi e collegamenti che potrebbero richiedere investimenti significativi se sviluppati autonomamente. Per i produttori e distributori alimentari, il vantaggio consiste nella possibilità di utilizzare una rete specializzata capace di gestire differenti tipologie merceologiche e temperature di trasporto, mantenendo un coordinamento unitario delle spedizioni.

-